James A. Michener.
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Caraibi.
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Parte 2.
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Traduzione di: Francesco Saba Sardi.
1991 Gruppo Editoriale Fabbri, Bompiani, Sonzogno, Etas,  Milano.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Indice di questa parte.
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Capitolo 6: Il bucaniere.
Capitolo 7: Gli interessi dello zucchero.
Capitolo 8: Un matrimonio a Nevis.
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Fine indice.
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Capitolo 6.
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Il bucaniere.
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NEL diciasettesimo secolo, POTOSF, una citt tra i monti del Per orientale, era
una delle pi opulente delle due Americhe. Le sue favolose ricchezze derivavano
dal fatto che i monti vicini erano praticamente una massa d'argento;
non c'era nulla di simile al mondo e giustamente sullo stemma cittadino
si proclamava che Potosf era il re di tutti i monti e l'invidia di
tutti i re.
Il mattino del 6 ottobre del 1661 il sovrintendente Alonso Esquivel,
responsabile della pi grande fonderia d'argento, ordin ai suoi schiavi
peruviani di aprire lo stampo in cui aveva fatto colare l'ultimo lingotto
del prezioso metallo: ne apparve un cono alto circa venti centimetri.
Non riluceva perch l'argento non era purissimo e la forma in cui era
stato colato non presentava fianchi ben lisci, ma comunque aveva indubbiamente
l'aspetto di una cosa ricca e preziosa. Una volta purificati dai
fonditori di Spagna o dei Paesi Bassi, i lingotti accuratamente puliti sarebbero
stati trasformati in oggetti di grande valore o in monete con cui
finanziare le avventure del re sui campi di battaglia d'Europa.
Fiero di avere rispettato i rigidi regolamenti del vicer del Per, essendo
quello l'ultimo dei centodiciannove lingotti che era incaricato di
produrre, tutti di peso esatto, Esquivel prese un pennello intinto in inchiostro
nerissimo e contrassegn il pezzo d'argento con la sigla P-663, un
numero in codice, atto a indicare che gli obblighi contrattuali di Potosf
del 1661 erano stati assolti.
Quando i cinquanta muli furono caricati, con i mulattieri accanto alle
rispettive bestie e trenta soldati dagli elmetti scintillanti, armati di tutto
punto in attesa degli ordini del capitano, Esquivel salut militarmente,
una tromba diede il segnale e il prezioso carico cominci il lungo viaggio
montano, gi per i pendii, fino al porto di Arica sull'oceano Pacifico, a
circa seicento chilometri di distanza.
Il 10 novembre 1661, il capitano emise un sospiro di sollievo quando i
suoi cinquanta muli giunsero sani e salvi al porto di Arica dove l'argento
fu prontamente caricato su un piccolo, splendido galeone
spagnolo, la Giralda de Sevilla, che salp immediatamente alla volta di Callao, il porto di
Lima, capitale del Per; il viaggio si svolse senza intoppi, ma a Callao accaddero
molte altre cose importanti: il vicer si rec al porto per ispezionare
i galeoni, il numero e la qualit dei lingotti d'argento vennero autenticati,
a bordo presero posto funzionari richiamati in Spagna, al carico
vennero aggiunte barre d'oro provenienti da miniere del Per settentrionale
e sul galeone sal un reparto di soldati, destinato a vigilare il carico
divenuto tanto pi prezioso e gli altrettanto importanti passeggeri.
La nave rest per sette giorni a Callao, poi il 2 dicembre 1661 fece vela
alla volta della grande citt di Panama: un lungo viaggio estremamente
pericoloso, perch in quelle acque pirati francesi o inglesi assalivano a
volte i galeoni spagnoli provenienti da Lima che potevano avere le stive
piene di merci preziose; catturarne uno diretto a nord, poteva ricompensare
dieci anni di inutili scorribande. Per questo motivo, i soldati spagnoli
restavano sul chi vive, perfino passeggeri dal titolo altisonante fungevano
da vedette volontarie e il capitano ricordava a quanti erano di guardia
che in queste acque, Francis Drake nel 1578 si  impadronito del grande
Cacafuego.
Questa traversata si svolse senza incidenti, e dopo cinquantasei giorni
di mare il lingotto P-663 fu al sicuro nel porto di Panama dove venivano
concentrate le enormi ricchezze dell'America spagnola. Panama era una
citt fatta per accendere le fantasie, perch interi magazzini traboccavano
di oro e argento, in ogni casa si trovavano tesori, e ricche merci, importate
dalla Spagna, dalla Francia e dall'Olanda, venivano l radunate
prima di essere inviate ai villaggi e alle citt del Per. In quei giorni felici
Panama avrebbe meritato ben pi che il nome di semplice centro commerciale
perch era addirittura un regno a se stante, il cuore di un impero
incredibilmente ricco, da cui merci partivano verso nord e sud, verso est e
ovest; era anche una delle massime citt del nuovo mondo e una delle
meglio difese, tant' che il suo governatore proclamava: Se Drake non 
stato in grado di prendere Panama nel 1572, quando aveva solo scarse
fortificazioni, quali probabilit avrebbe oggi un invasore?
Occorse una settimana per svuotare le stive della Giralda, anzi a dire il
vero ne sarebbero occorse due, ma il governatore era venuto personalmente
alla banchina per affrettare le operazioni di scarico: la carovana di
muli che avrebbe portato il tesoro attraverso l'istmo doveva partire ai
primi di febbraio per giungere all'appuntamento con i galeoni che avrebbero
approdato a Portobello, sul versante caribico, provenienti dalla Spagna.
Cos, l'8 febbraio 1662, i funzionari venuti dal Per assistettero alla
partenza della lunga carovana. Si trattava di un percorso di non pi di un
centinaio di chilometri, ma non meno difficile del tempo in cui Drake si
era fatto strada attraverso la giungla. Tronchi putridi di alberi caduti ostacolavano
il cammino, animali d'ogni genere e serpenti pullulavano e se
un soldato si feriva alla gamba la piaga non si chiudeva pi, tanto erano
facili le infezioni.
Terminato il pericoloso tragitto, in vista di Portobello le insidie non
erano certo finite. I cannoni piazzati sulle alture circostanti convincevano
i soldati che nessun pirata inglese avrebbe osato accostarsi a quel porto e
si sentivano perfettamente al sicuro. Ma il capitano che comandava la carovana,
e che aveva compiuto il viaggio altre tre volte, non era altrettanto
ottimista, ben sapendo che dei novanta uomini al suo comando non meno
di quaranta sarebbero probabilmente morti, colpiti dalle febbri, nel lazzaretto
ai suoi piedi. E, facendosi il segno della croce, borbott al suo luogotenente:
A volte gli spagnoli possono essere capiti solo da imbecilli
come loro. Hanno abbandonato la vecchia e celebre citt di Nombre de
Dios perch, dicevano, era insalubre e si sono spostati di pochi chilometri
a ovest, in questo buco infernale che  cinque volte peggio. Il suo aiutante,
che mai aveva attraversato prima l'istmo, gli chiese: Che cosa c'
che non va a Portobello? E il capitano: Lo vedrete.
Guidando i muli al porto, gli indic i terribili difetti della localit:
Quel torrente dovrebbe essere coperto. Cos com', si trasforma in una
fogna che diffonde ovunque malattie. Quella tettoia cadente avrebbe dovuto
essere data alle fiamme gi da anni e adesso  infestata da ratti.
Quella casa, che sembra tanto bella, sorge accanto a una latrina. La gente
che ci vive non fa che ubriacarsi, e non di vino spagnolo, fino a lasciarci
la pelle. Date un'occhiata a quelle carcasse che imputridiscono al sole.
L'aria  pesante, la giungla  vicinissima. Volete sapere come fare a essere
uno dei pochi che sopravvivono a Portobello? Non mangiate la carne, 
putrefatta. Non mangiate il pesce,  avvelenato. Non respirate l'aria, 
impregnata della febbre della giungla. E state alla larga dalle ragazze perch
i loro innamorati vi taglierebbero la gola.
Mi avete detto che siete stato qui gi tre volte. Come avete fatto a
uscirne vivo?
Attenendomi alle mie regole.
Ma neppure quell'uomo prudente e attento poteva conoscere tutti i
misteri di Portobello, una citt camaleontica che sembrava diversa a
chiunque vi si recasse. Quando una flotta di navi gettava l'ancora nel
porto per caricare l'argento, le malattie portate dai marinai vi si diffondevano
rapidamente e, in mancanza di navi, le epidemie vi arrivavano da oltre
l'istmo, con l'ultima carovana di muli. Se poi le strade erano vuote,
era la volta delle infezioni locali, provenienti dalle vicine paludi.
La letalit di Portobello aveva varie ragioni: la vicinanza alla giungla,
piena di vegetali in putrefazione, l'immobilit dell'aria, dovuta al fatto
che la citt sorgeva in una conca dove non arrivava un alito di brezza e
poi il fatto che l'acqua non poteva venire purificata. Un prete cattolico
che aveva assistito a un'epidemia dopo l'altra affermava: Portobello 
come una bella donna portatrice di un morbo letale, fatale non per lei ma
per chiunque l'avvicini.
I cittadini avevano l'abitudine di radunarsi al porto quando arrivavano
le carovane di muli carichi d'argento e, sebbene il prezioso metallo non
fosse in realt visibile, le casse in cui erano racchiusi i pesanti lingotti rendevano
pi appetibile ancora la ricchezza sognata, e solo quando quei
doni destinati a un re distante erano al sicuro a bordo delle navi, ben vigilati
da soldati in armi, avevano inizio i festeggiamenti e le preghiere di
ringraziamento.
Quell'anno, le preghiere del capitano non furono ascoltate: nonostante
tre precedenti viaggi, e la cura con cui evitava di bere l'acqua inquinata,
la febbre colp anche lui e un migliaio di altre persone; quando i galeoni
levarono le ancore per il viaggio di ritorno a Cartagena, soldati e marinai
erano ridotti a circa la met. Per sei frenetiche settimane, Portobello era
stata la pi ricca citt al mondo ma anche la pi pericolosa.
IN QUEGLI ANNI LA Nostra Nobile e Potente Citt di Cartagena, come
veniva spesso chiamata nei documenti ufficiali, era ancora un centro imponente
sulla costa nordoccidentale del Main spagnolo. Le decine di isolotti
che proteggevano la baia interna erano adesso muniti di fortificazioni
e batterie di cannoni. A suo tempo, Drake se ne era impossessato e
alcuni audaci pirati francesi lo avevano imitato ottenendone un riscatto,
ma ormai era imprendibile e nei suoi ampi porti, l'esterno e l'interno, si
radunavano le grandi navi di Spagna in attesa dell'oro e dell'argento del
Per.
Il 6 aprile 1662, i galeoni carichi d'argento provenienti da Portobello
entrarono in Cartagena e, dopo essersi abbondantemente riforniti, furono
pronti ad affrontare il mare, alla volta dell'Avana. Non appena il governatore
Alfonso Ledesma, discendente in linea diretta del secondo governatore
di Cartagena, Roque Ledesma y Ledesma, sal a bordo, la flotta
prese il largo.
Il 7 maggio Ledesma fece ancorare le sue navi cariche di tesori nell'ampio
porto dell'Avana dove apprese che il re, a ricompensa dei suoi valorosi
servizi, lo aveva insignito del titolo di ammiraglio delle flotte riunite
dirette in Spagna.
L'altra met della grande flotta, centinaia di navi di ogni dimensione,
doveva arrivare dal porto di Veracruz con grandi quantitativi d'argento
provenienti dalla citt messicana di San Luis Potosf (il secondo nome le
veniva dalla celebre localit peruviana) e, quando quegli enormi galeoni
cominciarono a entrare nel porto, Ledesma si rese conto di quale responsabilit
gli fosse stata attribuita: la ricchezza della Spagna per i prossimi
dieci anni era a bordo di quei legni. Il governatore della
citt esclam, rivolto a coloro che erano con lui sulle torri del forte ad assistere alla partenza
delle navi: Nessun pirata inglese oser attaccare una flotta cos potente.
Una pura vanteria perch nel novembre 1662, mentre la flotta era vicina
alle coste della Spagna, sette velocissimi incursori inglesi si gettarono sugli
spagnoli e avrebbero isolato e depredato un galeone se
l'ammiraglio Ledesma non avesse eseguito una manovra
improvvisa che vanific l'attacco, infliggendo
anzi agli inglesi la perdita di una nave, la Pride of Devon.
Reso euforico dalla vittoria, l'ammiraglio Ledesma guid la sua flotta
alla foce del Guadalquivir e al porto doganale di Sanlucr de Barrameda,
dove funzionari compilarono le debite registrazioni da cui risultava che
quel giorno, 20 dicembre 1662, i galeoni di Cartagena e di Veracruz
erano giunti senza la perdita di neppure una delle piccole navi di scorta,
grazie al coraggio e all'abilit dell'ammiraglio don Alfonso Ledesma
Amadr y Espinal.
I tesori giunti cos fortunosamente in Spagna non erano destinati a rimanervi,
ma vennero inviati al pi presto alla volta di campi di battaglia
stranieri dove truppe iberiche erano impegnate a soffocare ribellioni.
Il lingotto P-663 di argento di Potosf venne spedito, insieme con molti
altri, a migliaia di chilometri di distanza, nei Paesi Bassi, dove si stava
compiendo un ultimo, vano tentativo di imporre nuovamente il giogo
spagnolo a quella colonia ribelle. Qui l'argento fu coniato in monete che
servirono alla paga dei soldati, ma a profittarne furono anche gli agenti di
paesi stranieri e la potente famiglia di banchieri Fugger che in certi anni
sembr avere la Spagna in pugno grazie ai prestiti concessi ai suoi re. Sicch,
quell'enorme fortuna, per il trasferimento della quale erano stati impiegati
tanti sforzi e percorse tali distanze in cinquecentoventisei giorni,
non risolse i problemi in atto: i comandanti spagnoli continuarono invano
a combattere per mantenere il possesso dei Paesi Bassi e intanto
nuovi lingotti d'argento venivano fusi a Potosf, nuovi galeoni si radunavano
a Cartagena per poi andare a caricare l'argento a Portobello al termine
della mortifera traversata dell'istmo.
Erroneamente, il re e i suoi consiglieri ritenevano che la prosperit di
una nazione si fondasse sull'argento e sull'oro: pi i galeoni ne avessero
portato a Siviglia e pi ricca sarebbe stata la Spagna. Non si rendevano
conto che la ricchezza di una nazione deriva dal duro lavoro dei cittadini,
contadini, cuoiai, falegnami, carpentieri navali, tessitori; erano e sono costoro
a creare i beni di consumo che sono il metro di misura della prosperit
di un paese. In quegli anni critici, le navi inglesi scaricavano in patria
punto o poco oro ma in compenso vi portavano i prodotti di nuove terre,
verso le quali trasportavano i beni in eccesso prodotti in Inghilterra da
abili e industriosi cittadini; erano, questi, tesori ben pi importanti dell'enorme
fortuna che don Alfonso Ledesma consegn ai funzionari madrileni.
In una limpida giornata di gennaio del 1665 nella citt spagnola di Cadice
ebbe luogo un evento destinato ad avere violente ripercussioni nei
Caraibi qualche anno dopo.
Diciannove marinai inglesi della Pride of Devoti erano finiti poco pi
di due anni prima nelle mani degli spagnoli durante una battaglia svoltasi
al largo delle coste spagnole. Il capitano del galeone spagnolo che era
stato assalito avrebbe voluto impiccarli, ma l'ammiraglio Ledesma, abile
politico oltre che coraggioso marinaio, vide in quei prigionieri il mezzo
per ingraziarsi le autorit religiose che tanta parte avevano nella vita iberica
e ordin di consegnarli all'inquisizione.
Per oltre due anni, dal novembre 1662 al gennaio 1665, gli inglesi languirono
nelle segrete di Cadice, di tanto in tanto interrogati e poi dimenticati
per lunghi mesi.
Durante gli interrogatori si fece loro presente che molti anni prima la
centrale dell'inquisizione a Toledo aveva pubblicato uno straordinario
editto in cui si rammentava che, all'inizio del regno di Enrico VIII, tutti
gli inglesi erano stati fedeli cattolici; ma nel 1536, obbedendo ai suoi ordini,
avevano dovuto diventare protestanti, voltando cos le spalle all'unica,
vera chiesa di Cristo. Di conseguenza, qualsiasi marinaio inglese che
naufragasse su coste spagnole o venisse catturato in mare era ipso facto
colpevole di eresia e dunque andava bruciato vivo sul rogo.
Com' ovvio, l'inquisizione non eseguiva direttamente la crudele sentenza
ma consegnava il colpevole al braccio secolare; cos quel giorno di
gennaio i soldati prelevarono tre inglesi vestiti di nero e con le teste rasate
e li condussero al rogo, dove gli altri sedici prigionieri erano stati
messi in fila per assistere alla punizione dei loro compagni. I condannati a
morte gridarono agli altri sedici: Resistete! Viva Cromwell e una libera
religione! Mentre le fiamme ardevano, si ud levarsi ancora la voce di
una delle vittime che url: Inghilterra e libert!
Spentesi le fiamme, i funzionari incaricati della bisogna passarono in
rassegna i marinai superstiti, indicando gli uomini da mandare al rogo durante
il prossimo autodaf; l'ultimo prescelto fu un robusto marinaio che
sulla guancia aveva una profonda cicatrice a forma di B. Era un uomo sui
trent'anni, proveniente dalla lontana isola di Barbados nei Caraibi;
giunto in Europa a bordo di una nave mercantile olandese, la Stadhouder,
era passato sulla Pride of Devon che era stata colata a picco al largo delle
coste spagnole durante un attacco condotto da vascelli inglesi contro la
flotta spagnola dell'argento.
Si chiamava Will Tatum e, dopo aver udito la sentenza, per due giorni
fu preda di accessi di furia, ma il terzo giorno si calm e, spinto dal desiderio
di salvare la pelle, prese in considerazione anche le pi remote
eventualit di evasione. Le pareti erano troppo spesse per pensare di abbatterle;
il soffitto troppo alto; la porta della sua cella non veniva mai
aperta, eppure Will Tatum non smetteva di lambiccarsi il cervello.
Tre giorni prima della sua esecuzione, l'uscio si spalanc ed entrarono
due guardie armate, seguite da un funzionario dell'inquisizione che lo
scongiur di abiurare la fede protestante: se avesse accettato, sarebbe
stato impiccato, risparmiandosi gli orrori delle fiamme. Tatum, reprimendo
a stento il desiderio di balzare addosso all'uomo e di ucciderlo a
mani nude, spieg per la terza volta: Vi sbagliate, Oliver Cromwell 
morto da un pezzo e suo figlio  fuggito. L'Inghilterra ha di nuovo un re
e i cattolici non sono perseguitati.
Ma l'austero funzionario non gli diede ascolto e si limit a chiedere:
Marinaio, vuoi tu confessare il tuo errore e riunirti alla santa madre
chiesa, onde morire senza sofferenze? Tatum, in preda a un odio implacabile,
grid: No! Le guardie e l'inquisitore se ne andarono e l'uscio
venne richiuso: si sarebbe riaperto solo quando l'avrebbero portato al patibolo.
Il giorno dopo, accadde il miracolo in cui Tatum aveva sperato. Uno
degli altri condannati afferr per la gola il secondino che era venuto a
portargli il pasto serale, pane e farinata, lo strangol e si impadron delle
chiavi delle celle; apr quelle pi vicine e cinque detenuti,
tra cui Will Tatum, percorsero in punta di piedi il corridoio, sopraffecero i due spagnoli
di guardia e riguadagnarono la libert.
Ben presto fu dato l'allarme e le guardie si misero alle loro calcagna.
Tre degli evasi furono ripresi e uccisi a randellate, ma Tatum e l'uomo
che aveva reso possibile la fuga, un focoso gallese di nome Burton, riuscirono
a raggiungere un quartiere di povera gente e trascorsero la notte nascosti
tra due baracche.
Poco prima dell'alba fecero irruzione in una casa, strangolarono gli
abitanti nei loro letti e si impadronirono di panni e viveri. Li aspettava
adesso un viaggio pericoloso: l'unica loro speranza di salvezza era di raggiungere
il Portogallo che si trovava molto pi a ovest e numerosi erano
gli ostacoli lungo la strada. Dovevano innanzitutto superare il Guadalquivir,
poi percorrere Las Marismas, grande pianura semidesertica, per raggiungere
Huelva, da cui Colombo era partito alla volta del nuovo mondo.
A Huelva avrebbero dovuto superare un altro fiume e quindi affrontare
la breve ma pericolosissima ultima tappa, tale perch Spagna e Portogallo
erano impegnati in quegli anni in una guerra non dichiarata, per cui le
frontiere erano ben vigilate. D'altra parte, questo sarebbe stato loro di
aiuto perch se i portoghesi li avessero intercettati, non li avrebbero di sicuro
riconsegnati agli spagnoli.
Attraversarono il Guadalquivir con una barca a remi rubata; pi difficile
si rivel l'attraversamento de Las Marismas, perch riuscirono solo
a stanare e mangiare crudi un paio di conigli catturati da Burton in
una tana; durante la seconda parte della traversata rimasero senz'acqua.
Nei pressi di Huelva trovarono un torrentello, penetrarono in due case,
assassinarono gli abitanti di una delle due, si impadronirono di viveri e
denaro, attraversarono il fiume a nord della citt ed entrarono in Portogallo.
Le fatiche e i pericoli che avevano dovuto sopportare intensificarono
in loro l'odio per tutto ci che fosse spagnolo, ragion per cui, quando le
autorit portoghesi, che li avevano bene accolti, proposero loro un imbarco
su una nave, non si fecero sfuggire l'occasione di partecipare alla
lotta contro la Spagna. Gli scontri erano frequenti perch i marinai spagnoli
sapevano ormai opporsi validamente alle navi inglesi, francesi e
olandesi che cercavano di impadronirsi dei loro tesori; in quelle occasioni
Tatum e Burton erano senza piet. Anche quando le sorti della battaglia
erano ormai decise, uccidevano i nemici sconfitti e lo facevano con vero
godimento, ricordando ai loro compagni che se gli spagnoli vi catturano
vi bruciano vivi.
I due passarono gran parte del 1665 a bordo di navi portoghesi, battendo
le coste spagnole, intercettando legni di sua maest cattolicissima e
diffondendo il terrore. Tornati a Lisbona seppero che la loro patria si era
rimessa sulla via del cattolicesimo e si chiesero se fosse opportuno tornare
a Londra.
Nella primavera del 1666 salparono da Lisbona a bordo di una delle
molte navi inglesi che vi facevano scalo per ragioni commerciali e seppero
cos della tragedia che aveva colpito Londra l'anno prima: ormai era
praticamente finita ma la morte nera, come chiamavano la peste, aveva
falciato tante vittime che non si riusciva neppure a seppellirle adeguatamente
e venivano gettate in fosse comuni alla periferia della citt. Comunque,
assicurarono gli altri marinai, l'epidemia si era ormai spenta.
Ma non era del tutto vero perch quando Tatum e Burton scesero a
terra usarono una parte dei loro guadagni frutto di pirateria per prendere
alloggio nel quartiere portuale e l il coraggioso gallese si svegli un mattino
in preda a una febbre ardente. Incapace di alzarsi dal letto disse a
Tatum:  la peste. Fa' in modo da assicurarmi una tomba decente. Nel
giro di tre giorni, come sempre accadeva alle vittime della peste, si
spense.
Incurante del pericolo che lui stesso correva, Tatum diede sepoltura all'uomo
che l'aveva salvato dal rogo.
Trascorse i successivi cinque mesi nella vana ricerca di una nave da carico
diretta ai Caraibi. La paura dell'epidemia aveva trattenuto a Londra
tutti i bastimenti e Tatum si trovava ancora nel sudicio alloggio al porto il
2 settembre quando, per dirla con i devoti, Dio invi un terribile incendio
per ripulire Londra dal peccato e dalla pestilenza. La nuova calamit
cominci in tono minore: un piccolo incendio scoppiato in un gruppo di
vecchie case e di cos scarsa entit che il primo giorno Tatum non si rese
conto delle sue reali proporzioni. Al tramonto del terzo, il cielo apparve
illuminato dalle fiamme e il 4 settembre sembr che l'intera citt fosse divorata
dal fuoco: effettivamente, tre quarti di Londra andarono distrutti.
La settimana successiva giunse nel Tamigi una nave con un carico di
zucchero e melassa proveniente dai Caraibi e, dopo aver dato una mano a
scaricarla, mentre la gente sulla banchina piangeva di commozione nel
vedere finalmente lo zucchero dopo l'incendio, Tatum si imbarc per tornare
nei Caraibi. Come gran parte dei bastimenti all'epoca, anche quello
faceva la sua prima tappa alla bella isola di Barbados e non fu senza commozione
che Will rivide i familiari campi verdeggianti e le distese di
canna da zucchero. Aveva lasciato l'isola nel 1659, esule marchiato a
fuoco in cerca di avventura, e adesso tornava, senza un quattrino in tasca,
senza nessuna prospettiva di lavoro, ma animato da un desiderio ardente,
pi forte della vita stessa: vendicarsi degli spagnoli.
NELL'AUTUNNO DEL 1666, quando prese terra a Bridgetown, desiderava
incontrare quattro persone: l'adorata Betsy Bigsby dalle trecce dorate,
Nell e il suo figliolo Ned e, per tutt'altre ragioni, quel pallone gonfiato di
suo fratello Isaac.
Nell era molto invecchiata, ma lo accolse festosamente e gli raccont
che il titolo di cavaliere e le piantagioni su cui aveva messo le mani avevano
dato alla testa di Isaac. Ormai era non meno importante di
Oldmixon e i due facevano il bello e il cattivo tempo sull'isola.
Will si chiedeva come fare a incontrare Sir Isaac, ma quando Nell gli
sugger di recarsi alla piantagione che era stata di Saltonstall per presentarsi
al fratello, rispose: Ormai sa che sono tornato. Tocca a lui la prima
mossa. Cos trascorse pi d'un mese senza che avesse visto n Isaac n
sua moglie, Lady Clarissa, ma non se ne cur.
Seppe che nel frattempo Betsy aveva sposato un altro e che il suo
amico olandese, il capitano Brongersma, non faceva pi scalo con la sua
Stadhouder a Barbados perch, come gli rifer un marinaio, ha perduto la
nave e la vita in uno scontro con gli spagnoli alle saline di Cuman. Gli
spagnoli, prosegu il marinaio, avevano abbordato la Stadhouder e il capitano
Brongersma aveva tentato di respingerli, ma le loro lame erano pi
lunghe e pi affilate.
Per guadagnare qualche soldo, Will lavor al porto, aspettando che
suo fratello si facesse vivo. Ma, visto che nulla accadeva, indignato per
l'egoismo di Sir Isaac, si rec a Saltonstall Manor, come si ostinava a chiamare
la dimora nella speranza che la tenace Testa rotonda un tempo suo
proprietario un bel giorno tornasse a reclamarla, entr senza bussare
nella casa padronale divenuta nel frattempo un vero e proprio palazzo e
affront suo fratello. Isaac, temendo che Will fosse venuto per infliggergli
un meritato castigo, diede di piglio a un alare.
Il fratello rise: Mettilo gi, Isaac, non sono venuto per parlare di me,
ma di Nell.
Per quale ragione?
Perch  una vergogna che tu viva qui mentre tua sorella conduce una
vita dura in citt, gestendo una misera botteguccia e faticando a vestire e
nutrire suo figlio.
Ned ormai  grande, replic Isaac che, ricco e potente com'era, sembrava
adesso pi alto di quanto Will ricordasse. Potrebbe lavorare come
sovrintendente in una delle piantagioni. E aggiunse con tono altero:
Anzi, anche tu, Will, potresti farlo. Abbiamo bisogno di sovrintendenti.
Ho dovuto farne venire uno capace dalla Scozia. Poi, con un sorriso
freddo: Ma, com' ovvio, suppongo che tu preferirai continuare a fare il
pirata. Accompagn all'uscio Will ormai persuaso che i Pennyfeather
non avrebbero ricevuto alcun aiuto da parte di Sir Isaac.
L'ACCENNO DI SIR ISAAC alle difficolt di trovare sovrintendenti rese
edotto Will dei molti cambiamenti che erano avvenuti a Barbados in anni
recenti e Nell gli complet il quadro: Uomini ricchi come
Thomas Oldmixon e Isaac hanno inghiottito tante piantagioni che i piccoli agricoltori
sono scomparsi; molti di loro, rimasti senza terra, si sono trasferiti in Giamaica.
Continu spiegandogli che, una volta partiti i bianchi che di norma
avrebbero ricoperto le funzioni di sovrintendenti, Oldmixon, Isaac e altri
come loro avevano dovuto importarne. Continuavano a chiamarli manovali
a contratto, ed erano giovani che lavoravano per sette anni senza salario
ricevendo per in cambio vitto e alloggio gratuito, con la speranza
di potersi poi acquistare un pezzo di terra e diventare a loro volta proprietari
di piantagioni.
Ma mi hai detto che Isaac e gli altri hanno messo le mani su tutte le
terre disponibili e allora che cosa possono sperare i giovani che fanno venire
dalla Scozia? chiese Will. Nell gli consigli di chiederlo al signor
McFee, giunto anni addietro all'isola per lavorare agli ordini di suo fratello.
Quando Will trov Angus McFee, apprese com'erano andate le cose.
Era venuto l dalla Scozia su invito di intermediari locali di Sir Isaac: gli
avevano promesso che i salari non pagati durante i sette anni di lavoro
alla piantagione gli sarebbero stati versati alla fine tutti insieme oltre a
cinquanta sterline di buona uscita e che con quel denaro avrebbe potuto
acquistare una piantagione. Durante sette anni aveva vissuto in un'orrenda
capanna, mangiando ancora peggio, ma i salari di sua spettanza non
erano stati messi da parte, al termine del contratto non gli erano state versate
le cinquanta sterline e non c'era terra in vendita neanche per chi
avesse avuto il denaro. Aveva protestato, fatto ricorso ai tribunali, ma i
giudici erano Sir Oldmixon e Sir Isaac e la giustizia era ovviamente dalla
parte dei proprietari di piantagione: se un sovrintendente aveva ben pochi
diritti, un semplice manovale non ne aveva del tutto.
Will decise di farsi un'idea pi precisa sulla vita a Barbados e aggirandosi
per l'isola vide molte cose che lo lasciarono perplesso. Per esempio,
c'erano in giro molte pi facce nere di un tempo. McFee gli spieg:
Quando un uomo bianco come Oldmixon possiede terre che un tempo
erano lavorate da sedici uomini bianchi, non gli resta che procurarsi
schiavi, e in numero sempre maggiore. Ecco perch adesso sull'isola ci
sono tanti neri. Tra dieci anni, cinquanta bianchi ricchi possiederanno
tutta la terra e faranno funzionare le piantagioni con cinquanta giovani
scozzesi come me, uno per ogni piantagione, che dovranno sovrintendere
a quarantamila schiavi.
Conosco gli schiavi, replic Will, e so che non sono
stupidi. Radunane abbastanza in un luogo solo e vedrai che cominceranno a lottare per
i loro diritti. E un pomeriggio, in previsone di quello che sarebbe accaduto,
disse a McFee: Io non ho voglia di vivere in una Barbados come
questa! McFee, guardandosi attorno sfiduciato e sospettoso, replic:
Neppure a me va a genio una vita del genere.
Da quello scambio di idee ebbe origine una serie di eventi che port i
due ben al di l di quanto avessero previsto: McFee cominci infatti a studiare
attentamente le propriet di Isaac Tatum e Will cominci a frequentare
il porto, notando con il suo occhio esperto da marinaio tutto
quanto accadeva e soprattutto quali navi vi gettavano l'ancora e da dove
provenivano. Fu cos che gli torn alla mente quello che il capitano
Brongersma gli aveva detto della Tortuga: un'isola unica nel suo genere,
affermavano i marinai, vicina alle rive nordoccidentali della grande isola
di Hispaniola colonizzata e governata da Colombo.
Praticamente  territorio francese, gli spieg un veterano dalla barba
grigia che vi era stato per molto tempo. In teoria appartiene alla Spagna
che di tanto in tanto ha tentato di riconquistarla, ma  stata battuta dai
francesi i quali, a dire il vero, sono pirati, anche se si definiscono bucanieri:
buccaneer, cos gli inglesi pronunciano la parola, che in francese
suona boucanier. Sono stato con loro alla Tortuga per quattro anni, sono
uomini feroci, pi selvaggi di chiunque altro viva qui a Barbados. Campano
di due cose: assalendo tutte le navi spagnole, uccidendo le ciurme e
impadronendosi di tutto quanto trovano a bordo, e battendo le foreste di
Hispaniola per uccidervi maiali selvatici. Ne riportano la carne alla Tortuga,
la tagliano a strisce, la passano nel sale e nelle spezie e la arrostiscono
lentissimamente su un fuoco basso, credo per quattro giorni. La
chiamano boucan e da questo nome deriva il termine boucanier. Vendono
la carne, guadagnandoci un bel po', a corsari olandesi e inglesi che battono
queste acque assaltando gli spagnoli.
Tatum volle sapere se i pirati della Tortuga mettevano le mani su molti
legni di sua maest cattolicissima e il vecchio rispose: Certamente. Vedi,
l'odio che i bucanieri nutrono per la Spagna e per tutto ci che  spagnolo
risale al 1638, quando alla Tortuga i bucanieri erano numerosi e gli
spagnoli di Cartagena hanno inviato una spedizione contro l'isola. I loro
feroci soldati hanno ucciso tutti i bucanieri che vi si trovavano, uomini,
donne, bambini, persino i cani, e ci che un bucaniere ha di pi caro al
mondo sono i suoi cani da caccia, capaci di annusare un maiale selvatico a
distanza di tre chilometri. Al momento della strage molti di noi non si
trovavano alla Tortuga, ma a caccia su Hispaniola; quando siamo tornati
e abbiamo visto i cadaveri insepolti dei nostri amici abbiamo giurato vendetta.
Will volle sapere come si faceva a unirsi ai bucanieri e il vecchio rispose:
Non hai che da andarci. Ruba una nave, quella che vuoi, fa' vela
per Hispaniola, evita gli spagnoli sul lato sud dell'isola e costeggiala in direzione
nordovest. Cos arriverai alla Tortuga. Non hai bisogno di documenti
per unirti a loro. Ci vanno francesi, indiani dell'Honduras, olandesi
che hanno combattuto con i loro capitani e poi magari li hanno ammazzati
e si sono impadroniti delle navi, inglesi e qualcuno delle colonie
americane... L'uomo avrebbe continuato ancora ma Will ormai ne sapeva
abbastanza e quella notte ne parl con Angus McFee; stabilirono
che in qualche modo avrebbero raggiunto l'isola dei bucanieri.
Will decise che doveva fare prima qualcosa per sistemare la sorella;
vendette il negozio a una giovane coppia appena arrivata dall'Inghilterra,
affid il denaro a un commerciante locale degno di fiducia, vi aggiunse i
suoi risparmi, trasfer Nell in casa di una vicina che si prendesse cura di
lei e torn da Isaac per pregarlo di contribuire al mantenimento della sorella.
Ma, con Lady Clarissa seduta tutta compassata al suo fianco, Sir
Isaac rispose: Lei ha seguito la sua strada, io la mia, sottintendendo che,
come del resto Will, Nell ne aveva seguita una terribilmente sbagliata.
Ma Isaac, Nell sta morendo.  molto malata e ha lavorato fino a sfinirsi.
Isaac di rimando: Quel buono a nulla di suo figlio dovrebbe trovarsi
un lavoro, anzich starsene con le mani in mano.
Will si limit a dare un'occhiata a quei due miserabili e se ne and
senza dir nulla. Tornando in citt, fece una sosta alla capanna di McFee e
gli disse: Il piano che abbiamo concertato va benissimo. Mettiamolo in
atto.
Al pari di molti proprietari di ricche piantagioni, Sir Isaac possedeva
una nave, chiamata Loyal Forever, Leale per sempre, a ricordo della
lealt di cui aveva dato prova a re Carlo durante i disordini avvenuti a
Barbados anni prima. Non era grande, destinata com'era solo al traffico
tra le isole, ma era solida, costruita dai migliori carpentieri di Amsterdam
e portata a Barbados da marinai olandesi con un carico di schiavi. Sir
Isaac aveva in un colpo solo acquistato la nave, i documenti e gli schiavi,
e ne aveva gi ricavato enormi profitti, ripromettendosi di rivendere la
Loyal Forever a qualche altro piantatore per raddoppiare il guadagno.
In una serie di incontri segreti, McFee, Will, due altri manovali a contratto
che non ne potevano pi, tre schiavi fidati di grande abilit
e il figlio di Nell concordarono di impadronirsi della Loyal Forever, persuadere
almeno una parte dell'equipaggio a restare a bordo e far vela per la
Tortuga per unirsi ai bucanieri.
Messo in esecuzione il piano, tutto fil liscio: la nave, presa senza
colpo ferire, lev le vele verso l'avventura.
C'ERANO OLTRE MILLE MIGLIA da Barbados alla Tortuga e gli aspiranti
bucanieri scelsero la rotta che parve loro pi adatta a evitare contatti con
altre navi: passando per il canale di San Vincenzo per entrare nel mar dei
Caraibi vero e proprio, quindi per il canale di Mona fra
Portorico e Hispaniola, e poi lungo la costa settentrionale di quest'ultima per entrare
nell'angusto canale che la separava dalla Tortuga.
Durante i primi giorni di navigazione, che richiese in tutto tre settimane,
risult evidente che McFee, uomo coraggioso e intelligente, non
era per capace di comandare una nave. D'altra parte nessun altro intendeva
assumersi quell'incarico. Per fortuna, Tatum e altri a bordo erano
esperti marinai, e in Ned Pennyfeather Will trov un valido aiutante
avendo egli imparato da un olandese a servirsi di un utile ancorch primitivo
strumento, l'astrolabio, per calcolare la latitudine con il sole a mezzogiorno
e la stella polare di notte. Quando furono abbastanza a nord, oltre
i 20 gradi di latitudine, tanto da essere abbastanza sicuri di aver superato
Hispaniola, volsero la rotta a ovest in direzione della Tortuga.
Come entrarono nel canale, Will s'avvide di quanto piccola fosse l'isola,
quanto basse le sue alture e rest per un istante incredulo: come poteva
essere quello il luogo meraviglioso di cui gli aveva parlato
Brongersma? E mentre McFee guidava la Loyal Forever all'ancoraggio tra nove o
dieci navi, Ned comment: Nessuno di questi legni  grande neppure
quanto le piccole navi mercantili olandesi che fanno il contrabbando a
Barbados.
Quando scesero a riva, ebbero per di fronte uno strano spettacolo:
quel centro di importanza vitale dei Caraibi non era una citt ma un accumulo
disordinato di case, ciascuna delle quali espressione del ricordo che
il proprietario aveva del proprio paese d'origine; un celebre pirata olandese
si era servito delle sue enormi ricchezze per erigere una replica della
casa in cui era vissuto da bambino nei Paesi Bassi, compreso un mulino a
vento; un inglese destinato in seguito a finire sulla forca a Tyburn si era
costruito un cottage simile a quelli del Devon, con un giardino recintato
e un'aiola fiorita; uno spagnolo possedeva una casa decorata con piastrelle;
i francesi, che costituivano la maggioranza degli abitanti, avevano
costruito minuscoli chalet e ville di campagna che per numero predominavano
tra le altre costruzioni.
Tuttavia, molte dimore erano semplici baracche oppure tende e ricoveri
di tela addossati agli alberi; c'erano piccoli mercati ma neppure un
negozio degno di tal nome. Siccome l'agiatezza di un pirata dipendeva
dalle prede che catturava in mare e moltissimi avevano trascorso mesi e
addirittura anni senza riuscire a predare alcunch, la Tortuga era tutt'altro
che un luogo confortevole. Ogni dimora possedeva per un focolare
all'aperto sul quale erano collocati spiedi destinati al lento affumicamento
del boucan, e almeno un cane, ma pi spesso due o tre. Erano queste
le caratteristiche dell'isola che gli uomini di Barbados trovarono pullulante
di fuorilegge: questi avevano finito per ammettere, sia pure assai a
malincuore, che sarebbero vissuti meglio se si fossero assoggettati a una
forma per quanto rozza di governo e si erano decisi a eleggere un governatore
o qualcosa di simile, che in quei giorni era un francese.
LA TORTUGA, ISOLA A FORMA DI TARTARUGA, donde il suo nome, era un
luogo eccitante e ricco di promesse e Ned era fiero di essere uno dei pi
giovani tra i bucanieri; dal momento che suo zio Will aveva insistito perch
imparasse il francese e lo spagnolo, ebbe parte nelle trattative relative
alla Loyal Forever.
Due grossi pirati francesi dall'aspetto terrificante avanzarono offerte
che McFee e il suo gruppo non potevano rifiutare tanto facilmente, perch
spiegarono loro: Se avete rubato quella vostra nave, le pattuglie inglesi
vi daranno la caccia e se vi beccano la forca  sicura, perch adesso
siete a rigor di termini pirati. La proposta dei francesi era di prendere la
nave, affidarla ai loro carpentieri che avrebbero fatto a pezzi la Loyal Forever,
ricostruendola in modo da renderla irriconoscibile. In cambio,
avrebbero dato agli inglesi la loro nave, un po' pi piccola ma meno vulnerabile.
L'accordo fu concluso e, nel giro di una settimana di intenso lavoro da
parte dei carpentieri, la Loyal Forever risult irriconoscibile: pi lunga,
pi stretta, munita di due alberi anzich di uno solo. Anche quella che
avevano ricevuto in cambio aveva subito cospicue modifiche e Ned si
chiese chi ne fosse stato il proprietario. Quanto al nome, McFee chiese ai
carpentieri, che erano spagnoli, di applicare un'asse a poppa con la scritta
Glen Affric. Ned gliene chiese il motivo e McFee rispose:  il nome di
una valle scozzese dove gli angeli cantano. Ned not, non senza soddisfazione,
che la loro nuova nave aveva portelli per otto piccoli cannoni e
pens che anche la Glen Affric avrebbe ben presto fatto sentire la sua
voce.
Ma il suo sogno di una rapida puntata a nord per intercettare una nave
spagnola carica di oro e argento diretta a Siviglia fu mandato in fumo da
McFee che stabil: Nessuna azione fino a maggio quando passeranno le
navi spagnole. Il governatore vuole che andiamo a Hispaniola a cacciare
maiali selvatici. Ned si vide consegnare un lunghissimo fucile, un alto
berretto a punta per proteggersi dal sole ardente, una razione di tabacco e
una grossa cagna da caccia nera che era appartenuta a un bucaniere francese
rimasto ucciso durante un arrembaggio, e quando una scialuppa scaric
lui e dieci altri sulla riva di fronte alla Tortuga, fu pronto per l'iniziazione
agli arcani diletti del bucaniere.
Erano adesso sulla storica isola di Hispaniola a partire dalla quale gli
interi Caraibi erano stati popolati dagli spagnoli e che continuava a far
parte del lontano impero iberico, anche se ben pochi a Madrid si ricordavano
della sua esistenza. La parte in cui si addentrarono era una distesa
selvaggia di bassi alberi e savane, popolata solo da
cinghiali(1).
A guidarli era un giovane di ventisette anni che da qualche anno alternava
la caccia al maiale selvatico all'attivit di filibustiere in mare. Si chiamava
Mompox e nelle sue vene scorreva sangue spagnolo, nero e mosquito.
A causa del colore della sua pelle, spieg, gli spagnoli l'avevano
fatto schiavo e costretto a lavorare alla costruzione delle fortificazioni di
Cartagena. Al pari di tanti altri, era poi evaso.
Quando fu abbattuto un numero di maiali selvatici sufficiente a giustificare
l'accensione di un grande fal, Mompox insegn a Ned l'arte del
barbecue, e per parecchi giorni il ragazzo ebbe l'incarico di badare al
fuoco evitando che le strisce di carne bruciassero, salandole e strofinandole
con una manciata di foglie aromatiche fornitegli da Mompox. Questa
carne dura per mesi, gli spieg questi, e molte navi vengono ad acquistarla
da noi. Tiene lontano lo scorbuto.
Convintosi che Ned avesse ormai imparato le regole fondamentali per
la preparazione del boucan, lo condusse a una lunga escursione all'interno,
fino a un punto dove molto spesso arrivavano pattuglie dalla parte
spagnola della grande isola. Ebbero la sfortuna di incontrarne una e Ned
sarebbe stato ucciso con un colpo di fucile se Mompox non avesse scorto
in tempo lo spagnolo che lo teneva sotto mira e non l'avesse ferito. Poi
gli tagli la gola, lasciando il cadavere appoggiato a un tronco.
Quando il gruppo di cacciatori fu pronto a far ritorno alla Tortuga,
tutti si raccolsero sulla riva e con gli enormi fagotti di carne affumicata attesero
due giorni l'arrivo delle navi che dovevano venire a prenderli: Will
ebbe cos modo di constatare che Mompox nutriva un particolare interesse
per Ned, gli porgeva i pezzi di carne migliore, gli preparava comodi
giacigli, non lo perdeva di vista un istante.
Quando furono di ritorno alla Tortuga prese da parte il nipote e gli
tenne un paterno discorsetto, spiegandogli che quando gli uomini non
hanno visto donne magari per mesi e anni... insomma, si comportano in
modi strani, quindi gli consigli di stare un po' alla larga da Mompox.
Ma mi ha salvato la vita, replic Ned.
Verissimo e tu gli devi molto. Ma non troppo.
WILL, NED E MOMPOX RIMASERO DELUSI quando seppero che non era in
programma nessun assalto a un galeone spagnolo o a una citt nell'isola
di Cuba o nella baia di Campeche; McFee spieg che avevano venduto
tutta la carne di cui disponevano ma siccome non ne avevano ricavato denaro
a sufficienza, non restava che accettare l'offerta di certi inglesi e
olandesi giunti a bordo di due grandi navi che intendevano comprare
tutto il duro legno rosso delle Indie occidentali che i bucanieri potevano
tagliare.
A quella notizia, i bucanieri pi anziani si lasciarono sfuggire un
gemito; non c'era, nei sette mari, lavoro peggiore dell'abbattimento
di quegli alberi perch ci significava dover restare diciotto ore al
giorno immersi nell'acqua fino alla cintola. Ma agli uomini di McFee
non rest che far vela per le distanti rive dell'Honduras, seguiti dalle
due navi. Quando Ned vide la distesa di lagune marine e paludi in cui
crescevano gli alti alberi e immagin gli insetti, i serpenti e le pantere
che infestavano la giungla, si perse d'animo, ma suo zio, che era stato
tanto vicino alla morte nel carcere di Cadice, lo incoraggi: Sei mesi
d'inferno, Ned, ma passano. E per anni, dopo, avremo da raccontare
agli altri quanto  stata dura.
Per Ned sarebbe stato un lavoro addirittura impossibile se Mompox
non fosse stato sempre pronto a dargli una mano, a evitargli le punture
degli orrendi insetti che pullulavano ovunque e ad assicurarsi che gli toccasse
cibo a sufficienza. Un giorno Ned era quasi svenuto per la febbre
prodotta dalle punture e dal faticoso lavoro nell'acqua, allora Mompox
persuase gli olandesi a prenderlo a bordo per permettergli qualche ora di
sonno ininterrotto; quando il povero ragazzo si svegli e chiese al capitano
che cosa se ne facesse la gente di quel dannato legname, l'olandese
rispose: Da' un'occhiata a un pezzo tagliato. Hai mai visto un rosso cos
intenso, una simile sfumatura d'oro?
Ned ammise che l'olandese aveva ragione, ma aggiunse: Continuo ancora
a non capire a che cosa serva.
 una tintura, figliolo. Una delle pi belle e resistenti al mondo.
Quando il lavoro fu finalmente finito e poterono rifar vela per la Tortuga,
Ned volle sapere quando avrebbero dato addosso agli spagnoli; un
veterano gli rispose: Dobbiamo aspettare l'anno giusto, con il vento giusto,
quando i vantaggi saranno tutti dalla nostra parte. Ricordati che nel
1620 Piet Heyn, il grande pirata olandese, dopo aver aspettato quel momento
per due anni,  poi riuscito a impadronirsi dell'intera flotta dell'argento
diretta a Siviglia. S, quindici milioni di guilder in un colpo solo, e
un guilder valeva pi di una sterlina. Io ero con Heyn e mi  toccata una
parte di preda tale che avrei potuto comprarmici una fattoria. Purtroppo
non l'ho fatto.
Nei tediosi mesi del 1667 e agli inizi del 1668, i bucanieri
di capitan McFee non ebbero modo di partecipare ad arrembaggi altrettanto fortunati,
anche se in compagnia di tre altre piccole navi ebbero mano in due scontri
piuttosto aspri: assalirono due galeoni spagnoli isolati, colandone a picco
uno e impadronendosi dell'altro, a bordo del quale trovarono abbastanza
denaro da distribuirne in abbondanza tra gli uomini. In quell'occasione
Ned ebbe modo di constatare come suo zio e Mompox trattavano i prigionieri
spagnoli: li uccidevano tutti e ne gettavano i cadaveri in mare.
In gennaio, si trovarono nuovamente di fronte alla scelta tra tornare a
Hispaniola a cacciare maiali selvatici o recarsi di nuovo nell'Honduras ad
abbattere altro legname. A trovare l'alternativa, da quell'uomo sveglio
che era, sempre pronto a cogliere le voci che circolavano, fu Mompox
che sugger: Si dice che un capitano, Morgan, abbia avuto molta fortuna
in Giamaica e a me piace far vela con capitani fortunati perch di solito si
divide tutto quello che si riesce a catturare.
Per la prima volta Will Tatum e suo nipote udirono pronunciare il
nome di Henry Morgan, un gallese di trentatr anni che qualche anno
prima era giunto a Barbados in qualit di manovale a contratto e che in
seguito era diventato bucaniere, ottenendo spettacolosi successi. Era considerato
da tutti un capitano fortunato: pareva che le navi piene di tesori
fossero attirate verso di lui come da una calamita. Non aveva ancora compiuto
imprese come quelle del grande Piet Heyn n saccheggiato citt
spagnole come aveva fatto il crudele francese L'Olonnais, ma aveva dato
prova del suo valore guidando piccole navi contro enormi avversari e
uscendone sempre vittorioso. Mompox disse agli uomini della Glen Affric: Quando si naviga con Morgan si torna a casa con le tasche piene di
denaro, lo dicono tutti! Perci fecero vela per Port Royal.
NED NON AVREBBE MAI DIMENTICATO il giorno del loro arrivo. Stando
sulla prua della Glen Affric, mentre accostavano da sud alla grande Giamaica,
constat che era impossibile avvistare un porto lungo quella costa
e Will gli spieg che c'era per una catena di isolotti che si estendevano
da est a ovest lungo la costa, dietro la quale doveva senz'altro esserci una
baia. Per entrarvi, bisogna far vela prima a ovest, quindi virare e procedere
verso est.
La baia si rivel davvero enorme e all'ancora vi si trovavano oltre due
dozzine di enormi navi che non potevano certo appartenere tutte a bucanieri:
in tal caso infatti non ci sarebbero stati abbastanza galeoni spagnoli
da attaccare. Mentre capitan McFee conduceva la Glen Affric all'ancoraggio,
l'equipaggio osserv quel porto favoloso, il pi selvaggio e incontrollato
di tutto il mondo occidentale. Bianche case in fila, enormi magazzini
portuali, quattro o cinque chiese e una piccola cattedrale; ci che ancora
l'equipaggio non poteva riconoscere, ma che in base ai
racconti di Mompox dava per scontato, erano le quaranta
taverne e le cinquanta case con
donnine allegre alle quali era legata la pessima fama di Port Royal.
Una reputazione nient'affatto esagerata: a Port Royal non c'era polizia,
non esistevano restrizioni di alcun genere e i soldati di guarnigione al
porto sembravano altrettanto indisciplinati dei pirati che ogni notte sbarcavano
in citt. Erano uomini di tutte le razze, tutti dediti ad attivit efferate.
Durante certi mesi, a Port Royal si registravano una decina di omicidi
ogni notte e sul fronte del porto faceva bella mostra di s una rozza
forca dalla quale pendevano i cadaveri di pirati che avessero assalito la
nave sbagliata nel momento sbagliato.
Gi durante i primi giorni Ned si rese conto dell'enorme differenza esistente
tra Port Royal e la Tortuga. Quest'ultima era un'isola desolata dove
il cibo era sempre uguale e la birra acida. Port Royal, invece, era un luogo
di perenne divertimento, il cibo era ottimo, la frutta fresca arrivava dalle
zone interne dell'isola, il manzo dai pascoli, il pesce abbondava nei mari
circostanti; dall'Europa si importavano barili di vino, la buona birra veniva
prodotta localmente. Ma ad attirare soprattutto i pirati erano le donne di
ogni razza che affluivano dalle varie zone caribiche: erano
belle e disponibilissime, dedite al bere e alla vita disordinata al pari degli uomini, e i bucanieri
che provenivano dal mondo della Tortuga, dove le donne erano pochissime,
non rinunciavano certo all'occasione di spassarsela.
Strano a dirsi, la domenica le chiese erano affollate quanto le taverne
durante la settimana e i preti non esitavano a rammentare al loro gregge
che, se avesse continuato a praticare la pirateria e la dissolutezza, sarebbe
andato incontro alla punizione divina. I pastori della chiesa anglicana,
che di tanto in tanto amavano alzare il gomito, non se la prendevano con
le bevande alcoliche, ma i ministri di sette pi rigorose le condannavano
e c'erano sempre missionari itineranti, provenienti dall'Inghilterra o dalle
colonie americane, che minacciavano fuoco e fiamme come logica conclusione
della vita immorale di Port Royal.
Ned, che aveva promesso alla madre di andare regolarmente in chiesa,
rest fedele al giuramento fatto; dopo un sermone particolarmente tonante,
da lui ascoltato al fianco di Mompox, il ministro, vedendolo tra
bucanieri ben noti e notatane la giovane et, lo ferm all'uscita della
chiesa e invit lui e l'amico al rettorato per il pranzo domenicale. Furono
serviti ottimi cibi, un buon vino e Ned ud un'affascinante storia della
Giamaica raccontata da un uomo che vi aveva avuto parte.
Nel 1655 Oliver Cromwell, raccont il sacerdote, invi nei Caraibi
due uomini di assoluta incompetenza, due veri buffoni, l'ammiraglio Penn,
al comando di non so quante navi e il generale Venables, alla testa di un
esercito. Io fungevo da cappellano. Gli ordini erano semplici:
strappare Hispaniola agli spagnoli. Ma, quando ci provammo,
Penn sbarc a cinquanta
chilometri dall'obiettivo e Venables dimentic di rifornirsi di sufficienti viveri
e acqua. Quando finalmente giungemmo alle mura di San Domingo
eravamo talmente sfiniti che trecento soldati spagnoli volsero in rotta tremila
di noi che corsero come lepri alle navi, buttando via le armi.
Ned comment che doveva essere stata una terribile sconfitta, ma
l'uomo di chiesa lo corresse sorridendo: Nient'affatto!  stata invece una
grande vittoria.
Come sarebbe a dire? volle sapere Ned. Siete tornati indietro e
avete preso la citt?
Ma no, ma no, replic il ministro e prosegu raccontando che a
bordo si era tenuta una riunione nel corso della quale Penn aveva detto:
Se adesso torniamo in patria, Cromwell ci taglia la testa. Venables
aveva chiesto: Che cosa dobbiamo fare, allora? N l'uno, n l'altro sapeva
trovare una soluzione, ma un giovanissimo tenente, tale Pembroke,
che all'epoca era poco pi di un ragazzo, intervenne a dire: Visto che
siamo gi in queste acque, perch non ci impadroniamo della Giamaica?
Penn, data un'occhiata alla mappa e resosi conto che l'isola distava solo
centosessanta miglia a ovest, aveva accolto con entusiasmo l'idea.
Mi aspettavo un altro disastro, continu il pastore, perch mi rendevo
conto che Penn non sapeva nulla di navi e Venables meno ancora di
eserciti. Ma Pembroke guid la nostra flotta in questo porto e i nostri soldati
presero terra a pochissima distanza dagli spagnoli che avevano da opporci
solo un pugno di uomini. Riportammo la vittoria e ci impossessammo
di quest'isola stupenda. Quando Penn e Venables tornarono in
Inghilterra raccontarono ben poco ai gazzettieri e al parlamento della
sconftta subita a Hispaniola, ma vantarono la conquista di Giamaica e furono
considerati eroi.
Sia Penn sia Venables avrebbero voluto che tornassi in Inghilterra con
loro, promettendomi una buona chiesa affiliata alla nuova religione di
Cromwell ma io, vista la Giamaica, non avevo nessuna intenzione di andarmene.
Sorrise agli ospiti e aggiunse: Vedete dunque, cari amici, che
a volte si pu perdere una grande battaglia ma vincerne una maggiore:
Giamaica  il gioiello dei Caraibi.
Il luned successivo, Ned stava ad ammazzare il tempo in una taverna
quando irruppe dall'uscio Mompox gridando: Henry Morgan fa vela per
il Main! Aveva appena cominciato a spiegare che con quel termine si indicava
la terraferma sudamericana, quando altri arrivarono gridando a
loro volta: Henry Morgan fa vela per Cartagena! o Capitan Morgan
parte per l'Avana!
In pochi secondi, la taverna si svuot e gli uomini corsero tutti al piccolo
edificio del governatorato, nella cui sala il famoso corsaro si accingeva
a dare istruzioni ai capitani le cui navi avrebbero composto la sua
flotta; Ned e suo zio furono ben felici di sapere che Morgan aveva scelto,
tra i partecipanti all'impresa, anche Angus McFee e la sua Glen Affric.
Morgan era un uomo tarchiato, di statura media, con strani baffi che cominciavano
sottili sotto il naso e aumentavano di spessore, assumendo l'aspetto
di gomitoli sulle guance abbronzate. Un pizzetto gli ornava il
mento e indossava un pesante mantello di broccato, ma la cosa che pi
colpiva in lui erano gli occhi dallo sguardo severo: si capiva a prima vista
che, quando quell'uomo avesse impartito un ordine, sarebbe stato impossibile
disobbedire.
Egli chiese agli undici capitani che aveva scelto di venire avanti e comunic
loro a bassa voce: Si va a Portobello. Prima che gli uomini potessero
reagire alla sorprendente notizia, perch quel porto ben fortificato
era ritenuto imprendibile, spieg che la presa della citt sarebbe
stata una semplice passeggiata. Quando capitan McFee, di ritorno dalla
riunione, radun la sua ciurma a bordo della Glen Affric, Ned apprese
con sorpresa quanto rigide sarebbero state le regole da rispettare: pena la
morte immediata, non si doveva assalire nessuna nave inglese e nessun legno
di un paese legato da un trattato di pace con l'Inghilterra, nel cui novero,
per il momento, erano compresi anche gli olandesi.
Per quanto riguardava il risarcimento delle eventuali ferite, si sarebbero
applicate le solite norme e McFee cos le ricord al suo equipaggio:
Se perderete il braccio destro, sarete compensati con seicento pezzi da
otto o sei schiavi; per la perdita del sinistro, cinquecento pezzi da otto o
cinque schiavi. Lo stesso se perdete la gamba destra o sinistra. Per la perdita
di un occhio, cento pezzi da otto o uno schiavo e lo stesso per la perdita
di un dito.
I capitani potevano prendere a bordo uomini di tutte le nazionalit,
cos l'equipaggio di McFee risult composto da inglesi, portoghesi, olandesi,
indiani mosquitos provenienti dalla costa dell'odierno Nicaragua,
molti francesi e persino qualche spagnolo che ce l'aveva con il suo re per i
maltrattamenti subiti a Cartagena o a Panama. Complesse erano le norme
riguardanti gli schiavi, che furono pure spiegate da McFee alla ciurma:
Si possono prendere a bordo per svolgere i lavori pesanti, ma solo se
provengono da navi catturate. Severe punizioni saranno inflitte a chi accoglie
schiavi fuggiti dalle piantagioni della Giamaica. I proprietari ne
hanno bisogno per la raccolta della canna da zucchero.
Egli elenc poi altre due curiose regole: Una volta catturata una nave
straniera bisogna riportarla a Port Royal, perch i funzionari della corona
possano registrare il contenuto delle stive e stabilire cos la parte di nostra
spettanza. Se invece saccheggiamo una citt spagnola, l'intero bottino sar
destinato a noi; per questo motivo capitan Morgan non assalir i galeoni
spagnoli ma far rotta direttamente su Portobello, dove si trovano grandi
tesori.
Morgan stesso aveva esposto ai capitani la regola finale, stabilita dal re,
alla quale dovevano obbedire tutti, inglesi, pirati, corsari, bucanieri o altro
che fossero: Se catturate prigionieri spagnoli, trattateli esattamente
come i sudditi inglesi sono trattati dagli spagnoli quando vengono fatti
prigionieri.
Poi i dodici capitani avevano firmato documenti in cui dichiaravano di
aver ricevuto dal governo della Giamaica lettere di marca che conferivano
carattere legale alla loro impresa, ma erano sottigliezze che non interessavano
Will Tatum e suo nipote. Noi non siamo corsari patentati,
comment il primo. Siamo semplicemente bucanieri e io non voglio essere
definito altrimenti. Ned si disse d'accordo: avrebbe fatto vela con
Morgan, avrebbe obbedito ai suoi ordini, ma in cuor suo sarebbe stato
sempre null'altro che un bucaniere.
MENTRE LA COMPOSITA FLOTTA di Henry Morgan scivolava in segreto
lungo le coste del Nicaragua, diretta a Portobello, ebbe dalla sua la fortuna
di catturare il veliero guardacostiero spagnolo che avrebbe dovuto
correre al porto a dare l'allarme; si imbatt anche in una piccola imbarcazione
remata da sei indiani, che a segni fecero capire di aver bisogno di
aiuto. Raccolti a bordo, gli indiani risultarono essere inglesi e raccontarono
una storia da far accapponare la pelle.
Erano stati catturati dagli spagnoli mentre si trovavano a bordo di navi
inglesi assalite dagli iberici. Portati a terra erano stati rinchiusi in catene in
anguste celle; all'alba venivano liberati dai ceppi, portati in acque salmastre
che arrivavano loro alla cintola e costretti a lavorare tutto il giorno sotto il
sole cocente. A volte non ricevevano da mangiare per giorni interi, altri
solo carne con vermi. Erano riusciti a fuggire uccidendo due guardiani e se
gli spagnoli li avessero ripresi li avrebbero torturati e messi a morte. Morgan
domand loro: Siete disposti a guidarci nell'attacco contro Portobello?
I fuggiaschi risposero: Se necessario, anche strisciando per terra.
Allora Morgan promise: Avrete la vostra vendetta.
Poi i sei inglesi diedero una notizia che li lasci tutti senza fiato: Vi ricordate
di quando il principe Rupert, il glorioso comandante di cavalleria,
perdette una delle sue navi in quell'uragano al largo della Martinica?
Tutti credettero che suo fratello, il principe Maurice, fosse annegato. Ma
cos non : a bordo di una piccola scialuppa, Maurice e altri raggiunsero
la costa di Portorico dove gli spagnoli li catturarono; adesso il principe 
tra i prigionieri che languono nelle segrete del castello.
Morgan si rese conto che se i suoi bucanieri fossero riusciti a liberare il
principe e a restituirlo alla famiglia reale inglese, grandi onori ne sarebbero
derivati per lui e per i suoi uomini; volle inoltre che i sei fuggiaschi
arsi dal sole passassero di nave in nave, ripetendo la loro storia in modo
che tutti sapessero che cosa sarebbe accaduto loro se durante l'assalto fossero
caduti in mano degli spagnoli.
Quando le navi, seguendo la costa, furono giunte a un punto in cui rischiavano
di essere scoperte prematuramente se avessero proceduto oltre,
furono calate in mare ventitr grosse canoe, con a bordo cinquanta uomini
ciascuna. Per tre giorni e tre notti, gli uomini remarono verso est
finch, nella buia notte del 10 luglio 1668, Will Tatum, al timone della
canoa di testa, diede l'ordine di prendere terra. Ogni uomo controll le
tre armi di cui disponeva, fucile, spada e pugnale, e solo allora Morgan
impart l'ordine: Prima impadronitevi della citt e poi del grande forte.
A Portobello sorgevano tre fortezze, due in posizione strategica lungo
la baia, una a dominare la citt, sicch gli spagnoli erano certi che un attacco
proveniente dal mare sarebbe senz'altro fallito; non erano per mai
stati assaliti da terra da uomini come i corsari di Morgan che riuscirono a
giungere alla periferia occidentale della citt senza venire scoperti.
Quindi, nelle ore immediatamente precedenti l'alba, si radunarono e all'improvviso,
lanciando grida selvagge e sparando contro tutto quello che
si parava loro davanti, crearono una grande confusione, approfittando
della quale furono in grado di impadronirsi della citt senza perdere un
solo uomo. Morgan sapeva che si trattava di un'inutile vittoria finch gli
spagnoli avevano in mano i tre forti, perci, senza perdere tempo in vani
entusiasmi, grid: Al grande castello! e guid lui stesso l'attacco.
La fortezza-castello in questione, situata in posizione strategica e solidamente
costruita, i cui pesanti cannoni dominavano sia le strade della
citt sia gli ancoraggi nel porto, era ritenuta imprendibile; la sua sicurezza
per era minata da quell'indolenza che suonava condanna a tante imprese
spagnole nei climi caldo umidi del nuovo mondo. Il castellano era un
uomo di inettitudine tale da riuscire comico e il comandante dell'artiglieria,
che avrebbe dovuto essere in grado di tenere a bada, con i suoi grossi
pezzi, qualsiasi assalitore, non li aveva neppure fatti caricare: come risultato
di tanta inefficienza la grande fortezza si arrese senza colpo ferire.
Nell'assalto finale, il castellano rest ucciso; per sua fortuna, altrimenti
avrebbe dovuto giustificarsi di fronte al re delle sue manchevolezze.
Allo sprovveduto comandante dell'artiglieria tocc un destino non
meno tragico ma pi singolare. Circondato da inglesi ai quali era desideroso
di consegnare i suoi cannoni, il forte e il proprio onore, si guard in
giro alla ricerca di un ufficiale, vide il capitano McFee, si gett in ginocchio
ai suoi piedi, si denud il petto e grid in un cattivo inglese: Disonorato...
disobbedito al mio re... non pi vita per me... uccidetemi!
McFee rimase sbalordito dall'implorazione, ma Tatum impugn la pistola, la
punt al petto dell'uomo e premette il grilletto.
Quell'istante e quanto accadde in seguito fu per Ned Pennyfeather l'iniziazione
ai sistemi di vita e alla morale dei bucanieri: gli inglesi vittoriosi
raccolsero tutti gli ufficiali spagnoli in una stanza angusta come la cella in
cui gli evasi inglesi avevano detto di essere stati tenuti. Ned fu incaricato di
andare nei sotterranei del castello e di collocare barili di polvere sotto la
stanza; quando torn s'awide che Will aveva sparso una striscia di polvere
nera che dalla stanza giungeva ai barili scendendo lungo le scale. Via di
corsa! grid lo zio di Ned, diede fuoco alla polvere nella stanza, vide la
fiamma scendere velocemente lungo le scale e si mise a sua volta in salvo.
Prima che i prigionieri potessero fuggirne, una terribile esplosione distrusse
quell'angolo del castello e gli spagnoli finirono in pezzi.
Morgan aveva tolto di mezzo una delle fortezze, ma ne restava un'altra
altrettanto robusta e comandata da un uomo di grande valore, il governatore
in persona, che aveva ai suoi ordini valenti soldati: gli spagnoli respinsero
un attacco inglese dopo l'altro, finch lo stesso Morgan dovette
ammettere: Se non troviamo una soluzione, quelli avranno la meglio.
Ci che fece consistette nell'impartire persino agli spagnoli una lezione
sulla ferocia della pirateria: sospeso l'attacco al castello, si impadron di
un monastero e l scelse un gruppo di monaci, poi di un convento dal
quale costrinse a uscire molte suore; dopodich i suoi falegnami ebbero
l'ordine di costruire scale molto larghe, tali da permettere a quattro uomini
affiancati di arrampicarvisi.
Infine comand ai monaci e alle suore: Prendete quelle scale e portatele
alle mura del castello. Dietro i religiosi fece procedere il sindaco
della citt, i mercanti e i maggiorenti perch dessero una mano a reggere
le scale.
Mentre la tragica processione avanzava verso le mura, gli uomini attorno
a Morgan commentarono: Gli spagnoli non oseranno mai aprire il
fuoco sulla loro gente e soprattutto sparare a religiosi. Morgan replic:
Non conoscete gli spagnoli.
Il governatore della fortezza era sul parapetto, intento a chiedersi che
cosa fare. Comprendeva perfettamente che le scale erano di dimensioni
tali che, una volta drizzate, le sue mura sarebbero state agilmente superate
e in quel caso tutto sarebbe stato perduto; ma si rendeva anche conto
che poteva fermare l'avanzata solo aprendo il fuoco contro i migliori cittadini
di Portobello.
Coloro che trasportavano le scale levavano grida disperate all'indirizzo
del governatore: Non sparate su di noi! Risparmiateci, siamo la vostra
gente! Egli ordin ugualmente il fuoco e i cannoni vomitarono proiettili
sulla massa dei suoi amici. Caduti monaci e suore, Ned e gli altri, incaricati
di sorvegliare i prigionieri, continuarono a sospingerli avanti(2).
Il governatore ordin di aprire nuovamente il fuoco, altri spagnoli caddero,
ma le scale furono drizzate contro le mura e un centinaio di marinai,
guidati dall'implacabile Will Tatum, super gli spalti. Non fu una
vittoria facile e nessun ufficiale spagnolo chiese questa volta agli inglesi di
sparargli. Soprattutto il governatore si batt con tale coraggio, che lo
stesso Tatum dovette ammirarlo: Signore, arrendetevi con onore! La vostra
vita sar risparmiata!
Pensando che il governatore non lo avesse udito perch continuava a
battersi con furore, Will chiam Ned perch gli facesse da interprete e
suo nipote grid: Honorable govemador, rindase con honor. Quando
quell'uomo di guerra ud le parole, salut militarmente e si lanci contro
tre assalitori i quali non ebbero altra scelta che quella di abbatterlo.
I DUE GIORNI CHE SEGUIRONO rimasero nella mente di Ned come un ricordo
nebuloso che avrebbe preferito dimenticare. I corsari, che avevano
riportato un'incredibile vittoria contro una delle principali citt spagnole,
un anello fondamentale della catena Per-Siviglia, ritennero di essersi
meritati una baldoria e vi si dedicarono superando ogni limite di decenza.
Stupri e saccheggi, assassinii e incendi trasformarono la fiera Portobello
in un carnaio e pi di uno spagnolo che cercava di difendere la sua donna
fin trapassato da un colpo di spada.
Non fu un superstite spagnolo, ma un olandese che era stato tra i dodici
capitani agli ordini di Morgan, a riferire le atrocit di quelle due
giornate. Molti anni dopo, in pensione all'Aia, costui scrisse: Ci che gli
inglesi hanno fatto a Portobello ha lasciato una profonda ferita nel mio
animo perch non avrei mai creduto che uomini cos buoni compagni in
mare si rivelassero demoni tanto perfidi a terra. Continu riferendo che,
prese le due fortezze, tutti i cittadini erano stati radunati sulla pubblica
piazza ed era stato loro ordinato di rivelare dove avevano nascosto il denaro.
Ottenutolo, per impadronirsi di altri tesori sottoposero uomini e
donne alle pi abominevoli torture che si fosse potuto immaginare; la pi
terribile era quella che veniva chiamata woolding, consistente nel legare
una grossa corda attorno alla testa della vittima e stringerla sempre di
pi, finch le ossa del cranio si rompevano, gli occhi uscivano dalle orbite
e la vittima moriva.
Ogni mattina, proseguiva il disgustato olandese, il capitano Morgan
spediva pattuglie a frugare i boschi alla ricerca di uomini e donne fuggiti
ai primi colpi d'arma da fuoco. Se sono stati cos furbi da tagliare la
corda, diceva, devono anche essere stati tanto svegli da aver radunato
ricchezze in anni precedenti e noi dobbiamo scoprire dove sono nascosti
gioielli e argento. Una volta catturati, gli sventurati venivano sottoposti
alle peggiori torture; una mattina, fui spedito alla testa di un reparto alla
ricerca degli altri fuggiaschi e avevo al mio comando un
simpatico ragazzo inglese, un certo Ned; insieme trovammo tre famiglie spagnole e le
portammo con noi dopo averne legati assieme i componenti. Vidi Ned osservare
attentamente gli altri pirati e, approfittando di un momento in cui
erano distratti, sleg le donne e le lasci libere. Si accorse del fatto che lo
stavo osservando, ma io feci finta di niente.
Quando finalmente le torture terminarono, vennero inviati emissari attraverso
l'istmo della capitale, Panama, a chiedere un riscatto di trecentocinquantamila
pesos d'argento; in mancanza di tale somma l'intera citt
di Portobello sarebbe stata rasa al suolo. I funzionari di Panama risposero
che non potevano mettere assieme un importo del genere e offrirono a
Morgan una lettera cambiale su una banca di Genova; rispose Morgan: I
corsari hanno maggior fiducia nei lingotti. Alla fine, gli furono versati
centomila pesos e, ventiquattro giorni dopo l'assalto, la flotta corsara rifece
vela per Port Royal, dove Will, Ned e ciascuno degli altri partecipanti
ricevette la somma all'epoca enorme di centocinquanta sterline.
Ned invi alla madre la sua parte.
Se nel 1668, durante il saccheggio di Portobello, Ned aveva visto
Henry Morgan nel suo aspetto pi feroce, l'anno dopo, durante l'assalto a
Maracaibo, ne conobbe la migliore versione strategica. La storia dell'attacco
contro quel luogo, ritenuto ai tempi anch'esso imprendibile, costituisce
uno dei pi drammatici episodi dei Caraibi.
In seguito alla sua clamorosa vittoria a Portobello, il governo inglese
assegn a Morgan una nuova potente nave, la Oxford, una fregata armata
con trentaquattro cannoni e con un equipaggio di centosessanta uomini.
La storia della guerra navale nel mar dei Caraibi stava per effettuare una
drastica svolta.
Morgan invit tutti i capitani che fossero interessati a una grande impresa
corsara a una riunione che si tenne a bordo della Oxford ancorata
all'Isla Vaca, un isolotto giamaicano a mezza strada tra la Tortuga e Port
Royal. Il problema da risolvere durante quell'incontro era questo: quale
citt lungo il Main assalire adesso? Come sempre, i partecipanti all'impresa
avrebbero avuto a guidarli la norma: Se catturiamo una nave, il re
avr la sua parte, ma se saccheggiamo una citt il bottino sar tutto per
noi. Prima di iniziare la discussione, Morgan fece notare a quella banda
di tagliagole la solidit della sua nave affermando:  pi forte di qualsiasi
cosa gli spagnoli possano schierare contro di noi. E non pot trattenersi
dall'aggiungere una nota comica: L'Oxford  stata mandata qui a
un unico scopo, quello di reprimere la pirateria. Per cui, se avvistate pirati,
fatemelo sapere immediatamente.
Ci fu chi propose di ritornare a Portobello, ma Morgan fece notare che
la citt era stata ormai ripulita; respinse Veracruz perch gi Drake e
Hawkins non erano riusciti a impadronirsene, Campeche perch non era
abbastanza ricca, l'Avana perch vi erano state costruite nuove fortificazioni;
fu capitan McFee a nominare l'obiettivo al quale tutti avevano
pensato senza che nessuno avesse il coraggio di nominarlo:
Cartagena. L'Olonnais, il feroce pirata francese, l'uomo pi crudele che avesse mai percorso
i Caraibi, aveva tentato di assalirla ma era stato respinto al pari di
pirati olandesi. Drake se ne era impadronito ma, come fece notare un altro
capitano, un secolo fa, prima che fossero costruiti nuovi forti.
A questo punto prese la parola Morgan: I trentaquattro grossi pezzi
della nostra Oxford possono mettere a tacere tutti i cannoni spagnoli. Si
va a Cartagena!
I capitani pi timorosi avrebbero di sicuro trovato da ridire ma in quel
preciso istante una scintilla, partita da chiss dove, diede fuoco alla polveriera:
l'esplosione che ne segu fu tale da fare a pezzi la Oxford che col
immediatamente a picco trascinando con s oltre duecento uomini. Miracolo
volle che Morgan e i suoi capitani fossero protetti dalla robusta
struttura della cabina in cui si erano riuniti, e il grande capitano comment
con l'aria pi tranquilla del mondo quando fu ripescato in mare:
La fortuna di Morgan non  cessata.
I superstiti si raccolsero a riva e Morgan non concesse loro neppure un
istante per lamentare la grande perdita subita, ma disse ai capitani:
Come vi stavo dicendo poc'anzi, non siamo abbastanza forti per assalire
Veracruz, e adesso, senza l'Oxford, neppure Cartagena. Allora, uomini,
quali altre citt sono disponibili?
Un capitano francese, che conosceva i Caraibi come le sue tasche, salt
su a dire: Ammiraglio Morgan, nessuno finora ha menzionato Maracaibo.
I capitani inglesi si scambiarono occhiate dubbiose, e per buoni
motivi.
Sulla costa settentrionale del Venezuela, a quasi ottocento chilometri a
ovest delle grandi saline di Cuman ma a soli seicentocinquanta a est di
Cartagena, si apriva un vasto golfo alla cui estremit meridionale uno
strettissimo canale dava accesso a un grande lago d'acqua dolce, ampio
quasi quanto il golfo stesso. Era detto lago di Maracaibo e sarebbe diventato
celebre, secoli pi tardi, per i suoi estesi giacimenti di petrolio. Era
un mondo a s, praticamente isolato dal mare e circondato da fertili
campi e ricchi villaggi; sul canale invece sorgeva la grande citt che dava
nome alla laguna. Maracaibo era un obiettivo invitante a causa delle sue
ricchezze ma anche molto pericoloso perch le navi assalitrici rischiavano
di restare intrappolate nel lago qualora una squadra spagnola fosse stata
chiamata in soccorso contro l'incursione.
Morgan, pensando ai pericoli impliciti nel tentativo di assalire quell'allettante
obiettivo, propose di dormirci sopra. Il mattino dopo annunci
ai suoi capitani: Si va a Maracaibo. Il mattino del 9 marzo 1669, Ned
Pennyfeather si trovava a prua della Glen Affric con uno scandaglio per
misurare la profondit dello stretto canale di accesso alla laguna, ed era
cos preso dal compito che per poco non si avvide del forte spagnolo,
eretto in posizione dominante e i cui cannoni avrebbero potuto fare a
pezzi la sua nave. Era un'enorme massa di pietra e ferro, con pesanti bocche
da fuoco puntate contro le dieci navi in avvicinamento.
Proprio in quella, una palla mal diretta pass fischiando, mancando di
gran lunga le navi corsare. Era la solita tragedia spagnola: una fortezza in
posizione ideale e adeguatamente armata, ma la cui guarnigione era composta
da truppe del tutto incapaci; Ned prov quasi piet per la facilit
con cui gli uomini di Morgan si impadronirono del forte senza perdere
un solo marinaio.
Ma suo zio Will si fece portavoce delle apprensioni di tutti i veterani:
Entrare  stato facile: ma ne usciremo? Nei giorni successivi, mentre la
flotta imperversava nella grande laguna, riportando una vittoria dopo
l'altra, i marinai pi anziani continuarono a chiedersi: Come faremo poi
a portare il nostro bottino fuori da questa trappola?
Si trattava di una preda enorme, perch le cittadine lungo la laguna
erano davvero ricche e gli abitanti, che pure avevano nascosto l'oro e le
gemme, furono costretti con la tortura a rivelarne i nascondigli.
Mentre i bucanieri celebravano i loro successi con una grande bevuta,
una sentinella di guardia all'accesso alla laguna giunse a portare la notizia
che tutti avevano temuto: Navi da guerra spagnole hanno bloccato il canale.
Morgan per non si mostr sorpreso: invit il messaggero a sedersi,
a bere un bicchiere di birra e gli chiese quante fossero le navi. Una
grande e sei o sette pi piccole, circa delle dimensioni di quella di capitan
McFee, fu la risposta. Il messaggero aggiunse che gli spagnoli stavano
anche rimettendo in sesto il porto parzialmente distrutto dai corsari.
Morgan chiese se la flottiglia spagnola stesse tentando di penetrare
nella laguna, ma il messaggero rispose che si limitava a bloccare il canale,
e a questo punto Morgan pose una serie di domande che sembravano
prive di senso: la nave pi grande aveva fiancate alte? C'era un punto vicino
al forte dove gli uomini potevano prendere terra sbarcando da una
canoa? C'erano foreste nei pressi? Quando ne ebbe saputo abbastanza,
disse ai suoi capitani con il tono pi tranquillo del mondo: Il problema 
semplice, signori. Sfondiamo il loro blocco, torniamo a Port Royal e procediamo
alla spartizione del bottino. Nessuno dei capitani os chiedergli:
Come?
IL 27 APRILE 1669 Ned, adesso imbarcato sulla nave ammiraglia, ebbe
modo di vedere da vicino Morgan all'opera. Muovendo con la sua flottiglia
di dieci navi alla volta del canale contestato, disse ai suoi marinai:
Non faremo come loro si aspettano, ma a modo nostro, quindi assegn
agli uomini compiti diversi. Alcuni tagliarono pezzi di legno con i quali
formare un esercito immaginario che altri munirono di cappelli improvvisati
e altri ancora di armi fnte anch'esse ricavate da spezzoni. Poi Morgan
incaric Will di accumulare sul ponte della nave materiale
combustibile di ogni genere, soprattutto catrame, pece e polvere da sparo e di coprire
il tutto con foglie e fronde. Will preoccupato chiese: Intendete sacrificare
la vostra ammiraglia? Morgan replic: Nessun comandante
spagnolo lo farebbe ma  proprio quello che far io. Mentre Will e Ned
trasformavano la nave in brulotto, Morgan ordin ai suoi fabbri di forgiargli
sei enormi rampini d'arrembaggio, due volte pi grandi di quelli
fabbricati in precedenza, ai quali fece legare robuste corde.
Quando tutto fu pronto, Morgan diede il segnale e la sua flotta si diresse
verso l'imboccatura della laguna, simulando il tentativo di forzare il
blocco, ma quando la nave trasformata in brulotto, a bordo della quale si
trovavano solo Tatum, Ned e otto uomini coraggiosi, oltre ai finti marinai
di legno fieramente schierati sul ponte, fu di fronte al grosso galeone
che costituiva il perno della difesa spagnola, non tent di passare oltre,
ma all'improvviso vir, puntando proprio contro la nave nemica e l'abbord,
mentre due altri legni inglesi minori la assalivano a prua e a
poppa, costringendo i difensori spagnoli a dividersi in tre gruppi. A questo
punto, Will e Ned gridarono agli altri inglesi: Via tutti! Diamo fuoco
alle polveri! Gli uomini saltarono oltre la murata per essere raccolti da
un'altra nave; Will diede fuoco alla polvere da sparo che in un attimo
raggiunse tutto il materiale combustibile ammucchiato sul ponte; l'enorme
galeone spagnolo, bloccato dai rampini d'arrembaggio, fu a sua
volta ben presto in preda alle fiamme. Il maggior ostacolo spagnolo alla
fuga era stato cos tolto di mezzo.
Nel frattempo, quella che per dimensioni era la seconda nave spagnola
era fuggita verso il porto, nel tentativo di mettere a terra la ciurma perch
s'aggiungesse ai difensori del forte, ma uno dei rapidi vascelli inglesi la
insegu e, con palle infuocate, la incendi riducendola a uno scheletro fumante.
La terza grande nave spagnola, tallonata dagli inglesi, riusc a lasciare
la laguna e penetr nel canale, ma vi fu catturata; Morgan ne fece
la propria ammiraglia, in sostituzione di quella che aveva sacrificato.
Nella laguna intanto non c'erano pi navi spagnole e la prima barriera
verso la libert era stata superata.
Il mattino seguente Morgan si dedic alla soluzione del secondo problema:
come superare il minaccioso forte i cui cannoni, rimessi in funzione,
erano in grado di distruggere qualsiasi nave che tentasse di svignarsela?
L'impresa sembrava impossibile...
Morgan per, gi un mese prima, quando era entrato nella laguna,
aveva esaminato la situazione ed escogitato la maniera di risolverla a proprio
favore. Raccolte alcune grosse canoe che i suoi uomini avevano requisito
durante i giorni di scorreria nella laguna, caric a bordo di ciascuna
venti uomini bene armati, perfettamente visibili, incaricando il timoniere
di dirigersi verso la spiaggia vicina agli accessi alla fortezza; l le
canoe apparentemente misero a terra i reparti che sembravano destinati a
dare l'assalto al forte, ma quando tornarono alle navi pirata, con a bordo
solo due rematori ben visibili, gli altri diciotto si appiattirono sul fondo
con le armi coperte da fogliame perch non rilucessero svelando il trucco.
In tal modo agli occupanti della fortezza sembr che Morgan avesse
fatto sbarcare ai piedi del forte molti uomini pronti ad assalirlo, mentre
in realt erano tutti tornati a bordo delle navi e vi si tenevano nascosti. I
difensori del forte, ben decisi a non lasciarsi prendere di sorpresa, voltarono
i loro pesanti pezzi prendendo di mira il luogo dove apparentemente
gli inglesi avevano preso terra e da dove si supponeva sarebbe
stato lanciato il loro attacco.
Ma l'offensiva terrestre attesa dagli spagnoli non ebbe mai luogo; d'un
tratto, una solitaria sentinella che teneva d'occhio il canale grid:
Stanno fuggendo!
Quando i difensori si precipitarono verso quella parte del forte, armati
solo di pistole e spade, visto che i loro cannoni erano stati puntati
nella direzione sbagliata, videro Henry Morgan e la sua flotta di dieci
navi percorrere tranquillamente lo stretto canale di accesso alla libert.
Un ufficiale spagnolo, che con un cannocchiale osservava la nave di testa,
grid ai suoi compagni: Quel maiale! Si serve della nostra Soledad
come sua ammiraglia e se ne sta l, seduto tranquillamente a bere quello
che mi sembra rum. Morgan pot cos tornare sano e salvo a Port Royal
con il bottino.
CAPITAN MCFEE, WILL TATUM quale suo secondo e Ned Pennyfeather in
funzione di aiutante, trascorsero il 1670 senza combinare niente di
buono. Stanchi di starsene con le mani in mano, gli uomini
della Glen Affric presero il largo senza un piano preciso, nella speranza di intercettare
una nave spagnola carica di argento: ma all'orizzonte non ne apparve
neppure una. Nel loro erratico girovagare, mai chiamarono mar caribico
quello su cui navigavano: il termine in quegli anni non era ancora entrato
nell'uso e lo si chiamava mare del Nord; di fatto, prendendo a riferimento
l'istmo di Panama (a dispetto del suo andamento est-ovest), il Pacifico
si trova a sud e il mar caribico a nord. All'epoca quindi il Pacifico
veniva chiamato mare del Sud e il mar dei Caraibi, mare del Nord. Sicch
si diceva che Drake aveva combattuto gli spagnoli nel mare del Nord e
che Sir Henry Morgan aveva imperversato nel mare del Nord, non gi nel
mar caribico o mar dei Caraibi.
Poich un marinaio continuava a ripetere a McFee che in Messico si
trovava l'argento, la Glen Affric fece vela verso le coste messicane e la
prima terra che avvist fu la storica isola di Cozumel; ma quando l'equipaggio
scese a terra, armato di tutto punto, non trov che un antico tempio
in rovina. Will, esaminandone le pietre, asser che erano egizie e gli
altri presero per buona la sua affermazione, anche se si discusse a lungo
su come gli egizi fossero approdati a un luogo cos lontano.
A Cozumel non trovarono neppure un soldo, ma Ned rinvenne una testina
scolpita che doveva essere appartenuta a una statua e la port alla
nave; lo zio per la gett in mare dicendo: Non vogliamo idoli pagani su
questa nave cristiana. Portano male.
VERSO LA FINE DEL 1670, capitan Morgan in persona fece sapere in giro
che aveva intenzione di compiere una delle massime imprese mai tentate
in questi mari, e quando lo seppero capitani come McFee si affrettarono
a tornare a Port Royal, dove ebbero la conferma ufficiale. Henry Morgan
era stato nominato dal re ammiraglio e comandante in capo di tutte le
forze schierate contro gli spagnoli e invitava navi e ciurme a incontrarsi
con lui all'Isla Vaca. Nel giro di pochi giorni, una piccola flotta converse
sull'isolotto al largo del quale la grande Oxford era saltata in aria due
anni prima; Morgan fu ben lieto di notare tra le altre una decina di navi
bucaniere francesi, perch teneva in gran conto le capacit di combattenti
di quegli uomini che considerava i migliori dei Caraibi, semprech fossero
adeguatamente guidati. Trentotto erano le navi all'ancora e quasi
tremila gli uomini pronti a battersi. Morgan fece cessare gli applausi e gli
evviva dei presenti, per annunciare che mi  appena giunta notizia che
l'Inghilterra ha fatto ufficialmente pace con la Spagna. In risposta si levarono
gemiti, ma Morgan riprese: Non tutto  perduto, perch in base
agli ordini ricevuti se venissimo a sapere di piani spagnoli di invasione
della Giamaica o di altri possedimenti inglesi, abbiamo l'ordine di attaccarli.
Altri applausi, ai quali fece seguito un singolare invito: Signori, finora
non abbiamo prove di piani spagnoli del genere: vi sarei molto grato
se riusciste a trovarne.
Un memoriale, compilato da Ned molti anni dopo la morte dell'ammiraglio
Morgan, rivela come andarono in seguito le cose: per scovare
prove della duplicit spagnola, piccole navi batterono in lungo e in largo
quei mari per catturare prigionieri pronti a testimoniare che gli spagnoli
raccoglievano forze a Cartagena con l'intento di riconquistare la Giamaica.
Furono catturate due navi di sua maest cattolicissima ma, nonostante
gli interrogatori ai quali furono sottoposti gli equipaggi, non si
venne a capo di nulla e gli ostinati spagnoli furono pertanto gettati in
mare con un peso legato ai piedi.
Un'altra nave prese due prigionieri che sembravano disposti a rivelare
segreti spagnoli ma si trattava in realt di abitanti delle Canarie, gente di
cui ci si poteva fidare poco; gli inglesi non credevano che le loro rivelazioni
potessero essere attendibili ma i due, dopo aver visto altri tre loro
compagni, che si erano rifiutati di aprir bocca, gettati in mare con un
peso ai piedi, giurarono sulla Bibbia che a Cartagena si andava raccogliendo
una grossa flotta con molti soldati in vista di un assalto contro la
Giamaica. Quando Ned consegn copia di queste dichiarazioni
all'ammiraglio Morgan, questi esclam: Non ci occorre altro! Quello stesso pomeriggio
annunci ai suoi capitani raccolti in assemblea: Facciamo vela
per l'istmo, lo attraversiamo a piedi e saccheggiamo la bella e ricca citt
di Panama. A quelle parole Ned si sent tremare come del resto molti
dei capitani.
Due erano le vie per attraversare l'istmo: la prima era quella di terra,
percorsa da Drake e dalle carovane di muli provenienti dal Per. La seconda
risaliva il corso del fiume Chagres che si gettava in mare qualche
chilometro pi a nord ma la cui foce era difesa da uno splendido forte
eretto in posizione ideale e ben difeso. Come se non bastasse, alla foce
del fiume affiorava una grande scogliera, visibile solo con la bassa marea.
L'assalto al forte, sferrato da quattrocento uomini di Morgan contro un
ugual numero di decisi difensori spagnoli, dur tutta la giornata e fu terribile.
Al crepuscolo accadde uno di quegli eventi imprevisti che tanto
spesso determinano le sorti delle battaglie: un indiano che combatteva
con gli spagnoli lanci una freccia che trapass la spalla di uno degli uomini
che avevano il pericoloso incarico di avvicinarsi alle mura e di gettarvi
oltre granate e fiaccole accese. Bestemmiando, l'inglese si strapp la
freccia dalla ferita, vi fiss in cima cotone e polvere da sparo, le diede
fuoco e la rilanci verso il forte. Il caso volle che cadesse su un tetto di
paglia: in pochi istanti, quella parte del forte si incendi e durante la
lunga notte gli inglesi continuarono a scagliare altre frecce incendiarie oltre
le mura. Al mattino gran parte delle strutture in legno era in fiamme.
Segu una giornata di orrori: oltre cento corsari morirono nel tentativo
di impadronirsi del forte, mentre gli spagnoli persero solo pochi uomini.
Mai prima Ned aveva visto soldati iberici battersi con tanto unanime valore;
il reggente della fortezza, poi, continu a combattere anche quando
fu assediato in un angolo, tenendo testa a tre bucanieri finch un quarto
gli dette il colpo di grazia.
IL 19 GENNAIO 1671, quando Morgan e i suoi duemila uomini circa iniziarono
la risalita del Chagres a bordo di una flottiglia di canoe, nessuno ancora
sapeva, men che meno Morgan stesso, che si erano impegnati in
quella che si sarebbe rivelata una delle spedizioni peggio preparate della
storia militare. Quando uno dei marinai, constatato che avevano lasciato
sulle navi tutti i loro viveri per caricare le armi necessarie per l'assalto a
Panama, chiese: Che cosa mangeremo strada facendo? Morgan rispose,
come tanti altri generali prima di lui: Vivremo di quello che offre il
paese.
Ma il fiume Chagres non scorreva tra terre rigogliose, popolate di indiani
ben sistemati in piccole capanne di paglia che pascolassero armenti,
raccogliessero frutti dagli alberi e coltivassero legumi, bens si snodava
per zone paludose senza capanne, senza bestiame e, con grande
sbalordimento dei marinai, senza neppure alberi da frutta. Cos per tre giorni l'esercito
non ebbe nulla da mettere sotto i denti. Il quarto giorno le guide
annunciarono che gli spagnoli avevano preparato un'imboscata e gli inglesi
furono contenti perch si presentava loro l'occasione di combattere
e di mettere le mani su un po' di viveri. Dovettero constatare invece che
gli spagnoli purtroppo se l'erano svignata lasciandosi dietro solo qualche
sacca di cuoio, che i marinai affamati divorarono dopo una lunga ed elaborata
preparazione che le rese pi o meno commestibili.
Il nono fu un giorno che gli uomini, ormai stremati dalla totale mancanza
di cibo, non avrebbero mai dimenticato. Dopo essersi inerpicati in
cima a un colle, volsero lo sguardo a sud ed ebbero sott'occhio un panorama
di straordinaria bellezza: una valle pullulante di mucche, tori, cavalli,
capre e asini. Macellati in gran fretta gli animali, accesero grandi
fuochi per arrostirne la carne ma molti, tra cui Mompox e Ned, non potendo
resistere oltre ai morsi della fame, la mangiarono quasi cruda.
Il decimo giorno, l'ammiraglio Morgan e i suoi uomini, finalmente
sazi, furono pronti a scatenare l'attacco contro Panama, i cui numerosi difensori
li attendevano in ordine di battaglia sulla piana di fronte alla citt.
Oltre a disporre di truppe bene addestrate, di una buona cavalleria e di
un valido comando, gli spagnoli avevano un'arma segreta nella quale riponevano
grande fiducia: due immense mandrie di tori selvaggi da lanciare
contemporaneamente contro i pirati al momento opportuno. Al
grido di Viva el Rey! la cavalleria mosse alla carica appoggiata da ottimi
fanti e per due ore la battaglia infuri, con gli spagnoli incapaci di sfondare
i ranghi degli invasori, i quali ben sapevano che, se avessero perduto
la battaglia, sarebbero toccati loro brevi ma terribili giorni nelle prigioni
spagnole.
All'inizio della terza ora, gli spagnoli liberarono i loro tori selvaggi,
due mandrie di milleduecento capi ciascuna. Le bestie si precipitarono
verso i pirati, ma il fragore della battaglia li fece imbizzarrire; fecero dietrofront
e caricarono gli spagnoli i quali, in piena confusione, si ritirarono
verso la citt, con gli uomini di Morgan alle calcagna.
Durissima fu la resistenza degli spagnoli. Morgan, nei ripetuti assalti
alla citt, perdette tanti dei suoi uomini che mont su tutte le furie e
quando scopr soldati e civili fuggiaschi, rifugiati in alcuni fossati con l'intenzione
di arrendersi una volta passata la furia, ordin ai suoi di ucciderli
tutti, comprese le donne, senza fare prigionieri. Dentro le mura, si
imbatt in un nutrito gruppo di monaci e monache, allora grid: Stanno
per attaccarci! guidando i suoi uomini a una carica che cost la vita ai religiosi.
Ancor pi furibondo divenne quando, conquistata la citt, constat
che dai grandi magazzini lungo il porto era scomparso tutto l'argento e
che gli ornamenti dei monasteri e delle chiese, di una favolosa ricchezza,
si erano pure volatilizzati. Morgan aveva riportato una clamorosa vittoria
superando mille difficolt, ma gli era rimasto solo il guscio vuoto di una
citt: i tesori che vi erano stati custoditi gli erano sfuggiti di mano.
Abbandon allora Panama al saccheggio; dopo che i suoi marinai ebbero
infuriato per parecchi giorni, ordin loro di incendiare la citt; le
fiamme divorarono ogni cosa per quattro settimane finch tutto fu ridotto
in cenere: chiese, monasteri, case e magazzini scomparvero; rimase
solo, a segnare il luogo dove era sorta Panama, il campanile in pietra
della cattedrale.
Nel frattempo gli uomini di Morgan, furibondi per la mancanza delle
ricchezze in vista delle quali avevano affrontato tante sofferenze, rastrellarono
tutti i cittadini che erano riusciti a scovare e li sottoposero a torture
per farsi indicare i nascondigli degli introvabili tesori. Ricorsero alla
ruota e al fuoco, all'orribile woolding, a smembramenti e stupri, uccidendo
infine i prigionieri quando la pazienza si esauriva. Il sacco di Panama
cost la vita a quattrocento soldati caduti sul campo di battaglia,
ma a un numero molto maggiore di civili ammazzati durante gli interrogatori.
Tra i prigionieri c'era un uomo evidentemente importante e facoltoso,
scovato da Tatum e Mompox durante una perlustrazione assai lontano
dalla citt. Nessuno sapeva chi fosse e Ned tendeva a credere che appartenesse
a un ordine religioso. Dopo tormenti che ben pochi avrebbero sopportato,
l'uomo scoppi in una diabolica risata ed esclam: Maledetti
cretini! Portate qui Morgan e gli dir come sono andate le cose. Quando
l'ammiraglio accorse nella stanza dove aveva luogo l'interrogatorio, il prigioniero,
legato sul cavalletto, lo apostrof con l'infinito disprezzo di un
uomo ormai moribondo: Generale dei miei stivali, privo di cervello.
Avevate i tesori a portata di mano. Erano l, a pochi metri dalla riva
quando siete penetrati nella nostra bella citt. Prima che voi arrivaste, ho
ordinato che tutti i tesori di Panama, gli argenti delle chiese, i lingotti dei
magazzini, le ricchezze dei monasteri e degli edifici ufficiali, tutto quello
insomma che costituisce il sogno di un pirata, fosse portato a bordo di
quel piccolo galeone che avete certamente visto nel porto. Ma voi, Morgan,
povero imbecille, avete lasciato che i vostri uomini gozzovigliassero,
stuprassero e incendiassero chiese. Nel frattempo, quell'enorme ricchezza
che cercavate era a portata di mano. Morgan ordin che gli fosse dato
un altro tratto di corda perch l'uomo confessasse dove era fuggito il galeone
con i tesori, ma per tutta risposta l'uomo gli sput in faccia.
Stringete le corde! url Morgan e lentamente l'uomo fu smembrato.
LA DISTRUZIONE DI PANAMA tenne occupato Morgan dal 28 gennaio al
24 febbraio, esattamente quattro settimane. Quando lui e i suoi uomini
furono sazi di devastazioni e carneficine, tornarono quasi a mani vuote
alle sorgenti del fiume Chagres e lo discesero a bordo delle canoe che vi
avevano lasciato un mese prima. Durante il viaggio, Ned ebbe modo di
studiare da vicino l'ammiraglio che sedeva sulla sua stessa canoa e pot
conversare a lungo con lui. Morgan era sempre dello stesso avviso: il loro
era stato un nobile tentativo e se anche non avessero fatto altro che ridurre
al silenzio quel terribile forte alla foce del Chagres, gi questo sarebbe
stato un trionfo. Le navi inglesi nelle prossime campagne potranno
risalire questo fiume. E quando il re di Spagna sapr come abbiamo
ridotto la sua grande citt portuale, tremer nel suo letto. In
realt, il nuovo sovrano era un bambino di dieci anni, un semiidiota le cui
carenze segnarono in Spagna la fine del dominio degli Asburgo, sostituiti
dai Borboni francesi, e in tutto il mondo, soprattutto nei Caraibi, il tramonto
della potenza iberica: faccende europee di cui Morgan, naturalmente,
era completamente all'oscuro.
Quando le imbarcazioni superarono il luogo dove gli inglesi avevano
trovato le sacche di cuoio con le quali si erano riempiti la pancia, Morgan
comment ridendo: Un paio di giorni senza carne non hanno mai fatto
male a nessuno. Ma Ned replic: Sono stati nove giorni, signore. Il celebre
ammiraglio si fece serio e replic: Gi, e al settimo e all'ottavo dubitavo
di riuscire ad andare avanti, ma al nono e al decimo ho cominciato
a sentire l'odore del mare. Scrut le rive del fiume che erano state cos
inospitali e aggiunse: Non vorrei rifare questo viaggio, perlomeno non
in condizioni simili. Ma tu e io faremo ancora ottimi viaggi. Stanne
certo.
Ned fece tesoro di queste conversazioni con Morgan, perch il grande
ammiraglio dava prova, parlando, di un calore e di una comprensione dei
suoi uomini che altrimenti non risultavano affatto evidenti. In battaglia
appariva spietato, pronto a sacrificare ogni cosa, ogni vita umana, per raggiungere
i suoi scopi: gli spagnoli ai quali le sue tre grandi incursioni
erano costate la vita erano innumerevoli, molti caduti in azioni militari,
ma almeno altrettanti uccisi durante gli interrogatori cui erano stati sottoposti
per far loro confessare reali o presunti nascondigli di ricchezze. Durante
gli ultimi giorni di quella straordinaria spedizione Morgan si rivel
a Ned come un uomo d'eccezione la cui fama, pens il giovane, avrebbe
risuonato a lungo nei Caraibi finch ci fossero stati amanti del mare e
delle imprese eroiche.
Ned sent il bisogno di far sapere a Morgan quanto lo ammirasse. Mio
padre  morto quand'ero ancora troppo piccolo per conoscerlo, gli
disse. Durante queste nostre avventure, ho sempre visto in voi il tipo di
padre che avrei voluto avere. Morgan, che all'epoca contava solo trentasei
anni, rispose con tono fintamente burbero: Ti ho visto all'opera,
Ned. Sei un uomo vero e io sarei fiero di avere un figlio come te.
Ma Ned avrebbe dovuto cambiare opinione sul conto dell'ammiraglio
Morgan. Come risulta dalle prime pagine di un suo lungo diario, relativo
agli eventi che vennero conosciuti solo quando la spedizione torn al
forte di San Lorenzo e i marinai si apprestarono alla traversata alla volta
di Port Royal. Eccone alcuni passi.
Marted 14 marzo 1671.  stata una delle pi brutte giornate della mia
vita. Per tutti questi mesi, mio zio Will Tatum e io abbiamo seguito capitan
Morgan come fedeli cuccioli, credendogli quando prometteva che ci
avrebbe riportato a casa ricchi. Ma stamani ci ha radunati tutti sotto tre
grandi alberi e ha ordinato: Perquisitevi a vicenda! Ci siamo denudati e
ciascuno di noi ha frugato negli abiti di un altro; monete e gioielli, tutto
quanto avesse anche il minimo valore,  stato gettato nel mucchio comune.
I forzieri contenenti gli scarsi tesori che avevamo portato da Panama
sono stati svuotati sotto gli occhi di tutti; a questo punto capitan
Morgan ha cominciato la divisione: Questo a te e a te, due parti ai capitani
delle navi e quattro parti a me, continuando cos finch non  stato
distribuito anche l'ultimo soldo. A questo punto, spogliandosi a sua volta
ha gridato: E adesso frugate anche me! ma tra la sua roba non  stato
trovato niente di nascosto. Non ci tocca nient'altro? ha gridato a questo
punto Will. Anche Mompox e altri si sono messi a protestare: Dove
sono le ricchezze che ci avevate promesso? Sembrava proprio che stesse
per scoppiare una rivolta, ma capitan Morgan ha tuonato: Zitti, pecoroni!
Il tesoro di Panama ci  sfuggito di mano, ma ciascuno di voi ha
avuto la giusta parte di quello che abbiamo conquistato. A ciascuno
erano toccate nient'altro che undici sterline e sette scellini. Ci avete derubato!
hanno preso a gridare gli uomini e, se capitan Morgan non
avesse fatto cenno ai capitani di fargli scudo, avrebbe potuto anche finir
male.
Mercoled 15 marzo. La notte scorsa capitan Morgan ha dormito nella
sua tenda con attorno uomini di guardia e ha fatto bene perch io stesso
avrei voluto ammazzarlo. Corre voce che si sia impadronito di molto oro
e di grandi casse di denaro; penso che le abbia fatte portare segretamente
a bordo della sua nave all'ancora al largo. L'ho detto a Will che ha proposto:
Andiamo a dare un'occhiata, ma gli uomini di capitan Morgan,
tutti bene armati, ci hanno impedito di salire sulle scialuppe che ci occorrevano
per raggiungere la nave.
Gioved 16 marzo. Oggi, prima che la maggior parte di noi fosse sveglia,
capitan Morgan si  fatto portare in segreto alla sua nave, ha levato
l'ancora e se l' svignata senza che potessimo impedirglielo. Mompox e
alcuni marinai sono balzati sulle scialuppe tentando di raggiungerlo ma
capitan Morgan, ben sapendo che era un tentativo inutile, se ne stava a
ridere sulla poppa del suo vascello; poi deve aver ordinato al cannoniere
di sparare due colpi di addio; le cannonate hanno abbattuto qualche
ramo sulle nostre teste. Cos ho finito di fare il bucaniere con capitan
Morgan.
Venerd 17 marzo. Calmatasi la nostra collera, zio Will ha radunato una
quarantina di uomini di sua fiducia e ha detto: Dimentichiamoci quello
che  avvenuto stamani. Siamo stati giocati da un vero maestro. Torniamo
a essere veri bucanieri. Riattraversiamo l'istmo, impadroniamoci di
una nave carica di tesori, saccheggiamo quel che resta di Panama e torniamo
a casa come Dio vuole. Tutti si sono detti d'accordo ed  stato
eletto capitano McFee. Quindici indiani, tra cui un mosquito a nome David
che aveva gi dato prova della sua abilit come pescatore e falegname,
ci hanno pregato di portarli con noi e lo stesso hanno fatto diciannove
schiavi neri che non volevano tornare ai loro crudeli padroni nelle piantagioni
da zucchero in Giamaica. Com' ovvio, ho insistito perch Mompox si aggiungesse a noi; cos siamo ottantuno, tutti uomini capaci di menare
le mani.
Sabato 18 marzo. Scrivo queste annotazioni mentre torniamo verso il
mare del Sud. Alcuni di noi hanno raccolto un bel po' di canoe indiane,
lunghe e spaziose, nelle quali abbiamo imbarcato la polvere e i cannoni
che ci sono stati ceduti dalle navi che hanno preferito tornare in Giamaica.
Memori della fame che abbiamo patito nell'altro viaggio, abbiamo
raccolto tutto il cibo che potevamo; alcuni dei marinai che non se la sentivano
di unirsi a noi hanno cercato di sottrarcelo, ma Will ne ha ammazzato
uno e non abbiamo cos avuto altri guai. Voglio tenere una sincera
registrazione di come ce la caviamo senza capitan Morgan. Il primo
giorno tutto  andato bene e abbiamo risalito il fiume per almeno venticinque
chilometri.
Marted 28 marzo. Ci siamo alzati di buon'ora e abbiamo percorso solo
pochi chilometri prima di trovarci di fronte all'immensa estensione del
mare del Sud: quanto ci  apparso diverso! Quando l'abbiamo visto la
volta scorsa dall'alto di questo colle, il nostro intento era di saccheggiare
Panama e tornare a casa ricchi. Questa volta, la nostra intenzione  di impadronirci
di una nave e far vela per il vasto oceano in cerca di una riva al
di l, posto che ci sia. Quando mi sono volto a guardare le rovine di
quella che era Panama, ho visto due cose, una promettente, l'altra assai
meno. Gli spagnoli sono tornati a vivere attorno alla cattedrale e questa
volta abbiamo intenzione di impadronirci delle loro ricchezze prima che
le nascondano, ma ancorate nella baia ci sono alcune delle pi grandi
navi da guerra che io abbia mai visto. Cos ho cominciato a tremare.
Mercoled 5 aprile. E stata una delle pi belle giornate della mia vita,
perch ho dimostrato di essere un vero bucaniere. Ci siamo
alzati di buon'ora e ci siamo mossi a bordo delle nostre otto pi solide canoe, pronti a
vincere o a morire nel tentativo di sfondare la barriera delle navi spagnole
e impadronirci di uno dei grossi galeoni all'ancora nel porto.
Quando ci siamo avvicinati alla flotta, gli spagnoli hanno pensato che
fosse sufficiente affrontarci con tre di quei loro piccoli, veloci legni che
chiamano barcas e che ci sono venuti incontro con l'aria di voler fare un
solo boccone di noi tutti. Ma capitan McFee, che  davvero un uomo di
guerra, ha gridato: Lasciate che si avvicinino! Quando sono giunti a tiro
tanto che potevamo vederli in faccia, abbiamo lasciato andare una scarica
da lasciarli tramortiti. Hanno tentato di reagire, ma ormai eravamo loro
addosso, abbiamo abbordato le loro barcas ed  cominciata la lotta all'arma
bianca. Prima che il sole fosse a mezzogiorno, eravamo padroni di
due delle barcas e la terza ha fatto appena in tempo a cercare salvezza nel
porto.
La nostra vittoria ci ha procurato un'ottantina di prigionieri spagnoli,
quasi due per ogni inglese, e non sapevamo che cosa farcene. Mio zio
avrebbe voluto ammazzarli tutti, ma capitan McFee non ne ha voluto sapere.
Li ha fatti caricare su tre delle nostre canoe e li ha lasciati andare,
non prima per che mio zio e Mompox passassero tra loro, uccidendo
quelli che erano gravemente feriti e gettandone i cadaveri in mare.
Con la cattura delle due barcas ci siamo trovati a disporre di una
grande quantit di spade, cannoni, polvere e palle e, grazie alla nostra superiore
capacit di combattenti inglesi, in grado di minacciare anche i pi
grossi galeoni che ci capiti di accostare. Anch'io sono cambiato, perch
ormai so di essere capacissimo di balzare dal mio legno sul ponte di una
nave pi grossa e spazzarne via gli spagnoli. Penso che i miei compagni
siano adesso altrettanto sicuri di s perch in questa battaglia noi, in quarantasei
uomini, abbiamo sconftto avversari quattro volte pi numerosi e
abbiamo avuto solo due morti e tre feriti gravi, a parte gli indiani e i negri
rimasti uccisi che per non contano.
Capitan McFee ha provveduto a colmare le nostre perdite scegliendo
cinque spagnoli che gli sembravano pi svegli degli altri e trattenendoli;
siccome lui non parla lo spagnolo, si  servito di me come interprete, cos
ho appreso alcuni fatti della massima importanza. I galeoni pieni di tesori
che attraversano il Pacifico provenienti da Manila non fanno mai scalo a
Panama, ma si recano ad Acapulco. Il galeone che era fuggito da Panama
durante l'assalto di Morgan alla citt  rimasto in altomare finch non ce
ne siamo andati, poi  tornato, perci adesso a terra si trova un enorme
tesoro, che attende solo che noi ce ne impadroniamo. Quanto al galeone
che porta l'argento dal Per non  ancora arrivato, ma sar scortato da
numerosi legni da guerra. Questa notte dormir su una nuova imbarcazione,
in una nuova amaca, cullato da nuovi sogni.
Venerd 7 aprile. Uno dei giorni pi deludenti della mia vita. Abbiamo
tentato di sfondare le difese di Panama e mi piacerebbe tanto incontrare
quel mascalzone che ha messo in giro la voce che gli spagnoli sono vigliacchi.
In mare ci hanno tenuti alla larga con i loro grossi calibri e in
terra ci hanno sopraffatto con il numero. In mare abbiamo perduto due
uomini uccisi da cannonate e altri due in terra, per cui di quarantasei che
eravamo all'inizio di questa avventura siamo ridotti a quarantadue; mi
sono reso conto che la vita del bucaniere pu essere bellissima quando
tutto va a gonfie vele e assai pericolosa in caso contrario.
Battuti e malconci, ce ne torniamo a casa, ma non abbiamo ancora deciso se per capo
Horn o per capo di Buona Speranza. A Panama, gli spagnoli erano troppi
per noi.
Luned 10 aprile. Giorno di gloria, giorno di mistero! Ieri, mentre eravamo
a 6 gradi e 40 primi a nord dell'Equatore, stando ai calcoli che posso fare con il
mio rozzo sestante, la vedetta ha gridato: Galeone di Lima a sudest! E
dalla prua della nostra barca abbiamo visto il pi splendido spettacolo
che ci si sia mai presentato. Un piccolo, bel galeone spagnolo, con l'alto
castello di poppa e gli ornamenti dorati che rilucevano al sole del mattino.
La vista del galeone ha aguzzato i nostri appetiti al punto che, quando
ci siamo fatti sotto, non c'era nessuno tra noi che non fosse pronto a impadronirsene
o a morire nel tentativo, consapevoli che quel giorno
avremmo dato prova del nostro valore o saremmo andati a morire in
eterno in fondo al mare. Devo per confessare che mi sono chiesto: pu
essere presa quella nave da soli quarantadue uomini? Ma subito dopo mi
sono corretto: da quarantadue inglesi? Ho risposto a me stesso: s, per san
Giorgio e l'Inghilterra possiamo farcela, cos l'ho gridato ad alta voce e
gli uomini attorno a me hanno ripetuto: San Giorgio e Inghilterra! Sebbene
il nostro capitano sia scozzese, si  unito al nostro grido.
Il capitano spagnolo, vedendoci arrivare e ben sapendo che sarebbe
stata una lotta per la vita e la morte, ha fatto ricorso alla stessa tattica dei
galeoni a Panama: ci ha lanciato contro tre barcas, tutte pi grosse delle
nostre due legate assieme, nel tentativo di tenerci alla larga. Le abbiamo
assalite e le abbiamo mandate in fondo all'oceano, con i marinai che si
trovavano a bordo; a questo punto  avvenuto uno di quegli eventi che
hanno del miracoloso: mentre ci raggruppavamo e ci precipitavamo verso
il galeone, i cui ufficiali dovevano essere terrificati alla vista della rapidit
con cui avevamo fatto fuori la prima linea di difesa, sopra di noi si  verificata
un'esplosione. Qualcuno distrattamente deve aver dato fuoco a un
barile di polvere che  scoppiato, uccidendo assai pi spagnoli di quanti
non ne abbiamo spacciati noi una volta saliti a bordo.
Impadronitici della nave, mio zio e io siamo scesi nelle stive e finalmente
abbiamo trovato enormi quantitativi d'argento e ogni lingotto recava
il marchio di Potosf; ci siamo resi conto di aver messo le mani su un
bottino di immenso valore. Sapevamo che, se fossimo riusciti a riportare
quella grande nave a Port Royal, saremmo stati uomini ricchi.
Mentre eravamo nel ventre del galeone, abbiamo udito grida confuse
levarsi sulla tolda e, temendo che spagnoli tenutisi nascosti si fossero gettati
sui nostri con l'intento di riprendersi la nave, ci siamo precipitati sul
ponte, impugnando pistole e spade. Invece mi sono trovato a faccia a faccia
con la pi bella fanciulla mai vista: doveva essere sui diciassette anni e
la sua pelle era tanto chiara da sembrare che il sole non avesse mai sfiorato
il suo grazioso volto; era sontuosamente abbigliata, in vesti pi
adatte a un ballo che a un galeone, ed esibiva una figura perfetta e occhi
stupendi. Ad accompagnarla era una signora che ho ritenuto essere la madre,
una maestosa dama sui quarant'anni ma forse pi, perch non sono
buon giudice nel valutare l'et delle persone; sul suo viso aleggiava un'aria
di disapprovazione per tutto quello che era successo e soprattutto per
i tagliagole inglesi dalla faccia cotta dal sole nelle cui mani lei e sua figlia
erano cadute.
Nel pomeriggio siamo rimasti sbalorditi dalla nostra buona fortuna,
perch l'alto, solenne prete che le accompagnava ci ha rivelato, parlando
nel suo forbito spagnolo, che erano la moglie e la figlia del governatore
di Cartagena, il nobilissimo don Alfonso Ledesma Amadr y Espinal. Il
sacerdote ci raccont che le due donne si erano recate a visitare il Per.
Se torcete loro anche un solo capello, aggiunse, la collera di tutto l'impero
spagnolo vi perseguiter fino alla tomba. Cos ci ha presentati dona
Ana Ledesma y Paredes e la sua bella figlia Ins, informandoci inoltre di
essere, quanto a lui, un religioso di nome Baltazar Arvalo, nativo della
citt omonima, nella provincia di Avila non lungi da Segovia. Mio zio mi
ha sussurrato: Mi sembra proprio quell'uomo dell'inquisizione che mi
ha condannato a morte a Cadice. Penso che se non lo avessi trattenuto
avrebbe sgozzato senz'altro quel prete tremendo.
Non sono ancora andato a dormire perch capitan McFee mi ha assegnato
alla vigilanza degli oltre cento prigionieri che abbiamo fatto durante
la battaglia, i quali stanno certamente chiedendosi quale sorte li
aspetti. Mio zio vorrebbe ammazzarli tutti, ma altri dicono:
Carichiamoli sulle scialuppe e che cerchino di raggiungere terra. Mi dispiacerebbe
moltissimo se la stessa sorte toccasse alla senorita Ins.
Marted 11 aprile. Abbiamo saputo che il nome del galeone  Giralda
de Sevilla; abbiamo chiesto che cosa significassero quelle parole e il lugubre
prete ci ha spiegato che a Siviglia, la pi bella citt di Spagna, c'
una maestosa cattedrale con il pi splendido dei campanili, la Giralda,
che  stato costruito dai mori. Gli ho chiesto che cos'era una giralda e lui
mi ha risposto che  la banderuola segnavento. Quegli stupidi spagnoli
hanno dunque dato a un campanile il nome di una banderuola e siccome
ad alcuni degli uomini non andava l'idea di navigare a bordo di un legno
spagnolo, c' stato chi ha proposto di cambiargli nome, ma altri hanno
protestato perch sostenevano che le navi che lo fanno sono sempre andate
incontro a una brutta fine, cos abbiamo votato a favore del nome
Giralda.
Domenica 16 aprile. Dapprima preghiere per rendere grazie a Dio di
averci concesso di mettere le mani su una cos ricca preda, quindi grandi
decisioni. Capitan McFee e i cinque che fungono da suoi consiglieri
hanno concordato di caricare i prigionieri su barcas con cibo e acqua, abbandonandoli
al loro destino, non senza per che gli alberi siano stati segati
per evitare che tentino qualcosa contro di noi. Hanno poi deciso di
tenere a bordo della Giralda il chirurgo spagnolo che fa parte del suo
equipaggio, ma mio zio ha avvertito: Diamo un'occhiata ai suoi flaconi e
togliamone tutti i veleni, altrimenti quello ci spedisce all'altro mondo.
Hanno deciso anche di trattenere un certo mastro Rodrigo, un uomo
colto che fungeva da navigatore del capitano spagnolo e che mi ha detto
in un ottimo inglese: Io conosco queste acque da Acapulco a capo Horn
e vi prego di informare il vostro capitano che posso essere di qualche utilit.
Gli ho chiesto perch voleva mettersi al nostro servizio e lui: Il destino
di un marinaio  di navigare, e quanto a quelli sulle piccole barcas,
chi pu dire che cosa ne sar di loro? Abbiamo tenuto anche sette neri
gi schiavi sulla Giralda, che continueranno a lavorare per noi; zio Will
ha deciso che io sar l'assistente di mastro Rodrigo.
Poi  stato affrontato il problema delle due Ledesma e del prete. Mio
zio era dell'opinione di caricarli su una delle barcas, pensando che la loro
presenza tra noi avrebbe potuto essere fonte di guai, ma Baltazar ha implorato:
Risparmiate quelle donne, pazzi che non siete altro! Il governatore
Ledesma vi pagher un grosso riscatto. Zio Will ha replicato:
Come faremo a intascarlo? McFee lo ha zittito dicendo: Un uomo non
ha mai abbastanza denaro.
Ho avuto l'incarico di trovare una sistemazione per le due donne e per
il prete; avevo deciso di farle restare nelle cabine che gi occupavano in
cima al castello di poppa, ma capitan McFee non ha voluto saperne perch,
mi ha spiegato, tra quattro giorni quel castello non ci sarebbe pi
stato, cos ho dovuto trovare cabine pi piccole e meno accoglienti sotto
il castello.
Marted 28 aprile. Grossa discussione con mastro Rodrigo. Resosi
conto che l'ultima annotazione sul mio diario era correttamente datata
marted 18 aprile, si  messo a strillare: Tutto il mondo civile si serve
della datazione cattolica! Il vostro stupido calendario protestante  arretrato
di dieci giorni. Cambiatela subito o non potrete essere pi il mio assistente.
Cos ho dovuto mettere la data del 28 aprile, ma credo che Rodrigo
si sbagli, perch non penso che la gente in Inghilterra possa aver
commesso un errore del genere.
Gioved 30 aprile. Ci siamo ancorati al largo di un'isola che, grazie ai
buoni strumenti che si trovano a bordo della Giralda, ho constatato essere
a 3 gradi e 1 primo di latitudine nord. Si chiama Gorgona e siamo penetrati il pi
possibile con la Giralda in un fiumiciattolo, attraccandola agli alberi sovrastanti;
capitan McFee ci ha detto: Resteremo qui circa un mese per
fare tutto quello che  necessario, se vogliamo portare sana e salva la nostra
nave a Port Royal. Prima del tramonto ha dato il via al difficile
compito di trasformare quel bel galeone in una buona nave da guerra degna
di un bucaniere. I due alberi saranno ridotti della met in altezza e ci
sbarazzeremo cos di tutte quelle alte e splendide vele, validissime
quando spingono un pesante galeone con il favore dei venti ma che sono
del tutto inutili quando ci si scontra con un'altra nave e si deve manovrare
in fretta per acquistare vantaggio. L'albero all'estrema poppa sar
eliminato completamente per cui met delle vele e molti cordami non ci
serviranno pi e, riposti nella stiva, li venderemo in qualche porto a
grandi navi che ne abbiano bisogno. Quanto al ponte,  stato
completamente sgombrato perch, come ha fatto notare capitan McFee: Se il capitano
spagnolo avesse tenuto i suoi barili di polvere nel sottoponte, non
avrebbe perduto la sua nave.
Luned 25 maggio. La ricostruzione  finita; mastro Rodrigo, dando
un'occhiata ai rottami lasciati a riva, ha commentato: La nave deve pesare
adesso met di prima. Capitano McFee ha detto all'equipaggio:
Ora abbiamo una nave capace di tagliare le onde e di battere ogni vascello
spagnolo. Domani si salpa, ma non sappiamo come raggiungeremo
la Giamaica: per la rotta pi breve attorno a capo Horn, a quanto si
dice un viaggio tutt'altro che piacevole, oppure circumnavigando il
globo, attraversando il Pacifico alla volta dell'Asia, doppiando il capo di
Buona Speranza ed entrando nell'Atlantico? Un'impresa da mettere i brividi
in ogni caso, ma zio Will dice: L'una o l'altra per me vanno bene. 
sempre buona cosa vedere nuove terre.
Gioved 28 maggio. Stamane la senorita Ins, che mi  sempre stata tenuta
lontana da sua madre e da Baltazar,  sfuggita alla loro sorveglianza
e siamo andati dove nessuno poteva vederci. Mi ha permesso di prenderle
la mano e penso volesse farmi capire che, per quanto inglese, mi ritiene
un tipo ammodo. Parlo abbastanza lo spagnolo per capire quello che mi
ha detto: Il mio nome non  Inez, come lo pronunciate voi, bens Ins.
Dopodich mi ha raccontato la storia di quella che definiva la nostra celebre
famiglia, e non mi  andato certo a genio sapere che il suo bisnonno
ha sconfitto Francis Drake che  morto per mare. La nostra piacevole
conversazione  stata interrotta da mio zio il quale  venuto a cavarci
dal nostro nascondiglio; quando gli ho chiesto perch lo avesse fatto, ha
risposto: C' una ragazza inglese come si deve che ti aspetta a Barbados.
Gli ho domandato chi fosse e lui: Lo sai benissimo. E se n' andato maledicendo
gli spagnoli tutti quanti.
Gioved 25 giugno. A 2 gradi e 13 primi sud, al largo della celebre citt di Guayaquil,
abbiamo catturato una grossa nave spagnola che faceva vela a nord,
alla volta di Panama, senza nessuna perdita nostra e solo tre morti da
parte loro. Anche questa volta abbiamo caricato gli spagnoli su piccole
barcas con gli alberi tagliati. Il carico l'abbiamo trasferito a bordo della
Giralda, abbiamo dato fuoco alla nave spagnola e abbiamo continuato a
far vela verso sud. Ho avuto la fortuna di ritrovarmi ancora da solo con la
senorita Ins la quale si  detta assai dispiaciuta che quei brav'uomini,
senza alcuna colpa, fossero abbandonati a bordo di piccole imbarcazioni
senz'alberi n vele; pur non potendole dar torto, non mi  andato gi di
sentire critiche spagnole a marinai inglesi, per cui ho
ribattuto: Chiedetelo a mio zio. Sappiate che quando gli spagnoli hanno preso la sua nave,
hanno bruciato vivi i nostri marinai ed erano sul punto di fare lo stesso
anche con lui, che per fortuna  riuscito a evadere. La senorita Ins non
riusciva a crederci e quando l'occhiuto Baltazar  venuto a scovarci gli ha
chiesto: Ditemi se  vero che in Spagna l'inquisizione brucia vivi gli inglesi.
Il prete, che evidentemente ha deciso di cominciare a rieducarmi,
ha risposto: S, la santa chiesa ha dovuto creare un organismo per proteggerla
dagli eretici e dagli infedeli e a volte le punizioni hanno dovuto
essere crudeli, ma non pi di quanto faccia vostro zio quando voi inglesi
vi impadronite di una nave e uccidete i feriti o annegate quelli che hanno
combattuto contro di voi con particolare accanimento. L'uomo  ignorante
e feroce e bisogna che sia costantemente domato.
Senza darmi il tempo di protestare ha aggiunto: Voi, Ned, conoscete a
fondo il mare del Nord; non credete che sarebbe pi semplice e assai meglio
se tutte le isole fossero cattoliche e soggette al nostro re di Spagna e
al papa a Roma?
L'idea mi ha lasciato talmente sbalordito, che sono andato da mio zio a
chiedergli:  vero quello che dice Baltazar, che cent'anni fa tutti gli inglesi
erano cattolici? Lui ha borbottato: Non la mia gente. Fin dai
tempi di Ges Cristo la nostra  sempre stata la chiesa d'Inghilterra. Io
non so pi a chi credere.
Luned 13 luglio. Mastro Rodrigo  un uomo che mi d molto da pensare.
 un leale spagnolo e non pu non sperare che una nave da guerra
del suo paese si impadronisca della nostra, ma  innanzitutto un uomo di
mare responsabile, quindi desidera anche salvare il veliero e portarlo in
acque sicure. Era rimasto profondamente addolorato vedendoci fare a
pezzi il suo bel galeone, ma adesso  fiero delle prestazioni della Giralda,
agile nave che compie meraviglie durante gli scontri armati. Dal canto
nostro, ci fidiamo di lui perch, come dice capitan McFee: Che cos'altro
possiamo fare? Lui conosce questi mari e noi no.
Marted 28 luglio. Ci siamo ancorati al largo della citt di Ilo e siamo
scesi a riva per impadronirci di uno zuccherificio, prendendo in ostaggio
il direttore della piantagione. Poi, sotto la protezione della bandiera
bianca, ho portato un messaggio ai proprietari: se non ci veniva versato
un riscatto di centomila pesos entro due giorni, avremmo raso al suolo lo
zuccherificio; due giorni dopo quelli sono venuti da noi, anch'essi sotto la
protezione di una bandiera bianca, ma solo per dirci che avevano mandato
a prendere il denaro ad Arica, il pi ricco porto del Per perch da
l parte tutto l'argento di Potosf, ma che c'erano stati dei ritardi. Dopo altri
due giorni, sono tornato da loro con la mia bandiera bianca, solo per
sentirmi dire che il denaro era giunto nel villaggio vicino e che sarebbe
stato consegnato il giorno dopo. Ma il giorno dopo ancora niente e capitan
McFee  montato in bestia e ha ordinato: Ti stanno prendendo in
giro, Ned. Brucia ogni cosa. Cos noi abbiamo dato fuoco alle case e ai
granai e abbiamo fatto a pezzi tutto il macchinario. Mentre tornavamo
alla nave mio zio mi ha detto: Bene, adesso sai che degli spagnoli non c'
mai da fidarsi. Lascia perdere quella ragazza e il suo prete.
Venerd 28 agosto. I miei strumenti mi dicono che siamo a 26 gradi e 21 primi a
sud dell'Equatore; ce la siamo spassata a terra, cacciando maiali selvatici
lungo le rive della baia e catturando tartarughe marine. Abbiamo mangiato
sempre bene, durante questo viaggio. Stiamo adesso provvedendo
al carenaggio della Giralda, il che significa che con robuste funi legate all'albero
la facciamo prima inclinare su un fianco e poi sull'altro, in modo
da poterne liberare la carena dai crostacei che la infestano, alcuni grandi
come la mano di un uomo, e togliere via le alghe che ne pendono come
capelli ondeggianti. Gli uni e le altre la rallentano moltissimo e vecchi
marinai mi dicono che, se si permette loro di crescere e moltiplicarsi,
viene un brutto giorno in cui la nave resta immobilizzata.
Pi volte ho potuto compiere lunghe passeggiate con la senorita Ins e
abbiamo passato momenti felici all'estremit della baia osservando insieme
i pesci e le tartarughe; mi sono convinto che nutra un certo interesse
per me.
Un pomeriggio, mentre ero al lavoro, intento a grattare la chiglia per
poterla poi rivestire con le lamine metalliche che abbiamo trovato nella
stiva, ho visto Ins camminare lungo la riva senza la solita scorta della
madre e del prete; continuando a seguire con lo sguardo la fanciulla di
cui ormai mi sono innamorato, ho visto uno dei nostri, un mascalzone
grande e grosso, dall'osceno linguaggio, tale Quinton, mettersi alle sue
calcagna; Ins  scomparsa alla mia vista ma poco dopo l'ho udita gridare.
Mi sono precipitato in suo aiuto e, senza la minima esitazione, ho impugnato
la pistola e ho steso Quinton, che le stava addosso. Il rumore dello
sparo ha richiamato la senora Ledesma e Baltazar che hanno trasportato
la fanciulla svenuta nella tenda in cui alloggiano durante il carenaggio.
C' stata una riunione dell'equipaggio perch uno dei suoi componenti
era stato ucciso e sono stato prontamente assolto, ma mio zio ne ha approfittato
per darmi una lavata di capo: Non dovresti sprecare una palla
per uccidere un inglese che aggredisce una spagnola. Conservala piuttosto
per ammazzare uno spagnolo che affronta un inglese.
Mentre la ciurma era radunata, qualcuno si  ricordato della tradizione
secondo cui i bucanieri hanno sempre eletto i loro capitani e subito molti
si sono lamentati del modo in cui McFee si era comportato in varie occasioni;
il primo ad aver parlato ha proposto una mozione, neanche fossimo
al parlamento. Propongo di eleggere un nuovo capitano, ha detto, cos
in quattro e quattr'otto McFee  stato deposto e in sua vece  stato messo
un marinaio che ciancia molto ma fa poco.
Luned 14 settembre. Il nostro nuovo capitano ha preso la grande decisione:
torneremo a casa via Cina, India e capo di Buona Speranza; pertanto
siamo giunti fino a 34 gradi e 7 primi di latitudine sud, a un'isola chiamata
Juan Fernndez, e nella sua baia principale resteremo questa notte. Per
me, che aspiro a diventare un abile navigatore, la sosta  stata un vero regalo
perch in cielo per la prima volta ho visto quegli ammassi di stelle
che i marinai chiamano nubi di Magellano, perch questi  stato il
primo uomo civilizzato ad avvistarle. Sono bellissime, ma mastro Rodrigo
ha commentato: Splendide, certo, ma non valgono nulla a paragone
della nostra stella polare che ci dice dove ci troviamo. Poi mi ha mostrato
come, servendosi della Croce del Sud che nulla ha da invidiare in
fatto di bellezza a qualsiasi costellazione dei nostri mari settentrionali, un
navigatore possa farne un sostituto della stella polare.
Andatosene mastro Rodrigo, mi sono sentito prendere la mano. Era la
senorita Ins, venuta anche lei a vedere le nubi di Magellano, che mi ha
sussurrato: Ned, sono felice di essere con voi. Prima di renderci conto
esattamente di quello che facevamo, ci siamo baciati, ed  stato un bacio
assai pi piacevole di quelli che avevo conosciuto a Port Royal. Siamo rimasti
cos per quasi un'ora, guardando le nubi di Magellano e baciandoci,
finch la senora Ledesma e Baltazar non sono venuti a cercare la loro pupilla
e se la sono portata via. Poi Baltazar  tornato accanto a me a contemplare
le stelle e abbiamo trascorso gran parte della notte conversando:
lui mi ha raccontato della sua infanzia ad Arvalo dicendomi poi che in
vita sua aveva visto una decina di matrimoni tra coppie mal assortite e
spiegandomi come fossero andati male e alcuni addirittura finiti in tragedia;
infine ha commentato: Una bella ragazza cattolica come Ins, di famiglia
nobile, pu sposare soltanto un giovane di famiglia altrettanto altolocata,
anch'egli cattolico. Quanto a voi, che siete eretico, non se ne
parla neppure.
Mercoled 30 settembre. Durante la lunga permanenza a Juan
Fernndez, l'equipaggio si  stancato degli ordini insensati impartiti dal nuovo
capitano e molti hanno avanzato critiche sulla sua decisione di riportarci
a casa via Cina; alla fine  stato deposto e rieletto il nostro vecchio capitano,
il signor McFee. La cosa non mi piace. Marinai che si rispettino non
dovrebbero andare in giro deponendo e rieleggendo capitani. L'usanza
inglese  senza dubbio migliore: si nomina un capitano che resta tale finch
la nave non affonda. Ovviamente, se va a picco con essa, come ci si
aspetta che faccia un valoroso capitano, la questione  liquidata.
La prima decisione di capitan McFee non  stata certo felice. Con la
nostra approvazione ha preferito non proseguire la rotta per il mare del
Sud, ma fare vela per capo Horn e di l tornare a casa. Tuttavia,  salpato
da Juan Fernndez con tanta rapidit, che ci  mancato il tempo di cercare
a riva tutti i membri dell'equipaggio che vi si trovavano ancora ed
eravamo in altomare gi da ore, quand'ecco arrivare mio zio gridando:
Torniamo indietro! David, il mosquito,  ancora a riva! Ma capitan Mc-
Fee non ha voluto intendere ragioni e ha tagliato corto dicendo: Abbiamo
ormai fatto troppa strada. Perci abbiamo continuato alla volta
dello stretto di Magellano. Ho trascorso molte ore chiedendomi che cosa
ne sarebbe stato di David e ho pianto sulla sua sorte(3).
 stato un giorno memorabile: abbiamo avvistato una nave spagnola
diretta a nord e abbiamo deciso di darle la caccia, anche se molti di noi,
me compreso, trovavano da ridire perch un veliero cos a sud non poteva
portare a bordo n oro n argento, ma capitan McFee ha affermato:
Un marinaio che compia un lungo viaggio non ha mai abbastanza cibo e
polvere. Perci abbiamo dato l'arrembaggio, ucciso nove dei loro uomini
senza perderne uno solo, trafugato dalla nave tutto quello che valeva
la pena di essere preso e le abbiamo dato fuoco risparmiando le scialuppe.
Vi abbiamo imbarcato i prigionieri spagnoli gi in nostre mani e
tutti i superstiti della nave, ne abbiamo abbattuto gli alberi e le abbiamo
spedite in direzione della terraferma, secondo i miei calcoli molto distante.
Ho chiesto a mio zio: Pensi che raggiungeranno la riva? E lui:
Spero di no.
Marted 13 ottobre. Giorno dopo giorno, la noia  totale mentre proseguiamo
verso capo Horn. Non ci sono pesci da pescare, n uccelli da seguire
o navi spagnole cui dare la caccia. Questi devono essere i mari pi
solitari del mondo. Ma oggi il tedio  cessato quando mastro Rodrigo mi
ha sfidato a una prova: Insomma, muchacho, vediamo se sei davvero un
navigatore e se sai fare il punto esatto. Mi ha dato un pezzo di carta, lui
ne ha preso un altro e mi ha detto:  circa mezzogiorno, calcoleremo la
posizione del sole e, l'uno all'insaputa dell'altro, scriveremo le nostre latitudini
su questi fogli di carta e poi le metteremo a confronto. Ho calcolato
una latitudine di 39 gradi e 40 primi sud e l'ho scritta sul mio foglio. Lo stesso ha
fatto lui e poi abbiamo paragonato i risultati: c'era una differenza di soli
dodici minuti primi. Muchacho, mi ha detto mastro Rodrigo, sei un navigatore
in erba. Ti ci vorranno altri nove anni per diventare perfetto.
Gli ho chiesto allora perch, mentre potevamo stabilire con tanta precisione
la posizione a nord e a sud, non potevamo fare lo stesso a est e a
ovest, e lui mi ha spiegato che, per quanto riguarda la latitudine disponiamo
di segni fissi, il sole a mezzogiorno e la stella polare di notte. Ma
per l'est e l'ovest mancano indicazioni simili, quindi per quanto riguarda
la longitudine non resta che indovinarla. Ha trascorso pi di un'ora rivelandomi
i segreti cui fanno ricorso i navigatori esperti per stabilire
il punto: Supponiamo che io sappia dove si trova Cadice al momento di
far vela e che conosca la velocit della mia nave e in quale direzione procede.
Al termine di ventiquattro ore possiamo indovinare con una certa
esattezza dove ci troviamo e a questo punto compiamo nuovi calcoli, relativi
alla marea, al vento, alla deriva, alla velocit supposta, e ventiquattro
ore dopo cerchiamo di indovinare ancora dove ci troviamo. E cos via,
fino a determinare la nostra rotta attorno al mondo. In questo momento,
siccome possediamo carte e sappiamo quel che stiamo facendo, direi che
siamo a circa 69 gradi di longitudine ovest rispetto a Cadice. Quindi ha aggrottato
la fronte e ha aggiunto:  davvero seccante non disporre di sistemi
affidabili. Ma forse qualcuno inventer una catena da trascinare in
acqua, stabilendo le miglia percorse, oppure qualche altro valido sistema.
Procedendo insieme ad abili congetture circa correnti e venti, discutendo
se le nostre mappe erano affidabili o meno, abbiamo calcolato
che in una di queste tediose giornate percorriamo anche novanta miglia,
pari a circa quattro miglia inglesi all'ora, e che certi giorni ne percorriamo
oltre un centinaio, mentre in altri, quando i venti sono contrari,
solo venti o forse meno.
Sabato 21 novembre. 56 gradi e 10 primi sud. Mastro Rodrigo non ha mai attraversato
lo stretto di Magellano che unisce il mare del sud del Pacifico con
l'oceano Atlantico. Siccome pesanti nuvole ci avvolgono fin quasi dal momento
in cui abbiamo catturato la nostra ultima nave spagnola, a bordo
nessuno sa esattamente dove stiamo andando. Parecchi marinai mi hanno
detto: Per fortuna che sai adoperare quell'astrolabio, altrimenti saremmo
del tutto sperduti. Se i miei calcoli sono esatti e le nostre mappe
non mentono, ma pu darsi che non siano attendibili, abbiamo mancato
completamente lo stretto di Magellano e stiamo dirigendoci verso il Polo
Sud. Domani mastro Rodrigo e io consiglieremo a capitan McFee di puntare
verso nord, perch sono ormai convinto che abbiamo doppiato capo
Horn e che siamo nell'Atlantico, ma non ho una gran buona opinione dei
bucanieri miei compagni che non sanno neppure distinguere un oceano
dall'altro.
Domenica 29 novembre. Giorno di miracoli! Ho calcolato che dovremmo
essere circa a 52 gradi e 10 primi sud e che le nuvole che sto tenendo d'occhio
da due giorni a nordest devono coprire qualche isola non indicata
sulle nostre mappe. Ne ho parlato con capitan McFee, proponendogli di
far vela in quella direzione, ma lui ha replicato: Va' al diavolo. Non sar
certo un ragazzo a dirmi dove devo dirigermi. E si  rifiutato di farlo. A
questo punto i marinai, raccoltisi in assemblea, hanno votato di deporlo
una seconda volta, sostenendo: Ha mancato lo stretto di Magellano e
l'intera estremit meridionale del Sudamerica. La loro arroganza mascherava
a fatica la paura di essere sperduti in un oceano ignoto.
Per qualche minuto siamo stati senza capitano, poi  accaduto il miracolo
perch mio zio ha gridato ad alta voce: Le isole! Proprio l dove il
ragazzo ha detto che dovevano essere!(4) Gli uomini hanno applaudito e
mi hanno eletto loro capitano, con un preciso incarico: Portaci a casa, figliolo.
Ed eccomi qui, all'et di vent'anni, anzi quasi ventuno, al comando del
galeone spagnolo divenuto la nave da guerra inglese Giralda, con una
ciurma di quarantun inglesi provati in battaglia, nove marinai spagnoli
che hanno scelto di restare con noi e diciassette schiavi, quattordici indiani,
Mompox, mastro Rodrigo, Baltazar e le due Ledesma, nonch un
pesante carico di lingotti d'argento.
Dove siamo? So soltanto che siamo giunti in Atlantico e che Port Royal,
il nostro rifugio, si trova a seimilasettecento miglia a nord, sempre
che le mappe di cui ci siamo impadroniti siano esatte. Devo supporre che
prima o poi ci imbatteremo in qualche grande nave da guerra spagnola in
grado di avere la meglio su di noi, cosa che vorrei evitare. Nelle poche
ore da che ho assunto il comando, non ho pensato alla facilit con cui abbiamo
catturato piccoli vascelli spagnoli, ma a come ce la siamo svignata
di fronte alle navi spagnole in tante occasioni, a come i loro soldati, presenti
in buon numero, ce le hanno suonate al porto dell'argento; ho deciso
che, per essere un bucaniere degno di rispetto, un uomo non pu essere
un imbecille.
Sabato 12 dicembre. 34 gradi e 40 primi sud al largo della costa di Buenos Aires; si
 verificato un evento del tutto nuovo. Ormai possiamo dire che l'adorabile
senorita Ins e io filiamo in perfetto amore. Lei si  rivelata abilissima
nello sfuggire alla sorveglianza della madre e del prete, e l'altra sera
siamo rimasti soli per quasi tre ore; quando se n' andata mi ha sussurrato:
Ned, in cuor mio penso che alla fine di questo viaggio ci sposeremo.
Io le ho risposto che era il mio pi vivo desiderio.
Ma a mezzogiorno, a tavola ho chiesto: Dov' la senorita Ins? E sua
madre: Chiusa a chiave nella sua cabina. Quindi il prete ha aggiunto
che di guardia all'uscio era nientemeno che mio zio. Sono corso da lui ma
non sono riuscito a sloggiarlo, spalleggiato com'era dal prete e dalla senora
Ledesma; per il mio bene, ha detto, e perch un inglese con sangue
dei Tatum nelle vene non pu certo sposare una spagnola.
Ma la notte scorsa Ins  evasa mentre a vigilarla era Baltazar,  corsa
nella cabina dove stavo dormendo e ha sbarrato l'uscio dall'interno. Mi si
 gettata tra le braccia esclamando: Ned, non posso vivere senza di te...
cos coraggioso... capitano della tua nave... tanto amato. E, facendo piovere
baci sulle mie labbra tremanti, ha continuato a sussurrare: Ci sposeremo.
In quella la senora Ledesma e Baltazar sono intervenuti, implorando
Ins di aprire l'uscio e di comportarsi come si conveniva a
una giovane signora spagnola, ma lei si  rifiutata gridando pi volte: Non
aprir finch non acconsentirete che Ned e io ci si muova a nostro piacimento
per questa nave. Mi  parso che ne sarebbe venuto fuori un
grosso scandalo, con l'equipaggio al corrente di tutto e perci mi chiedevo
quali ne sarebbero state le conseguenze.
Ma l'interrogativo  passato decisamente in secondo piano alla luce di
quello che  accaduto poi, perch alle prime luci dell'alba ho udito mio
zio gridare: Nave spagnola! All'assalto! Mi  parso alquanto ridicolo essere
rinchiuso nella mia cabina, prigioniero di una ragazza spagnola, mentre
la nave che avrei dovuto comandare puntava contro un nemico che
forse era ben armato. Ho tentato di uscire, ma Ins si  frapposta tra me e
l'uscio e non mi  rimasto che attendere, stringendola tra le braccia, il fragore
delle armi che si sarebbe levato quando i marinai della Giralda avessero
tentato l'arrembaggio della nave spagnola in fuga.
Sono state due ore spaventose, sequestrato in quella cabina dalla ragazza
che amo. Ho udito l'urto delle due navi, il rapido calpestio sul
ponte, il rumore metallico delle spade che proveniva da lontano, dunque
dal ponte dell'altra nave e infine le grida di vittoria. Solo allora Ins mi
ha lasciato andare.
Quando sono giunto sul ponte ho trovato che Will era sul punto di far
percorrere la passerella a undici prigionieri spagnoli gravati di catene, per
gettarli in mare verso una morte certa. No! ho gridato. Imbarcateli su
una scialuppa, o meglio ancora che abbiano la loro nave con gli alberi tagliati.
Mi hanno risposto che non ero pi il loro capitano perch ero rimasto
nascosto nella cabina durante lo scontro, c'era stata una velocissima assemblea,
io ero stato deposto dal comando e McFee era stato rieletto al
mio posto.
Ma in un certo senso ne sono stato contento perch il primo ordine
impartito da McFee  stato: Smettetela di spingere i prigionieri sulla
passerella! Dal momento che era loro superiore, agli uomini non  restato
che obbedirgli. Ha poi comandato che la nave catturata fosse privata
di tutto quanto ci poteva occorrere per l'ultima tappa verso Port
Royal, soprattutto i barili di acqua fresca e le cibarie, oltre alla polvere e
alle munizioni.
Poi gli alberi sono stati segati a livello del ponte e agli spagnoli sconfitti
 stato concesso di ritornare sulla loro nave e far rotta verso la terraferma,
mentre i nostri uomini sparavano a salve per far loro fretta.
Ero stato capitano per quindici giorni, durante i quali avevo condotto
la nave da 56 gradi a 34 gradi sud, e durante quel periodo avevamo catturato senza
perdite quel vascello spagnolo e io avevo ricevuto una proposta di matrimonio
dalla pi splendida ragazza spagnola che fosse mai esistita. Molti
capitani bucanieri ci mettono assai pi tempo per ottenere risultati minori.
Ma in seguito ai nuovi cambiamenti non mi  pi permesso di prendere
i pasti con le Ledesma e il prete, per cui devo trovare un espediente per
rivedere la ragazza che amo.
Venerd 25 dicembre. Molto al largo della costa, a 22 gradi e 53 primi sud, di fronte
a Rio de Janeiro in Brasile. Questo pomeriggio, il rancore che nutrivo nei
confronti di Baltazar  sfumato perch, quando l'intero equipaggio si 
raccolto sul ponte di poppa (era una bella giornata di primavera) per la
funzione a celebrazione della nascita di Nostro Signore Ges Cristo,
quell'alto, scuro prete, ha proposto: Facciamo in modo che ci sia armonia
in questo giorno benedetto. Io ho pregato in spagnolo e secondo il
rito cattolico per i miei compatrioti, voi pregate in inglese secondo quello
protestante per i vostri. Con mia grande sorpresa mi ha messo in mano
la sua Bibbia spagnola; mi sono sentito cos commosso che per un istante
non sono riuscito a spiccicare parola ma all'esortazione di mio zio, forza
ragazzo, dalle mie labbra  uscito un torrente di parole. Ho ringraziato
Dio di tutto quanto di buono era accaduto e per tutti i miei compagni di
viaggio. Siccome poi mi era impossibile chiudere la preghiera senza un
accenno alla fanciulla che adesso amo, ho aggiunto che ringraziavo il Signore
per avermi fatto conoscere in quel lungo viaggio una giovane
donna benedetta il cui coraggio mai era venuto meno nei giorni del pericolo
e che mai aveva cessato di suscitare in noi tutti buoni sentimenti. 
stata uno dei nostri migliori marinai, per cui, Signore, proteggila ovunque
il viaggio la porti.
A quelle parole, Ins si  staccata da sua madre ed  venuta a mettersi
accanto a me e nessuno ha tentato di allontanarla.
Venerd 29 gennaio. Giorno di vittoria, giorno di disperazione! Da
qualche tempo capitan McFee, zio Will, Baltazar e io abbiamo discusso
su come consegnare le Ledesma e i nostri prigionieri in mani spagnole e
come entrare in possesso di un riscatto, sempre che ci si possa riuscire.
Nessuno, neppure mio zio, vuole ucciderli o far loro del male, ma penetrare
in Cartagena con loro a bordo sarebbe troppo rischioso. E i prigionieri
non vogliono che li sbarchiamo a Port Royal dove non avrebbero
nessuna certezza di tornare a Cartagena e alle famiglie che li attendono.
Capitan McFee e mio zio sono decisi a liberarsene al pi presto perch
continuare a tenerli con noi pu causare troppi problemi ma, siccome
non sanno come fare, hanno lasciato a Baltazar e a me il compito di elaborare
un piano e io ho chiesto al prete se permetteva che Mompox si
unisse a noi; lui ha accettato, aggiungendo per che avrebbe gradito l'assistenza
di mastro Rodrigo e io ho accondisceso.
Quando siamo stati tutti riuniti, il prete ha esordito con tono grave: 
una questione di vita o di morte. Un errore, e possiamo perdere tutti la
vita, quindi cerchiamo di arrivare alle giuste conclusioni.
Mompox ha detto, con straordinaria chiarezza: Visto il colore della
mia pelle, non devo andare dove uomini di cattiva volont
possono rifarmi schiavo, quindi non Cartagena, non Barbados, non la Giamaica e
non le colonie sudamericane. La sua proposta era di caricarlo a bordo di
una nave mercantile diretta a Boston e abbiamo accondisceso a farlo, se
fosse stato possibile.
Poi Baltazar ha chiesto come far rientrare le Ledesma a Cartagena e io
sono insorto: Ins resta con me! Lui, con quella sua voce grave che mi
incute sempre rispetto, ha replicato: Figliolo, il viaggio sta ormai per finire.
La nave giunge al porto e una nuova vita comincia, vita di onore e
dignit, perch in questo viaggio hai riportato grandi trionfi e vita di
amori adeguati. Credimi, lei  destinata al suo porto, tu al tuo.  questa
la soluzione migliore.
Mastro Rodrigo ha aggiunto che, superata l'isola di Trinidad, conveniva
far vela lungo il Main finch non avessimo incontrato una nave spagnola.
Segnaliamo le nostre intenzioni pacifiche, ci incontriamo e noi
spagnoli ci trasferiamo sull'altro legno.
Come possiamo inviare un segnale del genere? ho chiesto. E
Baltazar: Non lo so, ma dobbiamo farlo.
Quando abbiamo radunato l'equipaggio per illustrare le tattiche da noi
elaborate, sia gli spagnoli sia gli inglesi si sono resi subito conto del pericolo.
Capitan McFee ha commentato: Quelli penseranno che siamo pirati
e cercheranno di fuggire. Se noi li inseguiamo, ci apriranno il fuoco
contro e allora, per Dio, noi li coleremo a picco.
Io non mi fido delle navi spagnole, ha ruggito Will e molti degli uomini
gli hanno dato ragione, ma mastro Rodrigo ha replicato che non
c'era altro modo, e mio zio allora, a malincuore: Ci proveremo, ma io e i
miei uomini avremo i cannoni puntati contro di loro in ogni istante. Mastro
Rodrigo ha concluso: Sono certo che anche i loro cannoni saranno
puntati contro di noi. Nel frattempo, prepariamo due grandi bandiere
bianche, grandissime, con la parola PAX dipinta a lettere azzurre su entrambe.
Abbiamo continuato a costeggiare la sponda nord di Trinidad e cinque
giorni dopo siamo passati al largo delle grandi saline di Cuman. Poi, stamani,
quando avevamo quasi rinunciato alla speranza di incontrare una
nave spagnola, ne abbiamo avvistata una, e quello che  accaduto allora 
stato tutto da ridere.
Gli spagnoli hanno deciso che eravamo bucanieri e che intendevamo
abbordarli e se la sono svignata, mentre noi, con le nostre due bandiere
sventolanti, li inseguivamo. La distanza tra le nostre imbarcazioni non diminuiva,
ma a questo punto capitan McFee ha compiuto un'abile manovra,
riuscendo a mettere la Giralda proprio sulla rotta della nave spagnola
che ha dovuto rallentare la corsa. Poi ha ordinato di calare in mare una
scialuppa, sulla quale siamo saliti mio zio e io oltre a mastro Rodrigo e a
Baltazar e, inalberando un'altra bandiera bianca, ci siamo avviati verso gli
spagnoli sbalorditi. Mastro Rodrigo ha gridato a voce spiegata: Abbiamo
prigionieri spagnoli da far rientrare a Cartagena. Baltazar, a sua volta, ha
lanciato un'informazione ancora pi precisa: Abbiamo a bordo la moglie
e la figlia del governatore Ledesma. Io sono il loro prete, padre Baltazar.
I due messaggi, soprattutto l'ultimo, hanno avuto un effetto esplosivo:
due scialuppe sono state subito calate e il capitano spagnolo in persona,
sotto la protezione di bandiere bianche e accompagnato da tre ufficiali, 
corso alla nostra nave dove abbiamo assistito a una scena decisamente
straordinaria. Il capitano, come ha visto la signora Ledesma e sua figlia, 
corso alla loro volta, ha messo un ginocchio a terra e, baciando la mano
di quella che poi  risultata essere sua madre, ha detto ad alta voce: Vi
saluto, contessa di Cartagena! Alla sorpresa della madre di Ins gli altri
ufficiali le hanno comunicato la buona notizia: S, il re ha nominato vostro
marito conte di Cartagena.
 stato a questo punto che  cominciata la mia disperazione, perch
era evidente che sia gli spagnoli sia gli inglesi non vedevano l'ora di trasferire
i prigionieri da una nave all'altra e mentre le prime scialuppe se ne
andavano, cariche di marinai e prigionieri comuni, i quattro prigionieri
importanti, Rodrigo, Baltazar e le due Ledesma, ora moglie e figlia di un
conte, si apprestavano a lasciarci. Mompox e io abbiamo accompagnato le
signore allo scalandrone, ma a questo punto mi sono sentito stringere il
cuore dall'angoscia e quando Ins mi ha dato il bacio d'addio mi sono
detto: No, non posso lasciarla andare via. Ma Baltazar mi ha posato un
braccio attorno alle spalle e, tiratomi da parte, mi ha mormorato abbracciandomi:
Ricordati, ragazzo, che tutte le navi hanno un proprio porto
al quale giungere. La nostra va a ovest, la tua va a est.
La partenza, per, non  stata affatto tranquilla perch, con grande sorpresa
degli spagnoli, Ins si  rifiutata di abbandonare la Giralda e, tenendo
le braccia conserte, ha proclamato a voce alta e chiara: Noi due ci
amiamo. Dio ha deciso che fossimo marito e moglie e voi non potete separarci.
Il capitano della nave spagnola ha replicato con tono solenne:
Senorita Ins, voi siete la figlia di un conte. Voi rappresentate l'onore
della Spagna e quindi dovete...
 intervenuta anche sua madre: Sei una sciocca ragazza testarda.
Come puoi affermare...?
Ma  stato Baltazar che ha trovato le parole giuste: Dolce fanciulla,
tutto  splendido in primavera quando i fiori sbocciano. Ma il vero significato
dell'albero si rivela pi tardi, quando  carico di frutti, come Dio
ha prescritto. Voi avete avuto una meravigliosa introduzione all'amore,
ma gli anni importanti nella vita di una donna non sono ancora giunti.
Date un bacio d'addio a questo giovanotto e facciamo vela verso quegli
altri, migliori anni.
Mi sono morso le labbra, giurando che non avrei permesso che le lacrime
mi offuscassero la vista, ma a questo punto zio Will  intervenuto
gridando: E il denaro del riscatto? Altri marinai gli hanno fatto eco;
una rivolta avrebbe potuto rovinare tutto perch il capitano spagnolo ha
gridato a sua volta in un inglese incerto: No! No! Riscatto per nessuno.
Ancora una volta per Baltazar ha preso in mano la situazione: Questi
inglesi ci hanno catturati, ha detto, avrebbero potuto ucciderci, spararci,
annegarci. Li ho informati che queste due belle signore appartenevano
a un'importante famiglia che sarebbe stata pronta a pagare un riscatto
se fossero tornate sane e salve. Non saprei dire che cosa  stato a indurre
questi uomini a salvarci la vita, la mia e quella di mastro Rodrigo
comprese, ma mi piace pensare che sia stata la carit cristiana. Se invece 
stata brama di denaro, posso assicurarvi che se lo sono guadagnato. Noi
siamo qui, tutti quanti, sani e salvi. Capitano, se avete del denaro a
bordo, esso spetta a questi uomini. Mentre si levava qualche mormorio
di protesta, ha aggiunto: Il capitano McFee e io verremo sulla vostra
nave e prenderemo quello che avete a bordo. Come  ovvio, alcuni di
noi li hanno accompagnati, armati fino ai denti, ed  stata raccolta una
somma davvero stupefacente. Quando l'abbiamo riportata alla Giralda, il
prete l'ha consegnata agli inglesi dicendo solo: Un debito d'onore. Cos
lo scambio  stato concluso; donne contro argento.
Avrei voluto accompagnare Ins alla sua nave, ma non  stato possibile
perch lei ha preso posto su una delle scialuppe spagnole. Come  giunta
a bordo, ha avuto tanto da fare che non le  rimasto neppure il tempo di
salutarmi con la mano e lentamente le nostre due navi si sono distaccate.
Poi, all'improvviso, una delle scialuppe spagnole  tornata in fretta
verso la Giralda e voci hanno gridato, in spagnolo e in inglese: Sefior
Ned! Mister Ned! Quando mi sono precipitato al parapetto, il giovane
ufficiale che un istante prima avevo visto porgere a Ins un mantello ha
gridato: La senorita dice che questo  un regalo per voi. Mi ha porto il
prezioso sestante di legno di pero e avorio, propriet di mastro Rodrigo,
al quale era legato un biglietto che diceva: PARA EDUARDO, MI QUERIDO
NAVEGANTE QUE NOS TRAJA A CASA.
Domenica 21 gennaio. L'ultimo giorno, mentre ero tutto preso dal distacco
dalla mia Ins, capitan McFee aveva avuto importanti notizie dal
capitano spagnolo. Tra Spagna e Inghilterra era stata sottoscritta ufficialmente
la pace, e il re d'Inghilterra, per rendere felici i suoi cugini spagnoli,
come adesso li chiamava, aveva ordinato che tutti i pirati, inglesi o
meno che fossero, soprattutto quelli che battevano i Caraibi, fossero impiccati.
Ce n'erano parecchi che danzavano in aria a Port Royal, per cui
tenete gli occhi aperti, aveva concluso il capitano. Un avvertimento che
era stato un atto di cortesia e di ringraziamento perch avevamo trattato
cos bene i prigionieri spagnoli.
Non ci  voluta dunque una lunga riflessione per decidere che non ci
conveniva far rotta verso nordovest, in direzione di Port Royal, ma piuttosto
a est, verso Barbados; quando capitan McFee l'ha saputo ha detto
che lui quelle acque non le conosceva, allora i bucanieri mi hanno rieletto
capitano perch  risaputo che io sono nativo di quell'isola. Per altri nove
giorni sono stato al comando della Giralda.
 stato bello tornare a casa e trovare, nel porto, una nave proveniente
dalla colonia inglese del Massachusetts che avrebbe potuto riportare il
mio fedele amico Mompox, spagnolo-indiano-negro, a Boston e alla libert.
A questo punto abbiamo potuto attraccare al molo e presentare i documenti
ufficiali, da cui risultava che il re ci aveva autorizzati a difendere i
suoi interessi in mare. Ci  stato allora chiesto se ci eravamo comportati
come si deve e non da pirati, allora ho esibito la lettera rilasciataci dal capitano
spagnolo in cui si certificava che gli ufficiali e l'equipaggio del galeone
spagnolo catturato, Giralda, hanno agito da veri gentiluomini nei
confronti delle donne del conte di Cartagena durante un lungo viaggio
per mare. Cos siamo stati doppiamente preservati dall'impiccagione.
Venerd 26 gennaio 1672. Il nostro viaggio  ufficialmente concluso, ma
ci  voluto tutto il giorno perch i funzionari del re stabilissero la percentuale
di loro spettanza del denaro che avevamo a bordo e parecchie ore
per dividere tra i nostri uomini il resto. Il bottino  stato suddiviso in cinquantasei
pile uguali, che abbiamo distribuito come segue: a capitan Mc-
Fee tre pile per il suo comando, due al primo uomo che ha preso il suo
posto, due a me per aver portato la nave oltre capo Horn e verso Barbados.
Ai trentotto marinai una pila ciascuno, ai quattordici indiani mezza
pila ciascuno per il loro fedele aiuto, ai sedici schiavi un quarto di pila
ciascuno: in tal modo si sono trovati ad avere abbastanza denaro per comprarsi
la libert e se ne sono andati tutti felici.
Cos siamo tornati a Bridgetown, io ho perduto Ins ma, come mi ha
ricordato zio Will, possiedo abbastanza oro spagnolo da sanare le mie ferite.
Qui metto termine al Giornale di bordo di un bucaniere.
Ned Pennyfeather
QUANDO WILL SI RESE CONTO dello stato di prostrazione in cui era sprofondato
suo nipote per aver perduto Ins, cerc di riscuoterlo dicendo:
Hai comandato una nave e saprai di sicuro comandare i tuoi sentimenti.
Ned replic: Non riesco a dimenticarla. Will allora: Faresti meglio a
ricordarla. Ins  in un'altra parte del mondo. Ned continu ad aver l'aria
di un cane bastonato, restandosene chiuso nella stanzetta che suo zio
aveva preso in affitto a Bridgetown.
Per distrarlo, Will propose una mossa audace: una visita a Sir Isaac. Un
mattino, perci, si diressero a piedi, privi com'erano di cavalli, alla volta
di Saltonstall Manor, ora pi splendida che mai, con il viale fiancheggiato
da giovani alberi e siepi di croton.
Senza attendere che gli schiavi, subito accorsi, informassero il padrone
del loro arrivo, Will entr in casa muggendo: Isaac, vieni fuori!
Quando sia Sir Isaac sia sua moglie comparvero, abbozz un inchino e annunci:
Siamo tornati.
Con tono gelido, Clarissa replic: Lo abbiamo saputo. Vi siete dedicati
alla pirateria, ci hanno detto. Siccome n lei n il marito avevano
l'aria di voler dare il benvenuto ai parenti, Will chiese: Non ci chiedete
di accomodarci? Sia pure a malincuore vennero invitati a farlo e uno
schiavo fu incaricato di portare dei rinfreschi.
Fu una visita quanto mai imbarazzante e, prima ancora che venisse servita
la prima tazza di t, risult evidente che Sir Isaac si chiedeva come liberarsi
di quegli scomodi parenti. Con aria di distacco domand loro:
Che cosa vi proponete di fare adesso a Barbados? Will, allungando la
mano verso la tazza, rispose: Ci stiamo guardando un po' attorno. Potresti
passarmi uno di quei dolcetti? Ned pens allora che stesse facendo di
tutto perch zio Isaac perdesse le staffe, ma il proprietario della piantagione
non abbocc all'amo. Rivolto a Ned chiese, come se parlasse da
una grande distanza: E tu, che cosa cerchi? Ci sono parecchie piantagioni
che cercano dei sovrintendenti, ma penso che non vorrai riprovarci,
vero?
Adesso che la mamma se n' andata...
 morta poco dopo che sei partito. Lady Clarissa e io siamo stati al funerale.
Ti ringrazio.
Ti ha lasciato in eredit una piccola somma. Il signor Clapton, il banchiere,
l'ha in deposito presso di s e la somma sta crescendo, ci ha detto.
Un uomo rispettabile, Clapton.
Sono lieto di saperlo. Pensavo di prendere dimora qui a Bridgetown.
Ne ho avuto abbastanza di oceani. Will, dopo aver riflettuto un attimo,
aggiunse con tono solenne: Il ragazzo  stato pilota di una grande nave a
diciannove anni, capitano a venti e ha combattuto contro gli spagnoli.
C' giunta notizia, s'intromise Clarissa, che quelli che continuano
adesso a combattere contro gli spagnoli devono essere impiccati. Nuove
regole per tempi nuovi.
Cos fin quel gelido incontro, ma tornati che furono a casa Will disse:
Ned, dobbiamo pensare seriamente al nostro futuro. Sugger di attingere
al denaro che avevano guadagnato per noleggiare due cavalli con i
quali attraversare l'isola in direzione est, alla volta della sponda atlantica,
dove lui conosceva un certo Frakes, un marinaio, gli disse, in possesso di
un tesoro del tutto straordinario.
Fu un viaggio che Ned non avrebbe mai dimenticato, perch lo condusse
in zone di Barbados che non aveva mai visto prima: belle colline
dalla cui sommit la vista spaziava su campi senza fine, vallette piene di
fiori e gruppi di capanne in cui vivevano gli schiavi che rendevano possibile
la prosperit dell'isola. Ned si rese conto che non avrebbe mai pi
desiderato andarsene da Barbados: il bucaniere era diventato un colono.
Continuava tuttavia a non avere idea di che cosa possedesse di tanto
straordinario quel vecchio marinaio, Frakes. Nel frattempo erano giunti
alla riva dell'Atlantico, un selvaggio oceano le cui onde si infrangevano
su una spiaggia desolata, completamente diversa da quelle ben pi dolci
del versante caribico, irta com'era di temibili scogli. A poca distanza dall'oceano
sorgeva un rozzo edificio che per era stato costruito con massi
enormi, come si poteva constatare esaminandone la profondit dello
specchio dell'uscio di entrata. Frakes sta qui? chiese Ned e suo zio annu.
Tom Frakes comparve sulla porta: un uomo alto e magro, i capelli e
la barba arruffati, con indosso un paio di calzoni e una camicia cenciosi, il
volto logoro quanto i panni che indossava, perch aveva pochi denti in
bocca, il naso spaccato e gli occhi lacrimosi. Doveva essere pi vicino ai
settanta che ai sessant'anni, ma era difficile dirlo perch era evidente che
aveva condotto una vita dura e che ormai stava per giungerne alla fine.
Riconoscendo in Will un antico compagno di bordo, corse ad abbracciarlo,
invitandolo a entrare. Ma si ferm a mezzo, squadr Ned e chiese:
Chi  il ragazzo? Avendogli Will spiegato che era suo nipote, il vecchio
esclam, facendoli accomodare in casa: Benvenuti due volte.
Ned si aspettava che l'interno dell'abitazione corrispondesse al suo
proprietario, tutto decadenza e rovina. Fu invece una rivelazione: una dimora
pulita con mobili, alcuni dei quali eleganti, ordinatamente disposti
lungo pareti su cui erano appesi dipinti di pregio in costose cornici. Sul
pavimento, due tappeti, probabilmente provenienti dalla Persia o da
qualche altro paese orientale.
Ma  una grotta del tesoro! esclam Ned ammirato. Will spieg:
Frakes recupera i relitti delle navi che naufragano su quegli scogli. Doveva
trattarsi di velieri con carichi preziosi a bordo, perch il vecchio marinaio
possedeva oggetti di grande valore.
Da una stanza interna entr il suo massimo bene, Nancy, la figlia sedicenne
di Frakes, una ragazza dai capelli scuri, sottile come un giunco e
bella come un fiore. Risult allora evidente che, se Will Tatum aveva trascinato
suo nipote in quel viaggio, era stato nella speranza che trovasse
attraente quella figlia delle tempeste e magari la sposasse.
Il vecchio Frakes, ormai con un piede nella fossa, ne sarebbe stato felice, mentre Nancy
tratteneva il fiato perch, abitando quella spiaggia sperduta, gi cominciava
a chiedersi se mai avrebbe incontrato un giovane. Quanto a Ned,
era semplicemente incantato.
La visita dur tre giorni, giornate meravigliose durante le quali Frakes
guid gli ospiti a esplorare relitti, lui e Will scambiandosi ricordi, mentre
Ned e Nancy restavano un po' indietro, chiacchierando. Pi tardi,
quando zio e nipote rimasero soli, il primo confid: Il governo sospetta
che nelle notti di tempesta Frakes illumini la sua casa in modo da far credere
ai capitani che si tratti di un faro. E il mattino dopo ripulisce il relitto.
Quel pomeriggio Frakes, con un gesto che voleva essere
evidentemente un segno di incoraggiamento a Ned, mostr agli ospiti un magazzino
dietro la casa in cui aveva ammassato un multiforme tesoro di tappeti
arrotolati, belle suppellettili, servizi d'argento e un numero infinito
di arnesi e macchinari d'ogni genere, tutti oggetti recuperati dalle navi
che erano finite contro gli scogli a pochi passi da casa sua.
Il giorno dopo, Will sugger che i due giovani facessero un picnic per
conto loro; Nancy port Ned su un'altura dalla quale potevano vedere
l'Atlantico infrangersi tuonando sugli scogli e gli spieg che suo padre
era stato bucaniere con Will Tatum, lo aveva udito parlare di Barbados e,
tornato in Inghilterra, in una nebbiosa giornata di novembre aveva chiesto
alla moglie e alla bambina: Che cosa ne direste di Barbados e del
sole? Non aveva avuto bisogno di insistere molto per convincerle.
L'ultimo giorno della loro visita, Will se ne usc a dire:  venuto il
momento di parlare di cose serie. Frakes, tu sei ormai vecchio; hai una
splendida figlia che dovrebbe ormai pensare al matrimonio. Neppure io
sono pi tanto giovane e ho un nipote a cui non dispiacerebbe trovarsi
una compagna. Che cosa ne dicono i nostri ragazzi?
Per qualche istante tutti rimasero a fissare le onde dell'oceano e poi
Nancy, in silenzio, strinse con la sua la mano di Ned ed esclam: Che
bella giornata! Quindi sorprese ulteriormente il giovane dandogli un bacio
ardente.
Adesso che il matrimonio era stato combinato, Nancy si occup di
tutto, facendo mille progetti. Desiderava moltissimo andare a vivere a
Bridgetown e ne parl a lungo con il fidanzato per poi correre dal padre,
baciarlo e dirgli: Oh, pap, ti voglio tanto bene e anche tu devi restare
con noi.
Il vecchio corrug la fronte e replic: S, mi piacerebbe vivere a Bridgetown,
ma il problema  che cosa fare per campare.
Will e Ned decisero di restare ancora un giorno per studiare tutte le
possibilit e alla fine Will se ne usc a dire: Ovunque ho messo piede, a
Port Royal, alla Tortuga, a Lisbona, mi sono reso conto che gli uomini
hanno bisogno di locande e taverne. Luoghi dove chiacchierare, dove apprendere
quali navi sono in partenza e per quale destinazione, per bere
con vecchi amici e rievocare battaglie. Bridgetown sta crescendo e
avrebbe bisogno di un'altra locanda. Un posto come si deve.
Discussero poi del nome da dare alla locanda e Will avvert: Un nome
giusto pu essere decisivo. Gli uomini finiscono per affezionarcisi. Sugger
quelli tanto popolari in Inghilterra: Cavaliere e Testa rotonda o anche
Maiale e Cardo. Nancy propose: I Caraibi. A dire l'ultima parola
fu Ned: Secondo me dovrebbe chiamarsi locanda Giralda. Alle proteste
degli altri replic:  il nome della nave che ho contribuito a catturare,
quella di cui sono stato capitano e che ci ha portati sani e salvi a casa.
Will pens:  quella su cui ha scoperto l'amore con Ins ed  giusto che
un uomo onori un vascello del genere.
I tempi tuttavia erano cambiati perch molti dei piantatori, i pi piccoli
naturalmente, ne avevano abbastanza del dominio di cavalieri come
Oldmixon e Tatum; cos, quando si giunse al dunque, gli isolani scoprirono
che amavano l'onesto Will Tatum con la sua cicatrice e le sue storie
e non potevano soffrire il suo presuntuoso fratello, Sir Isaac.
Al dunque si arriv nel corso di una riunione pubblica; Isaac aveva predetto:
Faremo mettere fuori legge la Giralda come una minaccia pubblica,
cos, privo di quell'ancora a cui aggrapparsi, Will sar costretto ad
andarsene.
Ma gli and male perch oratori imprevisti salirono sul palco scatenando
un tale fuoco di fila contro le meschine sopraffazioni di Isaac e
Clarissa, che gli ascoltatori cominciarono ad applaudire a ogni nuova accusa:
Sir Isaac fu smascherato quale dittatore in pectore e insopportabile
bacchettone. Quando fu chiaro che i suoi piani, quali che fossero stati,
erano andati in fumo, a prendere la parola fu un piccolo coltivatore il
quale disse: Penso che abbiamo scoperto qual era l'intenzione di costui,
e indicando con gesto sprezzante Sir Isaac prosegu: Costui vuole semplicemente
espellere suo fratello da Barbados, come lui e sua moglie
hanno gi fatto molto tempo fa. Vorrei sentire che cosa ne pensa l'interessato
e credo che tutti lo vorrebbero. Sentiamo, Will.
Will, felice che antichi torti venissero riparati, tossicchi per schiarirsi
la voce e poi disse, voltando le spalle al fratello: Quando me ne sono andato
la prima volta da quest'isola, l'ho fatto con questo sfregio in faccia, e
sapete chi me l'ha procurato. Sono stato pirata, ho combattuto contro gli
spagnoli e mi sono trovato a un pelo dall'essere bruciato vivo. Ho fatto il
boscaiolo in Honduras, ho combattuto agli ordini di Sir Henry Morgan a
Panama. Ho doppiato capo Horn e a nessuno credo farebbe piacere di esservi
costretto. Adesso sono rientrato in patria e voi mi chiedete che cosa
pensi di mio fratello. Dopo tante avventure, credete proprio che debba
occuparmi di quello stupido asino? Scoppi un fragoroso applauso e
Will fu riportato di peso alla Giralda da una folla festante, mentre Sir
Isaac e sua moglie se la svignavano con la coda tra le gambe.
Due sere dopo, Will decise che la vittoria degli onesti sui tiranni doveva
essere celebrata e organizz una festa offrendo da bere gratis a
chiunque venisse dal porto. Un'ultima festa per mio nipote e la sua
sposa, la defin. Ned si chiese perch suo zio facesse tanto baccano, intonando
antiche canzoni e raccontando storie strane ma, quando la mezzanotte
fu vicina, Will batt con un bicchiere sul tavolo per richiamare l'attenzione
dei presenti e chiese: Quanti di voi hanno visto quella nave
olandese che stamani ha gettato l'ancora l fuori? Due uomini dissero di
averla vista e Will: Hanno passato la giornata a portare a terra il carico e
domattina faranno vela a ovest, per Port Royal.
Nancy guard il marito, come per chiedere: Che cosa succede? Will
riprese: Quando salper, io sar a bordo. Ho vecchi conti da regolare
con la Spagna. Tutti i presenti vollero sapere che cosa intendesse dire.
Will lo spieg e qualcuno gli chiese allora perch volesse abbandonare la
bella vita che conduceva. Lui rispose con solenne enfasi: Viene un momento
in cui un uomo deve ripensare alle cose che sa far meglio. Poich
Ned e Nancy si rendevano conto che, data la vita violenta cui ambiva ancora
il loro zio, ci probabilmente significava che non l'avrebbero mai
pi rivisto, gli rimasero vicini, mentre lui, nel suo angolo, deliziava marinai
pi giovani con racconti di luoghi lontani. Verso l'alba, Nancy lo ud
dire a un marinaio: Non avrei mai dovuto ritrovarmi con questa cicatrice
in faccia, non la meritavo. Sono stato uno stupido. Se te ne becchi una,
amico mio, e senz'altro ti capiter, fa' in modo che sia per aver tentato
qualcosa di grande.
Il mattino dopo era scomparso.
LA NAVE OLANDESE GETT L'ANCORA a Port Royal dove Will ritrov gli
antichi traffici e l'antica agitazione. Port Royal, in uno splendido mattino
di gennaio, gli apparve una consolazione dopo la britannica noia di Barbados
e Will accarezz l'idea di tornare all'antico mestiere, la cattura di
vascelli, equipaggi e argento spagnolo.
Con sua sorpresa, fu tutt'altro che facile trovare ingaggio su una nave
corsara, nonostante il ben noto coraggio di cui aveva dato prova abbordando
navi spagnole, armato di pistola e spada; ormai erano ben pochi i
corsari che battevano quei mari. Come gli spieg un vecchio marinaio
francese: Henry Morgan  adesso Sir Henry. Vicegovernatore. Vuole
rendere felice il suo re inglese e per questo arresta tutti i pirati.
Will non gli credette e decise di andarlo a trovare. Ma quando si rec
all'ufficio del suo antico compagno di nave, nel cuore della citt spagnola,
si sent dire senza tanti complimenti dal giovane ufficiale di guardia
all'uscio: Sir Henry si rifiuta di ricevere vecchi corsari. Ha un messaggio
per loro: Andatevene a casa e lasciate in pace gli spagnoli.
Tatum non riusciva a capacitarsene e, siccome insisteva a chiedere spiegazioni,
il giovane ufficiale disse: Il nostro re ha promesso al re di Spagna
che a Port Royal non saranno pi ammessi pirati e non ci saranno altri
assalti contro le navi spagnole. E Sir Henry obbedisce al re.
Cos Tatum se ne torn a Port Royal senza aver visto Morgan e finalmente
trov ingaggio su una nave pirata olandese il cui capitano, che non
si sentiva legato ad accordi sottoscritti in Inghilterra, con grande gioia di
Tatum decise di far rotta verso il Main alla ricerca di altre prede spagnole.
Quando, negli anni che seguirono, il capitano riusciva a catturare una
nave del re di Spagna, Tatum era sempre il primo a darle l'assalto e, mentre
i marinai olandesi si contendevano il bottino, infuriava con spada e pistola,
spacciando tutti gli spagnoli che facessero il minimo accenno
di resistenza, finch il capitano olandese non doveva intervenire gridando:
Tatum! Smettila!
Voci della crudelt di Tatum giunsero a Port Royal e ufficiali britannici
avvertirono il vicegovernatore Morgan: Bisogna imporre la disciplina
a quel pazzo scatenato. Se il re di Spagna dovesse protestare con il
nostro sovrano, sarebbero guai.
Cos, un giorno in cui la nave olandese fu avvistata mentre tornava a
Port Royal carica di bottino, il vicegovernatore Morgan, tormentato dal
dolore causato dalla gotta al piede sinistro per il troppo bere, entr zoppicando
nel suo ufficio e borbott questa triste serie di ordini: Intercettate
quella nave. Portatemi quel pazzo di Will Tatum. Quando il vecchio
pirata gli fu condotto davanti disse semplicemente: Tu sei una minaccia
per il re. Sei in ritardo di molti anni.
Will rest sbalordito dall'aspetto del suo antico comandante, con quell'enorme
pancione, la faccia rossa, il piede bendato, la voce resa rauca
dalla troppa birra. Poi ud la feroce sentenza: Tatum, a riprova del fatto
che ci sforziamo di mantenere la pace, devo consegnarti al governatore
spagnolo di Cartagena.
No! grid Will.
Ordini del re.
Gli spagnoli mi odiano. Mi ammazzeranno. Poich Morgan sorrideva,
Will implor: Ma sono stato il tuo braccio destro a Portobello... a
Panama.
L'invocazione divert Morgan che si ricordava perfettamente di Tatum,
un eroe che a suo tempo aveva spazzato via la soldataglia a Portobello,
che aveva dato l'assalto alle difese di Panama, ma anche un furfante matricolato
che aveva organizzato le clamorose proteste contro la divisione
del bottino sulla spiaggia. E quest'ultimo crimine cancellava i contributi
positivi. Al vecchio bucaniere, non doveva nulla.
Tempi diversi, problemi diversi, tagli corto e usc.
MENTRE LA NAVE INGLESE con a bordo il prigioniero Tatum si avvicinava
a Cartagena, quel porto fatale dove tante vite inglesi erano andate
perdute, Will non riusciva a convincersi dei fatali cambiamenti di rotta
della storia. Anni prima, a Cadice, per poco non era finito bruciato vivo
sul rogo, ma era evaso per poi mettersi al servizio del Portogallo, dell'Inghilterra
e di Henry Morgan, contro il sempiterno nemico, la Spagna.
Ora veniva consegnato, con i polsi legati, alla cattivit spagnola alla quale
si era sottratto trent'anni prima e a una punizione altrettanto barbarica.
Il suo processo davanti all'inquisizione cominci con le sue accorate
affermazioni di essere stato un marinaio qualsiasi, come tanti altri, ma
l'accusatore esib sei spagnoli i quali testimoniarono che quell'uomo,
Will Tatum, di pessima fama nel Main, aveva guidato assalti contro le
loro navi, ucciso i loro compagni, abbandonandoli con altri eventuali
compagni su piccole scialuppe senza vele e con poca acqua. La sua colpevolezza
era indubbia e quando il giudice attacc a dire: Voi avete arrecato
offesa a Dio e alla Spagna, Will credette di essere sul punto di sentirsi
comminare un'altra condanna a morte. Siccome per l'inquisizione
di Cartagena era contraria a ordinare esecuzioni capitali, si sent affibbiare
una pena pi lieve: una condanna a vita come rematore su una galea.
A questo punto, tuttavia, un giovane sacerdote dall'occhio acuto not
la B che marchiava la guancia sinistra di Will e si ricord che un prigioniero
inglese, con quella cicatrice in faccia, non soltanto era evaso dal carcere
dell'inquisizione a Cadice, ma per riuscirci aveva ucciso alcuni secondini;
Will fu ricondotto davanti ai giudici nerovestiti per sentire la
nuova sentenza: La condanna pronunciata in Spagna contro l'eretico criminale
Tatum sar eseguita qui mediante impiccagione.
Di ritorno nella sua cella, Will ripens alla sua tumultuosa vita di bucaniere:
le notti di festa a Port Royal, l'abbattimento degli alberi in Honduras,
il saccheggio di Panama, la perdita della Pride of Devon al largo di
Cadice, il carcere e la fuga, e di l a quattro giorni una forca a Cartagena.
Alz le spalle e si mise a dormire.
Il terzo mattino ebbe la visita di due distinti cittadini di Cartagena che
lo conoscevano bene, la contessa Ledesma e il suo consigliere spirituale,
padre Baltazar, che parl per primo: Will Tatum, la sentenza contro di
voi  giusta e voi meritate la morte per i delitti che avete commesso nel
vecchio e nel nuovo mondo. Tuttavia, la contessa ha qualcosa da dirvi.
La dama parl con quei toni bruschi che Will ricordava tanto
bene: Tatum, nonostante la nostra lunga odissea, avete
contribuito a far s che nostra
figlia Ins tornasse a casa vergine. Non me lo dimentico e ho persuaso
mio marito a risparmiarvi la vita.
Will fu scarcerato quel giorno stesso, e subito corse al porto per trovare
imbarco su una nave che lo riportasse a Port Royal, ma per ordine di
Baltazar fu immediatamente catturato da tre gendarmi: Voi siete stato
un nemico cos implacabile per la Spagna, che per il resto dei vostri
giorni dovrete rimanere qui a Cartagena. Non possiamo rischiare che riprendiate
ad assaltare le nostre navi.
Rassegnandosi a quella sentenza meno dura, Will trov da lavorare
come stradino, con la prospettiva di continuare cos per il resto della sua
vita finch, verso la fine del 1692, il tetro Baltazar arriv a cavallo di una
mula nel luogo dove Will stava lavorando e grid: Tatum! Hanno bisogno
di voi al porto! E Tatum segu il religioso.
Il problema era di difficile soluzione: una nave mercantile olandese era
entrata nel porto, dove non avrebbe avuto il diritto di trovarsi, con alberi
e ponte mal ridotti, e l'equipaggio aveva riferito una vicenda cos strana
che il capitano era stato obbligato a ripeterla almeno sei
volte nel suo incerto spagnolo; ciononostante, i funzionari di Cartagena continuavano a
non credergli. Quando Tatum arriv, si sent dire: Voi parlate lo spagnolo
e conoscete Port Royal. Capite qualcosa di quel che riferiscono costoro?
Lo scrupoloso verbale di Will, che pass alle cronache di Cartagena,
fu il seguente:
Il mattino del 7 giugno 1692 la nostra nave faceva tranquillamente vela
alla volta di Port Royal nella Giamaica, quando all'improvviso abbiamo
veduto il terreno della citt sollevarsi, spaccarsi in grandi zolle e oscillare
violentemente. Grandi cavit comparvero sul suolo, risucchiando intere
chiese mentre squarci minori inghiottivano gruppi di persone, e subito
dopo si levarono onde di marea che spazzarono le rovine, sprofondando
nel mare pi di met di quella che prima era terraferma. Duemila cittadini
perdettero la vita nei primi minuti del terremoto ed enormi ondate colpirono
le navi nel porto, spazzando i nostri ponti e facendo tutto a pezzi.
Marinai che non erano annegati aiutarono a ripescare vittime galleggianti
sull'acqua dove prima erano le loro case, e un vecchio ci disse: Gli antichi
di hanno finito per indignarsi delle dissolutezze dei bucanieri che hanno
trasformato la nostra citt in una latrina e hanno deciso di seppellirla in
mare.
COS PORT ROYAL, capitale dei bucanieri, il pi selvaggio porto dei sette
mari, era scomparsa dalla faccia della terra in meno di venticinque minuti.
A Will toccarono scarsi ringraziamenti per aver tradotto le tragiche notizie
sulla sorte di Port Royal, perch il giorno dopo era di ritorno al lavoro
sulla strada, ma quello successivo ebbe una ricompensa inaspettata.
Ricomparve infatti Baltazar che gli disse: Tatum, il conte ha apprezzato
il vostro contributo. Mi ha detto che siete stato un prigioniero modello,
obbediente e laborioso e mi ha autorizzato a farvi una concessione. Deponete
la vanga e venite a condividere con me un piatto di stufato e una
bottiglia di vino rosso, in casa di mia sorella.
Non c'era uomo spagnolo, prete o pendaglio da forca che fosse, che
non tenesse fede alla ferrea regola di Cartagena: Pensa alla tua famiglia.
Neppure Baltazar osava sottrarvisi. Sua sorella era una vedova niente
male, possedeva dodici ettari di terra fertile e, da una decina d'anni a
quella parte, tentava di trovare un nuovo marito. Quel giorno suo fratello
le port un altro celibe per gustare uno dei suoi ottimi stufati; lei imband
un pranzo cos splendido, che Will si sent indotto a tornare spesso, senza
che Baltazar dovesse spronarlo. Poi, un bel giorno, il religioso torn al
luogo dove Will lavorava, latore di un'inaspettata proposta per l'inglese
nel quale aveva finito per riporre piena fiducia: Will, avete senz'altro
notato che mia sorella ha bisogno di qualcuno che l'aiuti a far fruttare la
terra. Lo spiegher al conte; sono certo che vi conceder la libert e voi
potrete andare in casa di lei.
Oh, volete che sposi vostra sorella? Ma io non sono cattolico e...
E chi ha parlato di matrimonio! esclam il prete. Secondo me, se
una buona cattolica come mia sorella sposasse un protestante come voi,
commetterebbe un peccato mortale e finirebbe tra le fiamme dell'inferno.
Ma ho fatto costruire una piccola capanna in un angolo della sua terra...
non sto parlando di matrimonio!
Senza dare il tempo a Will di replicare a quella sorprendente proposta,
il prete aggiunse quasi in un sussurro: Una buona donna, una cara donna
alla quale voglio molto bene. Io ho superato i sessanta e devo provvedere
ad assicurarle un aiuto per la sua piccola fattoria.
Perci Will Tatum, mortale nemico di ogni cosa spagnola, divenne il
factotum di una vedova spagnola proprietaria di dodici ettari che aveva
una straordinaria abilit come cuoca; con il passare degli anni, sempre pi
spesso ospite della tavola di lei, egli scopr che quando un uomo conosce
gli spagnoli, insomma, non sono poi cos male.

Note.
1. Nel 1697 il trattato di Ryswick, che mise fine a una guerra europea, assegn
questa parte occidentale di Hispaniola alla Francia che la tenne fino al 1804,
quando neri ribelli espulsero le truppe napoleoniche e proclamarono la repubblica
di Haiti, di cui oggi fa parte anche la Tortuga.
2. Nel 1678 uno dei bucanieri di Morgan, un olandese di dubbia fama noto come
Exquemelin o Esquemeling, diede alle stampe ad Amsterdam un libro che fece
sensazione, De Americaensche Zee-Rovers (Gli scorridori dei mari americani).
Quando nel 1684 lo scritto comparve a Londra, tradotto in inglese, Morgan
fece causa, sostenendo che quest'episodio, e altri del genere, erano diffamatori.
Due diversi editori sconfessarono la pubblicazione e s'accordarono per versare
a Morgan 200 sterline, a ttolo di risarcimento, ma altri bucanieri che avevano
partecipato all'assalto ammisero che i racconti degli atti di brutalit di Morgan
rispondevano al vero.
3. L'indiano mosquito noto come David fu ritrovato anni dopo dal leggendario
pirata, naturalista e scrittore William Dampier. Una sorte curiosa ha voluto che
nel 1704 il celebre marinaio scozzese Alexander Selkirk naufragasse su quella
stessa isola, dove visse in totale solitudine per quattro anni e mezzo prima di
essere ritrovato dallo stesso Dampier di ritorno a Juan Fernndez. Daniel De
Foe, che conobbe Dampier, si serv dell'episodio, senza menzionarne la fonte,
per il suo romanzo Robinson Crusoe.
4. Le Falkland in inglese, Islas Malvinas secondo la denominazione spagnola.

 Capitolo 7.
Gli interessi dello zucchero.

I COLONI INGLESI DELLA GIAMAICA li chiamavano maroon, cio discendenti
di schiavi neri fuggiaschi, gente dal forte carattere, i cui antenati
avevano tagliato la corda quando i loro padroni spagnoli erano stati
espulsi dall'isola dai britannici nel quinto decennio del Seicento. Si erano
rifugiati in remote valli di montagna al centro dell'isola, sopravvivendovi
e prosperandovi per oltre ottant'anni e respingendo tutti i tentativi inglesi
di sloggiarli. Anno dopo anno, il loro numero era andato aumentando
a mano a mano che nuovi schiavi, importati nella Giamaica con
forti spese, lavoravano per qualche tempo nelle piantagioni di zucchero e
poi scomparivano tra i monti a formare una nuova generazione di maroon.
Nel 1731, per via degli attacchi sferrati da audaci maroon contro piantagioni
di zucchero, la situazione aveva raggiunto una gravit tale che i
coloni bianchi decisero un'azione drastica, una vera e propria campagna
militare contro i predoni montani. A ogni piantagione fu chiesto un contributo
in armi, denaro e soprattutto in uomini bianchi o neri fidati per
formare una milizia destinata a infliggere un castigo ai ribelli. Come era
da aspettarsi, la ricca piantagione Trevelyan, a nord della capitale, Spanish
Town, forn molte armi, molte munizioni e un comandante della milizia,
Sir Hugh Pembroke, un uomo di quarantasei anni dal portamento
militaresco, discendente di quell'audace, giovane ufficiale Pembroke che
nel 1655 aveva suggerito all'ammiraglio Penn: Visto che gli spagnoli ci
hanno espulso da Hispaniola, perch non li scacciamo dalla Giamaica?
Sir Hugh amava la politica ed era un influente deputato del parlamento a
Londra.
Il grosso contingente di oltre un centinaio di uomini di Spanish Town
e delle vicine piantagioni mosse a nord, alla volta di quella di Trevelyan,
dove ai reparti s'aggiunse un singolare piantatore, Pentheny Croome, un
uomo di centodieci chili che aveva la forma di una palla di burro e un faccione
rosso vivo. Anche lui era deputato al parlamento britannico dove
era conosciuto come l'unico uomo dell'assemblea che non abbia mai
letto un libro. Certi suoi colleghi sussurravano anche che forse non conosceva
neppure l'alfabeto ma sapeva invece calcolare il quindici per
cento degli interessi annui dei suoi investimenti.
Detti investimenti erano nello zucchero perch, grazie alla sua astuzia
naturale, all'avarizia e al furto, si era procurato non solo una grande piantagione,
due volte pi vasta di quella di Sir Hugh, ma anche parecchie
migliaia di ettari che si accingeva a mettere a coltura. Era un uomo imponente
dai giganteschi appetiti, e quando i reparti furono pronti a iniziare
la caccia tra le colline proclam: Non daremo tregua a quei maroon e li
stermineremo tutti.
Sir Hugh, parlando a voce abbastanza alta perch tutti lo udissero, replic:
Nel 1717  stata approvata la legge in cui si stabilisce che gli
schiavi ribelli possono essere mutilati su decisione dei padroni e persino
fatti a pezzi e bruciati se i loro delitti sono abbastanza gravi. All'epoca,
avevo detto che la cosa non avrebbe funzionato, e avevo ragione. Ci sono
stati troppi morti in questi anni, troppe perdite. Perci adesso proveremo
a proporre una tregua: li lasceremo in pace se accetteranno di far tornare
alle piantagioni gli schiavi che ne sono fuggiti. Guardando in faccia a
uno a uno gli altri proprietari, aggiunse: Bene, questa volta proveremo a
fare qualcosa di meglio, almeno nel nostro settore della Giamaica. Ci
detto, guid le sue truppe tra le colline.
Dopo quattro giorni di salite e discese in quel difficile territorio, non
avevano visto traccia dei maroon che dovevano trovarsi nella zona, sebbene
avessero mandato in avanscoperta guide con l'incarico di dare una
voce al loro capo: Cuffee! Cuffee! Esci fuori, vogliamo parlarti! Nessuna
risposta, ma verso il tramonto del quinto giorno alcune fucilate partirono
da un intrico di radici di baniano. Croome url: Sono l! e si precipit
nel fitto della giungla, sparando e ammazzando uno dei maroon.
 cos che dobbiamo fare, proclam, sedendosi su un tronco per pulire
il fucile, con il morto ai suoi piedi; ma Sir Hugh era di tutt'altro avviso.
Legato un fazzolettone bianco alla canna del suo fucile, ordin al figlio
Roger di fare lo stesso e insieme si avviarono verso il fitto di baniani
gridando: Cuffee! Sono Sir Hugh. Vieni a parlare con me. Mentre scendeva
l'oscurit, il celebre capo dei maroon, un uomo sulla quarantina i
cui antenati erano stati deportati dal golfo di Guinea nel 1529, accondiscese
a intavolare trattative.
QUANDO LA TRUPPA TORN alla civilt, Sir Hugh si rec a Spanish Town
per fare rapporto al governatore, il generale Hunter. Gli disse che si era
incontrato con Cuffee, che aveva visto i suoi uomini e l'enorme deposito
di armi da fuoco e pallottole rubate accumulate; aveva poi concluso l'accordo
auspicato: Da parte sua non ci saranno pi assassini n incendi
notturni. Da parte nostra gli forniremo altre munizioni, per difendersi in
caso d'invasione spagnola.
Il governatore sussult: Ma buon Dio, avete dimenticato il punto centrale?
No di certo, con il vostro permesso, signore. Cuffee e i suoi luogotenenti
hanno accettato di non accogliere pi schiavi fuggiaschi. Cuffee ce
li riporter, dieci sterline da vivi, cinque da morti.
Il mattino dopo, Sir Hugh si lev assai prima dell'alba e part a cavallo
con Roger, diretto agli splendidi campi verdi della
piantagione Trevelyan. Ormai il sole era alto in cielo ed egli vide i suoi schiavi avviarsi in
fila ai campi dove le miriadi di piccoli rettangoli, entro i quali i polloni di
canna da zucchero venivano piantati, si allineavano con perfetta simmetria,
ben delimitati ai quattro lati dalle basse pareti di terra che ne assicuravano
l'irrigazione.
Hugh si sent battere pi forte il cuore perch si stava avvicinando alla
lieve altura dove sempre faceva tappa quando tornava alla piantagione
dopo una prolungata assenza; arrivato lass, stette ad ammirare uno dei
pi bei panorami della Giamaica e forse degli interi Caraibi.
In cima a un lontano colle sorgeva un edifcio in pietra di forma cilindrica
ben costruito, coronato da quattro vaste vele di tela: un mulino a
vento. Ai suoi piedi, un edifcio simile che, pur non essendo un mulino a
vento, somigliava al primo nel senso che entrambi ospitavano una macina
verticale per frantumare la canna da zucchero ed estrarne il ricco succo.
Quei due begli edifci, costruiti con la stessa cura con cui si sarebbe edificata
una cattedrale, erano il cuore della piantagione: quando il vento
soffiava, come accadeva per almeno met delle giornate durante la stagione
del raccolto, il mulino con le vele forniva l'energia necessaria al
funzionamento del macchinario. Ma quando il vento cessava, come a
volte succedeva nei momenti meno opportuni, nell'edificio minore ragazzi
neri spronavano coppie di pesanti buoi che andavano incessantemente
in cerchio, muovendo le pesanti macine.
Accanto al mulino a vento correva un piccolo ruscello che passava
sotto un grazioso ponte di pietra a due archi, e quel ponte, una struttura
di eleganti proporzioni, era il centro della zona di lavorazione della
canna.
Dalle macine poste pi in alto correva il succo appena estratto dalla
canna, percorrendo il ponte, costruito come un acquedotto romano scoperto,
per colare prima nelle grandi tinozze di raccolta e passare poi nei
padelloni di rame in cui veniva bollito e trasformato in cristalli marrone,
il cosiddetto muscovado, e infine nei recipienti in cui il muscovado veniva
trattato con calce bianca importata da Barbados, fino a ottenere quei
candidi cristalli desiderati dai mercanti e dalle donne di casa. Recipienti e
padelloni erano tenuti in piccoli edifci di pietra che ospitavano anche i
recinti per i muli e gli alambicchi dove gli scarti del processo, la ricca,
scura melassa, venivano trasformati in rum.
LA PIANTAGIONE TREVELYAN godeva di un'invidiabile reputazione nel
settore del commercio di zucchero, melassa e rum, grazie all'intelligente
decisione di uno dei suoi primi proprietari che verso il 1670 aveva detto
ai familiari:  da sciocchi coltivare cotone e tabacco in Giamaica. Le colonie
americane ci superano di gran lunga in fatto di costi e qualit. Ma
mi  stato detto che c' un tipo in gamba, a Barbados, un certo Thomas
Oldmixon, che comincia a mettere assieme un bel po' di quattrini coltivando
canna da zucchero importata di contrabbando dalle Guyane. Ho
intenzione di andarci per vedere come stanno le cose. Era quindi partito
alla volta di Barbados, dove aveva scoperto che Oldmixon ricavava
enormi profitti dalla canna ma non aveva nessunissima intenzione di svelare
i propri segreti. Anzi, quando aveva sorpreso Samuel Trevelyan che,
al crepuscolo, cercava di penetrare strisciando nei coltivi per vedere come
le canne crescessero, l'aveva fatto espellere dalla piantagione, sguinzagliando
due cani per assicurarsi che se ne stesse alla larga.
Sarebbe stata una visita infruttuosa, se Trevelyan non si fosse imbattuto
in un certo Ned Pennyfeather, proprietario della locanda Giralda al
porto di Bridgetown il quale, dopo aver ascoltato le sue lamentele, disse:
Mi pare giusto, no? Oldmixon ha fatto venire le sue canne di contrabbando
dal Brasile, se non mi sbaglio, e da quelle parti sono andati in bestia
quando l'hanno scoperto. Non ha nessuna intenzione di condividere
con voi i benefici che ne ha ottenuto.
Ma sono venuto da molto lontano per questo. Che cosa posso fare?
Pennyfeather stette a riflettere per un istante, poi gli spieg che su una
collina, a est, c'era un tale disposto a vendere qualsiasi cosa per una manciata
di quattrini. Il suo nome era Sir Isaac Tatum.
Oldmixon ha detto che era contro gli interessi di Barbados.
Sir Isaac, replic Pennyfeather, conosce un unico interesse, il suo, e
voi avrete le vostre canne se avete sufficiente denaro.
Isaac Tatum aveva contrattato a lungo, ma Trevelyan aveva avuto le
sue canne che, a Giamaica, erano cresciute splendidamente.
Inutile dire che, quando la seppe pi lunga su quelle piante, scopr che
Sir Isaac l'aveva bassamente ingannato: gli aveva infatti venduto non gi
ritagli di buone radici che avrebbero prodotto per anni, ma soltanto polloni,
escrescenze radicali che pur sembrando buone avevano invece fornito
canne utili per poco pi di due stagioni. Tuttavia, i polloni valsero a
dare l'avvio a Samuel Trevelyan che, anni dopo, pot acquistare radici
vere da un piantatore onesto. Ma gran parte della ricchezza di Trevelyan
era stata frutto di una scoperta casuale. Uno degli schiavi
della piantagione, un tipo sbadato, aveva versato nell'alambicco in cui la melassa veniva
trasformata in rum un quantitativo di vecchie melasse lasciate al sole
e il cui contenuto di zucchero si era caramellato; accortosi che il rum
uscito dall'alambicco era assai pi scuro di quello solito, lo aveva nascosto
in un barile che il caso volle fosse fatto di quercia bruciacchiata e,
quando Trevelyan l'aveva scoperto, si era reso conto che il recipiente
conteneva un pesante rum scuro, dal sapore squisito, quello che adesso
era chiamato nero dorato. Trevelyan era diventato il marchio riconosciuto
per quel rum, ricercato da intenditori di gusti fini. Il denaro gli arrivava
a rivoli dalla vendita del liquore in Europa e nella Nuova Inghilterra,
perch nessun'altra piantagione era ancora riuscita a produrre un
rum simile.
A DESTRA DEL PONTE erano raccolte le capanne degli schiavi, pareti di
muratura fino a mezza altezza, quindi pali di legno ricoperti di vimini e
fango ben seccato al sole, e tetti di fronde di palma. I pavimenti erano
duri e asciutti, fatti con fango, ciottoli e calce ben pressati e spazzati. Sir
Hugh, fermatosi a dare un'occhiata, trov le capanne in ordine.
Sul colle, non lontano dal mulino a vento, sorgeva una grande casa,
una dimora a tre piani con tetto mansardato e ali pi basse, chiamata Golden
Hall a causa del circostante filare di alberi i cui fiori gialli, splendenti
come l'oro, la rendevano gioiosa. Lady Beth Pembroke aveva amato quegli
alberi, e i loro scintillanti fiori ricordavano la defunta a Sir Hugh e ai
suoi tre figli.
Finalmente giunto sulla veranda di Golden Hall, Sir Hugh, rincasato
dalla pericolosa spedizione, poteva ammirare un panorama i cui elementi
erano cos perfettamente collocati - il ponte, gli edifici in pietra, le capanne
degli schiavi, la distilleria, i campi ben coltivati, i boschetti - che
l'insieme avrebbe potuto essere stato creato dal pennello di un artista medievale:
un piccolo regno di cui ogni sovrano di epoche trascorse sarebbe
stato fiero. Non era certo la pi vasta delle piantagioni giamaicane (quella
di Croome era almeno due volte pi grande, senza contare le terre di recente
acquisto): occupava una superficie di centocinquanta ettari, un decimo
dei quali di canne mature, trenta di polloni e altri dodici di piante
giovani. A lavorarla erano centoventi schiavi con quaranta muli e sessantaquattro
buoi; la produzione era di poco meno di trecento tonnellate di
zucchero, circa met delle quali trattate alla calce; il restante muscovado
scuro era destinato a essere spedito in Inghilterra per venirvi raffinato; infine,
orgoglio della piantagione, ogni anno vi si imbarilavano oltre cento
punceons di rum Trevelyan, pari a circa diecimila galloni ovvero quarantacinquemila
litri, venduti all'estero ad alto prezzo.
Sir Hugh, che se la cavava bene con i conti, calcolava attentamente i
suoi costi: ogni schiavo, duecentocinque dollari americani; ogni mulo,
centottanta; per gli edifici in pietra e i mulini a vento, duecentomila dollari
americani; spese aggiuntive, circa trentamila dollari annui; introito
medio per anno, cinquantacinquemila; profitto annuo medio, venticinquemila
dollari americani. Importi enormi per l'epoca che permettevano
a lui e alla sua famiglia di vivere secondo quello che veniva chiamato il
grande stile dei piantatori giamaicani. Il che significava che a Golden
Hall c'erano decine di domestici, sei giardinieri, stallieri, un medico, un
ecclesiastico che diceva messa nella chiesetta oltre il ponte, e numerosi altri
aiutanti.
Mentre rifletteva sull'eccellenza della sua piantagione, Sir Hugh si diceva
che la Giamaica era davvero un'isola meravigliosa. Dall'ultimo censimento
risultavano esservi presenti circa duemilacinquecento bianchi
d'ambo i sessi appartenenti alla categoria dei grandi proprietari, circa altri
quattromila di ceto inferiore e settantanovemila schiavi, dal cui commercio
anche Sir Hugh otteneva cospicui profitti. L'anno prima ne erano
stati importati dall'Africa circa settemila, cinquemila dei quali erano stati
venduti immediatamente con enormi guadagni a Cuba e nella Carolina
del Sud.
La Giamaica era un porto di rifugio per gente di ogni genere: spagnoli
che fuggivano dai crudeli governi del Sudamerica, schiavi che ne avevano
abbastanza dei loro padroni in Georgia, artigiani della Nuova Inghilterra
desiderosi di rifarsi una vita. L'anno prima il governo aveva autorizzato a
stabilirvisi anche cattolici ed ebrei, a patto che non dessero pubblico scandalo.
Ma la vita dei Pembroke non era confinata a Golden Hall: i tre ragazzi
erano stati educati in Inghilterra e avevano trascorso gran parte degli
anni giovanili nella loro casa londinese vicino a Hyde Park e nel piccolo,
grazioso cottage nel Gloucestershire a un'ottantina di chilometri a ovest
di Londra, dove Lady Pembroke, nota anche come Lady Beth, aveva
creato uno dei pi bei giardini dell'Inghilterra meridionale.
Al pari di gran parte dei produttori di zucchero delle Indie occidentali,
i Pembroke avevano domicilio legale nell'isola ma continuavano a essere
sentimentalmente legati all'Inghilterra ed erano deputati al parlamento
di Londra: in tale sede difendevano quello che era noto in tutto l'impero
con il nome di Sugar Interest, gli interessi dello zucchero. In quegli
anni, erano circa una ventina i piantatori che occupavano seggi alla camera
dei comuni, formando un fronte compatto che assicurava allo zucchero
tutte le protezioni che si riteneva meritasse.
Ma come si spiegava che piantatori semianalfabeti come Pentheny
Croome si fossero assicurati un seggio al parlamento? Semplice: al pari
degli altri lo aveva comprato. All'epoca in Inghilterra sussisteva una manciata
dei cosiddetti borghi guasti, resti di piccoli centri urbani che avevano
avuto una certa importanza quando i seggi parlamentari erano stati
originariamente assegnati, ma che poi erano decaduti o
addirittura scomparsi.
Alcuni per mantenevano il diritto di inviare un loro rappresentante
al parlamento e un proprietario terriero di uno dei borghi guasti
poteva vendere il suo seggio. Pentheny aveva pagato millecento sterline
per il suo, Sir Hugh millecinquecento per ciascuno dei suoi due seggi,
uno per s e uno per il suo primogenito Roger.
Questa era la significativa differenza tra le colonie inglesi delle Indie
occidentali e le colonie nordamericane della Gran Bretagna. Alcune di
queste ultime, come il Massachusetts, la Pennsylvania e la Virginia, in
pieno sviluppo, non disponevano di alcun seggio in parlamento e non godevano
di protezione contro tasse e norme arbitrariamente imposte; i
loro uomini politici se ne stavano a casa immersi nei complessi segreti
della politica rurale destinata a portarli alla libert. Le isole delle Indie
occidentali, invece, in quei decenni infinitamente privilegiate rispetto alle
colonie americane, non avrebbero mai approfittato delle lezioni locali
perch i loro uomini migliori erano sempre assenti, impegnati a Londra.
Non meno importante era la circostanza che, mentre i giovani della
Giamaica e di Barbados frequentavano le scuole in Inghilterra, i loro coetanei
di Boston e di New York studiavano invece ad Harvard e al King's
College nelle loro citt natali, stringendo tra di loro quei legami di amicizia
che si sarebbero rivelati tanto importanti quando le colonie avrebbero
deciso di conquistare la libert; a un esame retrospettivo sarebbe risultato
evidente che le Indie occidentali avevano pagato un altissimo prezzo per
gli effimeri vantaggi di cui avevano goduto tra il 1710 e il 1770.
Ma per il momento, nel 1731, Sir Hugh era perfettamente soddisfatto
della vita che conduceva a Golden Hall insieme con i suoi tre figli. Da
molti punti di vista, era il secondo che garantiva l'elevata posizione di cui
godeva la famiglia: Greville, cos si chiamava, al contrario di Roger
spesso al parlamento, stava sempre in Giamaica ed era lui che si occupava
del funzionamento della piantagione; a ventiquattro anni si era rivelato
un genio in fatto di organizzazione del lavoro degli schiavi, con metodi
che li rendevano relativamente felici e altamente produttivi.
Avere un figlio che fungesse da gestore della piantagione era un beneficio
al quale moltissime famiglie dovevano rinunciare. Poich molti proprietari
preferivano trascorrere gran parte del proprio tempo in Inghilterra,
dovevano affidare la gestione dei loro terreni a giovani scozzesi o
irlandesi privi di esperienza che venivano in Giamaica proprio a tale
scopo. Se avevano fortuna, trovavano un avvocato locale fidato a cui assegnare
il compito; se erano sfortunati cadevano nelle grinfie di un uomo
disonesto, che rubava loro met dei profitti.
Il terzo figlio di Sir Hugh era invece fonte di qualche preoccupazione.
Il ventiduenne John Pembroke era un perfetto prodotto della Giamaica;
se fosse stato il primogenito, avrebbe ereditato il seggio in parlamento e il
titolo di suo padre, destinato invece a Roger, che un giorno sarebbe divenuto
baronetto e Sir; se fosse stato il secondogenito si sarebbe trovato a
dirigere la piantagione al posto di Greville, ma per
tradizione i terzogeniti intraprendevano il mestiere delle armi o diventavano uomini di
chiesa. John tuttavia non mostrava alcuna attitudine in tal senso e ciononostante
assicurava al padre: Vedrai che qualcosa finir per combinare.
Nel frattempo, era impegnato in una battaglia che i suoi due fratelli
avevano gi condotto vittoriosamente: Hester, la figlia di Pentheny
Croome, era un pezzo di ragazza sfacciata che avrebbe probabilmente
ereditato una rendita di almeno ventimila sterline l'anno, una somma
enorme nell'Inghilterra di allora e senza dubbio sufficiente ad assicurarle
un'ampia scelta di mariti. Ma gi molti anni prima si era messa in testa di
avere un Pembroke: a sedici anni aveva fatto una corte serrata al futuro
Sir Roger che per l'aveva delusa sposando la figlia di un piantatore di
Barbados; a diciotto aveva messo gli occhi addosso a Greville che invece
si era lasciato irretire da una graziosa ragazza proveniente da una piantagione
sita nei pressi di Spanish Town. Adesso, all'et di vent'anni, si sentiva
molto attratta da John Pembroke e, ben decisa a sedurlo, era montata
sulla sua giumenta grigia e si era recata a Golden Hall per invitarlo a un
ballo, insistendo perch assistesse allo spettacolo che giovani locali avevano
organizzato a beneficio degli ufficiali della nave da guerra britannica
ancorata a Kingston:  una farsa francese, John. Una cosa molto
scandalosa. E io sar la prima attrice, nel ruolo della cameriera.
Sia pure a malincuore, John aveva accettato, e si era divertito moltissimo.
I giovani ufficiali, poi, si erano rivelati compagni cos simpatici, che
per un istante si era chiesto se non gli convenisse entrare in marina; durante
lo spettacolo si era sentito attratto da Hester, che rivelava un notevole
senso dell'umorismo, sapeva ridere di se stessa e nelle scene d'amore
aveva dato prova di sorprendente tenerezza.
Sicch, era stato sul punto, tornando a casa, di esprimerle il suo interessamento,
ma il giorno dopo aveva partecipato a una riunione con il
grasso padre di Hester, un uomo rozzo e autoritario, e John, scorgendo la
figlia nel padre, aveva fatto marcia indietro.
ALLA RIUNIONE PARTECIPAVANO Sir Hugh, Roger e John, Pentheny
Croome e un importante piantatore di Spanish Town. L'argomento era di
estrema rilevanza per gli interessi dello zucchero, come spieg Sir Hugh:
La chiamano gi la legge della melassa, come se fosse ormai approvata.
E destinata a fissare i nostri profitti per i prossimi vent'anni, per cui dobbiamo
agire con decisione. Se la legge fosse approvata come vogliono
quelli, i nostri redditi crollerebbero. Se invece li obblighiamo a redigerla
a modo nostro, i profitti sarebbero illimitati.
Continu spiegando che i piantatori delle Indie occidentali avevano di
fronte tre avversari decisi: in primo luogo quei manigoldi di Boston e di
New York, che volevano acquistare le loro melasse a prezzi minimi per
far fortuna con il pessimo rum che producevano. Il secondo avversario
l'avevano sotto mano, ed era costituito dalle isole francesi di Guadalupa e
Martinica. Mentre le piantagioni della Giamaica godevano di venti sicuri,
non altrettanto valeva per le isole francesi, dove pertanto mancavano i
mulini a vento e ci si doveva servire di cavalli e muli provenienti dal Massachusetts
e da New York, portati da centinaia di piccole navi e venduti
con enorme guadagno.
Il piantatore di Spanish Town chiese che danno ne potesse venire a
loro e Croome rugg: Sbarcano le bestie alla Martinica, riempiono le
loro stive di melassa francese e la portano di contrabbando a Boston. Due
cose illegali, ma molto redditizie.
Anche se riuscissimo a risolvere la questione di Boston e della Martinica,
riprese Sir Hugh, resterebbe il nostro terzo nemico di sempre, la
massaia in Inghilterra che pretende una riduzione del prezzo dello zucchero.
Suo figlio Roger spieg qual era il punto cruciale di cui dovevano
occuparsi: Le voci circolano. In Francia, lo zucchero bianco trattato alla
calce della miglior qualit si vende a otto pence la libbra, mentre in Inghilterra
la donna di casa deve pagarlo dieci pence.
Pentheny afferm che il prezzo di monopolio doveva essere aumentato
anzich abbassato e, per quanto riguardava le lamentele delle casalinghe
inglesi che non sapevano niente dei problemi delle piantagioni, dei negri
e dei maroon tra le colline e della concorrenza francese, le donne andassero
pure al diavolo.
Sir Hugh consigli all'amico di non fare quei discorsi in pubblico, perlomeno
in Inghilterra, e i quattro decisero di incontrarsi di l a sei settimane
a Londra con un piano preciso al quale tutti i piantatori avrebbero
dovuto attenersi per ottenere un triplice obiettivo: costringere Boston ad
acquistare la melassa al nostro prezzo; bloccare le spedizioni di muli e
cavalli alla Martinica; aumentare il prezzo della vendita dello zucchero
delle Indie occidentali in Inghilterra, impedendo l'ingresso del prodotto
straniero.
UN OSSERVATORE CHE avesse avuto familiarit con i potenti piantatori di
canna dei Caraibi solo nella loro versione provinciale quali erano in Giamaica,
ad Antigua o a St. Kitts, avrebbe potuto farsi appena una vaga idea
di come costoro spendevano le loro enormi fortune; per capire veramente
come si servissero delle ricchezze per assicurarsi il potere politico e sociale
di cui godevano, l'osservatore avrebbe dovuto recarsi in Inghilterra
dove avrebbe constatato che ognuno dei membri del gruppo legato agli
interessi zuccherieri manteneva una dimora lussuosa a Londra, oltre a
una bella casa di campagna in un villaggio non lungi dalla capitale; e se
un piantatore controllava tre seggi in parlamento, caso tutt'altro che infrequente,
la sua famiglia possedeva magari sei case inglesi, tre a Londra,
tre in campagna. In Giamaica quegli uomini potevano apparire villani rifatti,
ma nella madrepatria erano educati gentiluomini che invitavano il
principe di Galles per il t.
A Londra, Sir Hugh e suo figlio Roger erano alloggiati ai lati opposti
di Cavendish Square. La casa del padre, un po' pi grande ma non pi
lussuosa di quella del figlio, era a quattro piani, con tre finestre a ciascun
piano. All'interno si trovavano stanze spaziose e ben arredate, con molti
dipinti in pesanti cornici dorate. C'era un paesaggio di Rembrandt, scelto
da Sir Hugh in persona a Dresda; un Raffaello, raffigurante una maternit,
era stato acquistato personalmente da Lady Beth poco prima della
sua morte. L'uomo a cavallo era un finto Van Dyck e di Rubens la scena
con le ninfe di bosco. Non mancava una madonna del Bellini e lo splendido
ritratto di Lady Beth Pembroke opera di un rinomato pittore di
corte.
Molte riunioni di carattere strategico, formali e informali, relative agli
interessi zuccherieri, erano state tenute in quella casa, ma anche uomini
politici come Pitt il vecchio e Robert Walpole vi si recavano per cercare
di convincere i rappresentanti delle Indie occidentali a sostenere proposte
di legge utili all'intera nazione; di solito ottenevano il loro appoggio a
patto che promettessero di far approvare altre leggi favorevoli agli zuccherieri.
Il quartier generale dei loro interessi era tuttavia la grande dimora di
Pentheny Croome in Grosvenor Square, in realt due belle case palladiane
in origine costruite fianco a fianco. Anche qui, splendidi arredi e
preziosi dipinti. I Croome inoltre erano ospiti generosi: i loro introiti,
frutto dell'enorme piantagione e di altre attivit, ammontavano a quasi
settantamila sterline all'anno, pi che sufficienti per mantenere gli illegittimi
figli mulatti di Pentheny sulle isole, soddisfare i gusti costosi di sua
moglie e di sua figlia e offrire anche sontuosi ricevimenti durante la stagione
londinese.
Nel 1732, Pentheny Croome spese qualcosa come ventimila sterline
per far approvare un'accettabile legge sulla melassa, ma fu tanto astuto da
lasciare che a vedersela con i veri capi del parlamento fosse l'amico Sir
Hugh; spieg alla moglie: A volte il solo denaro non basta, anche se tu e
io ci assicuriamo voti che Sir Hugh non potrebbe mai ottenere. Noi due
siamo una coppia formidabile.
Pembroke e Croome erano stati definiti, dalla caustica stampa inglese,
piselli dello stesso baccello ma, per quanto fossero entrambi abili maneggioni,
agivano su piani diversi. Sir Hugh si serviva dei suoi interessi
artistici, della sua madonna di Raffaello e del suo Rembrandt per attrarre
i parlamentari pi raffinati, mentre Pentheny Croome si occupava dell'altra
categoria, gettando fumo negli occhi con il suo sfoggio di ricchezza.
Quando, nel 1733, la legge sulla melassa venne votata, le due ciliegie
riportarono una schiacciante vittoria. Le vili colonie americane, che non
avevano modo di far sentire la loro voce in parlamento, restarono con un
pugno di mosche. I distillatori di rum di Boston furono obbligati ad acquistare
melassa dalla Giamaica e dalle isole sorelle a prezzi da capogiro;
il lucroso commercio di cavalli e muli con la Martinica fu bloccato e nel
viaggio di ritorno le navi non poterono pi caricare la meno costosa melassa
francese.
Finita la votazione, Sir Hugh torn a casa, si chiuse nel suo studiolo
privato dove a pochi era concesso di entrare e si mise a ridacchiare contemplando
i dipinti alle pareti. Erano opera di un artista inglese, William
Hogarth, la cui popolarit era in rapida ascesa da quando aveva venduto
con grande successo una serie di incisioni intitolata A Harlot's Progress
(La carriera di una meretrice). Lo stesso Sir Hugh aveva suggerito gli argomenti
dei dipinti che ornavano lo studiolo; la serie era intitolata The
Sugar Planter at Home and Abroad (Il piantatore di zucchero in patria e all'estero),
e aveva gi attratto l'attenzione sul loro autore. Il personaggio
principale, un piantatore in cui tutti al parlamento avrebbero riconosciuto
Pentheny Croome, nelle prime tre scene appariva a Giamaica: un
bruto che frustava uno schiavo, un avaro che nascondeva il suo denaro,
un padre circondato dalle sue concubine nere e dai loro quattro mulatti.
Nelle tre scene londinesi Croome appariva in eleganti abiti da citt intento
a ricevere gli ospiti in un'enorme casa, a manipolare una votazione
in parlamento, a guardare compiaciuto code di povere casalinghe costrette
a comprare a prezzi esorbitanti il suo zucchero. L'incisore Hogarth
vi aveva profuso tutta la sua feroce ironia e Sir Hugh tremava pensando
a come avrebbe potuto reagire il suo amico Pentheny se avesse visto la
serie.
Non c'era invece ragione di preoccuparsene; quando, alla fine del
1733, altre incisioni sullo stesso soggetto comparvero nei
negozi, Pentheny Croome disse tutto fiero ai suoi colleghi deputati: Ehi, dico,
avete visto le stampe di quel tale? Sono proprio io! La cosa aveva fatto
furore a Londra e tutti volevano conoscere il protagonista: Dite un po',
Croome, avete davvero quattro bastardelli sulle isole? Molti, scoperto
grazie alle stampe che Pentheny Croome era assai ricco, gli ronzavano
attorno nella speranza di raccogliere le briciole. Al culmine della sua notoriet,
Pentheny fece dono di un migliaio di sterline a una scuola per
ragazzi poveri e di altre cinquecento all'ospedale di un quartiere miserabile.
Compr inoltre sei serie delle stampe di Hogarth per donarle agli
amici sulle isole, ma quando torn in Giamaica scopr che suo fratello
Marcus si stava dedicando, con due piccole navi, a un'attivit quanto mai
deplorevole. Caricata a Kingston la Carthaginian, con barili vuoti da riempire
con melassa destinata a Boston, Marcus aveva falsificato i documenti
per dimostrare che i recipienti erano stati riempiti di prodotto giamaicano.
Poi, in gran segreto, si era recato in Martinica e li aveva
riempiti invece di melassa francese a prezzo inferiore. A Boston aveva esibito le
carte falsificate convincendo la dogana che quella che trasportava era melassa
giamaicana; i profitti erano stati enormi e l'imbroglio continuava.
Pentheny, scoperto il trucco, prepar una trappola per il fratello. A
Port Royal, immersa nel mare dove un tempo pullulavano i pirati, aveva
noleggiato un piccolo, veloce legno, il cui equipaggio era formato da uomini
di pochi scrupoli che gli avevano garantito di essere pronti a tutto;
con loro aveva intercettato la Carthaginian diretta a Boston, dandole l'arrembaggio.
Tra i due fratelli c'era stata una violenta discussione: Marcus Croome
aveva dato di piglio a una pistola, ma Pentheny, che lo aveva previsto,
era stato pi veloce di lui e aveva ammazzato il fratello sparandogli in
pieno petto.
Quando a Londra si seppe che Pentheny Croome aveva impedito un
atto di pirateria in modo tanto drammatico, spacciando il proprio fratello,
la sua fama aument. A Hogarth fu suggerito di aggiungere una settima
scena alla celebre serie dei piantatori di zucchero: poich l'artista si
era rifiutato, un altro pittore, imitando il suo stile, invase le strade di
Londra con il settimo episodio, Il pirata preso in trappola dal proprio
fratello, e ne vendette moltissime copie.
CI VOLLERO I DISORDINI in corso in Europa perch John Pembroke riuscisse
a sfuggire alle reti tese da Hester Croome. Ecco come andarono le
cose. Il re di Polonia era morto e la tradizione esigeva che i nobili polacchi
eleggessero un principe europeo, non un loro concittadino, alla guida
del paese. Francia e Spagna sostenevano un pretendente, Russia e Austria
un altro e ben presto gran parte dell'Europa fu coinvolta nella celebre
guerra di successione polacca.
Lorenz Poggenberg, un piccolo nobile della corte danese, si rec segretamente
a Londra nella speranza di indurre la Gran Bretagna ad appoggiare
certe azioni navali progettate a Copenaghen; a Londra gli fu consigliato
di rivolgersi a Sir Hugh Pembroke, capo di una cospicua fazione
parlamentare.
Il danese non ne ricav nulla, ma apprese che Sir Hugh possedeva vaste
piantagioni di zucchero in Giamaica; a sua volta rivel di saperla
lunga in merito perch la sua famiglia era proprietaria di un'estesa piantagione
a St. John. Lament poi di non essere riuscito a trovare un direttore
che la gestisse a dovere; lui d'altra parte non poteva recarvisi di persona
a causa dei suoi impegni a corte, n aveva figli maschi che se ne occupassero.
Pi tardi, Sir Hugh disse alla moglie: Ho pensato che John  proprio
l'uomo che stanno cercando. Al barone danese spieg quindi che aveva
forse la soluzione ai suoi problemi: prima che la giornata
finisse, si accordarono nel senso che John Pembroke di Trevelyan in Giamaica sarebbe
partito per St. John sulle isole danesi, per mettere un po' d'ordine nella
piantagione di zucchero dei Poggenberg.
Quando, nell'estate del 1732, John lo seppe, tir un sospiro di sollievo
perch aveva modo di sfuggire alle lusinghe di Hester Croome. Alla fine
di dicembre, arrivato alla piantagione dei Poggenberg alle isole Vergini
danesi, constat che era molto pi bella di ogni altra da lui vista in Giamaica
perch, insieme con due altre piantagioni, si estendeva su una bella
altura posta all'estremit settentrionale di St. John. Dalla grande casa in
cui sarebbe vissuto si godeva di vasti panorami dell'Atlantico a nord e del
mar dei Caraibi a ovest, e le acque dell'uno e dell'altro erano festonate da
corone di isolette alberate. La propriet era detta piantagione Lunaberg,
Monte luna. Quando la prima luna piena si lev a illuminare quel pacifico
scenario, John si convinse che il nome era perfettamente azzeccato.
Fu ancora pi compiaciuto quando s'avvide che a ovest, in una piantagione
molto pi piccola, certo, di quella di Trevelyan (solo cento ettari,
ma di terra assai promettente) vivevano due vicini simpatici: un danese,
Magnus Lemvig e la sua bellissima moglie Elzabet.
Il proprietario della piantagione a est era di tutt'altro genere: si chiamava
Jorgen Rostgaard, un danese amareggiato con una moglie bisbetica,
il quale s'affrett a raccomandargli: Attento ai negri: sono capaci di rubarvi
le calze mentre dormite! Gli snocciol poi una decina di suggerimenti,
uno pi brutale dell'altro, su come farsi obbedire dagli schiavi.
John Pembroke cominci la sua attivit di direttore della piantagione
Lunaberg a St. John il 1 gennaio 1733 e trascorse il mese a familiarizzarsi
con la terra e gli schiavi, persuadendosi sempre pi che, unendo gentilezza
a fermezza, sarebbe riuscito a far funzionare tutto a dovere e ad assicurare
ai suoi datori di lavoro a Copenaghen un gratificante profitto.
All'inizio di febbraio era ormai persuaso che le cose fossero avviate su
una buona strada, ma il quattro di quello stesso mese un sergente grande
e grosso delle forze armate danesi giunse a cavallo a Lunaberg e, quando
tutti i bianchi della collina furono radunati, fece un cenno al tamburino
che lo aveva accompagnato: un lungo rullio del tamburo, quindi fu svolto
un rotolo con un sigillo ufficiale e vennero proclamate le diciotto nuove
regole di trattamento degli schiavi.
Da esse risultava che l'eventuale capo di schiavi ribelli doveva essere
marchiato tre volte con una sbarra di ferro incandescente e quindi impiccato;
i fuggiaschi avrebbero ricevuto centocinquanta frustate e perduto
una gamba. Per uno schiavo che restasse uccel di bosco per otto giorni
erano previste centocinquanta frustate; per un periodo di fuga di dodici
settimane, si comminava il taglio di una gamba; se fosse durato sei mesi,
la pena era l'impiccagione. Schiavi che rubassero per un valore di quattro
dollari, sarebbero stati marchiati e impiccati; la stessa sorte sarebbe toccata
a quello che alzasse le mani su un bianco, mentre uno che tentasse di
avvelenare il suo padrone, dopo essere stato marchiato tre volte con una
sbarra di ferro arroventato, sarebbe stato legato alla ruota e smembrato.
Erano proibite le danze, le feste e gli spettacoli degli schiavi se non su
esplicita autorizzazione del padrone.
Udendo quelle disposizioni, Pembroke si disse che, se i neri di St. John
erano decisi come quelli della Giamaica, le conseguenze sarebbero state
terribili; e quella stessa sera raccolse nella sua grande casa polvere e munizioni.
Quando gli schiavi furono a loro volta informati delle nuove regole,
anch'essi si diedero a raccogliere armi e munizioni e a creare depositi
dei lunghi coltelli in uso per tagliare la canna che avevano rubato nel
corso degli anni.
John, deciso a non lasciarsi cogliere di sorpresa, chiese consiglio sia a
Lemvig, il suo vicino a ovest, sia a Rostgaard a est. Il primo ammise francamente
che erano in vista guai ma aggiunse: Non credo che le nuove
leggi possano essere applicate dai buoni cristiani. Ben diversa invece la
campana di Rostgaard: Pembroke, gli disse costui, sulla collina ci sono
due negri che tengono d'occhio uno la vostra piantagione, l'altro la mia.
Ben presto per tutti e due finiranno impiccati o peggio. Continu spiegando
che quello che sorvegliava lui era il peggiore dei due, Cudjoe, un
cattivo soggetto del golfo di Guinea, oltretutto molto audace. Quello che
spiava John era un uomo grande e grosso, molto pi astuto, a
nome Vavak.
I DUE SCHIAVI IDENTIFICATI da Rostgaard come caporioni erano di origini
diverse. Nati entrambi in Africa, erano stati catturati da schiavisti
portoghesi e rinchiusi nei barracoons, gli alloggiamenti
collettivi di Fredericksborg, il grande forte danese che sorgeva nei pressi del punto in cui la
Costa d'Oro incontrava la Costa d'Avorio. Ma Cudjoe, lo
schiavo di Rostgaard, era un ashanti, appartenente a una trib celebre per i suoi guerrieri,
fonte di guai infiniti quando erano ridotti in schiavit,
mentre Vavak era stato catturato da schiavisti neri presso una
trib remota, i pacifici
e pi evoluti mandingo, e da essi venduto ai portoghesi. Ciascuno a suo
modo mordeva il freno e bramava la libert. Cudjoe raccoglieva armi e si
preparava a guidare una violenta ribellione contro i bianchi che erano in
numero assai minore (duecentootto tra danesi, francesi, inglesi e spagnoli
contro milleottantasette ashanti, fanti, denkyira e un mandingo), mentre
Vavak badava pi tranquillamente a fornire ispirazione ai suoi compagni
di schiavit, preparandoli a esercitare pressioni pacifiche, e con l'andar
del tempo irresistibili, contro i padroni.
Siccome le loro piantagioni erano adiacenti, i due schiavi si erano
messi segretamente d'accordo per incontrarsi, ma le norme contro quello
che i padroni chiamavano vagabondaggio erano talmente rigide che,
ogniqualvolta Rostgaard veniva a sapere che Cudjoe si era
allontanato anche solo di poco, lo legava a un albero e gli
somministrava venti frustate.
In giugno, quando aveva sorpreso Vavak a parlare con gli schiavi della
sua piantagione, si era preso la briga di impartire personalmente una severa
lezione a quello di Pembroke. Quando John lo seppe, si rec alla
grande casa di Rostgaard, un triste edificio sempre sottosopra, per protestare,
ma l'altro non era disposto a tollerare che un inglese intruso gli facesse
la morale: Se voi vi rifiutate di imporre la disciplina ai vostri
schiavi, dovr farlo io per conto vostro. Assicur quindi che avrebbe
nuovamente frustato Vavak se avesse varcato il confine tra le due piantagioni.
John, un po' sbalestrato, si rec dai Lemvig per trovare una soluzione
alle difficolt insorte tra lui e Rostgaard, ma ne ricav ben poca consolazione:
La ragione per cui a Lunaberg c'era un posto vacante per voi,
Pembroke,  che Rostgaard aveva terrorizzato tutti i giovani inviati da
Poggenberg per gestire la piantagione. Nessuno  riuscito a sopportare i
modi dispotici di Rostgaard e tutti hanno tagliato la corda.
John gli chiese che cosa poteva fare e Lemvig gli raccomand di non
intercedere a beneficio dei suoi schiavi, altrimenti Rostgaard gli avrebbe
messo contro tutti i bianchi dell'isola. In fin dei conti, ha la legge dalla
sua, le nuove norme lo precisano. Elzabet, la moglie, aggiunse il suo
consiglio: Lasciatelo stare, quello  un mostro.
La verit delle asserzioni dei Lemvig fu comprovata in luglio quando
Rostgaard cattur uno dei propri schiavi che era fuggito ed era rimasto
nascosto per dodici settimane e un giorno, ci che lo rendeva colpevole
in forza della legge danese; Rostgaard decise di impartire una lezione agli
altri schiavi della zona, per cui un sergente, accompagnato da un soldato
munito di tamburo, si rec alle due altre piantagioni sulla collina, convocando
gli schiavi e i loro proprietari a un'assemblea di fronte alla casa di
Rostgaard, e l il barbuto proprietario si accinse a infliggere la punizione.
Accanto a una piccola piattaforma di tronchi appena costruita presero
posto da un lato il sergente, dall'altro il tamburino che batteva con forza
sul suo strumento. Rostgaard sal con una scaletta di fortuna accompagnato
da uno schiavo che portava un coltellaccio, un rotolo di corda e
una sega. Il fuggiasco fu trascinato fuori da una capanna, portato davanti
alla piattaforma e legato a un palo; un bianco gli somministr centocinquanta
frustate con un'enorme frusta da tori piena di nodi, e a ogni colpo
il tamburino faceva risuonare il suo strumento mentre Rostgaard dall'alto
della piattaforma contava le frustate. Il fuggiasco svenne assai prima del
centesimo colpo, ma la punizione continu.
Alla fine il tamburo tacque e lo schiavo inerte fu trascinato sulla piattaforma
dove gli fu gettata addosso una secchiata d'acqua fredda perch
fosse ben sveglio per la parte successiva, la peggiore, della punizione inflittagli.
Come rinvenne fu legato con corde, disteso bocconi sulla piattaforma;
Rostgaard fece cenno al sergente che cav una copia del nuovo
regolamento e lo lesse da cima a fondo. State bene a
sentire, url Rostgaard dall'alto.  cos che d'ora in poi andranno le cose.
Quindi salut militarmente il soldato, che a sua volta si port la mano
alla visiera, a indicare che la corona di Danimarca approvava quello che
stava per fare.
Dall'alto della piattaforma Rostgaard grid in modo che tutti gli
schiavi, suoi, dei Lemvig e di Pembroke, potessero udire: Questo  un
fuggiasco, rimasto uccel di bosco dodici settimane e la legge dice che
deve perdere una gamba. Cos dicendo diede di piglio al coltellaccio, ne
assaggi il filo e prese a incidere la gamba destra dello schiavo al disopra
del ginocchio. Eseguito il taglio, con il sangue che sgorgava abbondante,
lo schiavo fu girato a faccia in su per continuare l'operazione anche dall'altra
parte; poi Rostgaard prese la sega e attacc l'osso. Staccata la
gamba, la lev in alto perch gli altri schiavi la vedessero, dicendo: Questa
 la sorte riservata a chiunque fugga. Infine, con grande orrore di
Pembroke, il grosso danese attacc un sermone spiegando quanto deprecabile
fosse che uno schiavo fuggisse, privando di un suo bene il padrone
che era per lui come un padre: Quando fuggite, voi rubate al vostro padrone
ci che  legalmente suo, vale a dire il vostro lavoro con cui lo aiutate
a produrre zucchero perch egli possa vestirvi e nutrirvi.
Lo schiavo mutilato fu portato via, la piattaforma sgomberata, il sergente
salut e il soldato continu a battere il tamburo mentre si allontanavano.
Nel pesante silenzio che segu, Lemvig sussurr a Pembroke: In
nome del cielo, che cosa possono pensare gli schiavi che hanno dovuto
assistere a questa atrocit? La stessa domanda se l'erano posta i due capi
neri, tanto diversi l'uno dall'altro; mentre i colpi di frusta continuavano a
cadere, Cudjoe e Vavak si erano avvicinati l'uno all'altro senza dare nell'occhio,
quel tanto che bastava per scambiarsi segnali ammiccando. Fu a
questo punto che l'inglese Pembroke, circondato da piantatori danesi,
avendo colto lo scambio di occhiate dedusse che un'insurrezione di
schiavi era sul punto di scoppiare.
Fu allora, alla fine di luglio, che egli si accinse a fare quanto possibile
per migliorare la sorte dei neri di Lunaberg. Allent i ritmi di lavoro, rese
pi abbondante e pi buono il vitto degli schiavi, cerc di
conciliarsi Vavak il quale non diede minimamente a vedere di
accorgersi di quanto il
padrone stava facendo, fingendo di non capirlo quando parlava in danese.
John tuttavia continuava i suoi tentativi di comunicare e di tanto in
tanto coglieva un vago cenno di comprensione. Cos passarono i critici
mesi di agosto e settembre.
Ma nell'ottobre del 1733 Rostgaard cattur un altro fuggiasco e furono
fatti i preparativi per un'altra pubblica mutilazione. Quando per il fuggiasco
venne trascinato alla piattaforma da cui sarebbe sceso con una
gamba in meno, si sottrasse alla presa dei suoi guardiani, corse velocissimo
fino all'orlo del promontorio su cui si estendevano le tre piantagioni
e, con un grido di sfida, si gett da grande altezza sulle rocce sottostanti,
dove il suo cadavere sanguinante rimase esposto alla vista di tutti.
Rostgaard, privato di uno schiavo capace e della vendetta, diede di piglio
alla frusta da tori con cui il suo aiutante bianco avrebbe dovuto infliggere
i centocinquanta colpi e infuri tra la folla di schiavi accorsi sull'orlo
del promontorio, quelli di Lemvig, di Pembroke e i suoi, flagellandoli
e urlando: Via, bestie! Non guardatelo,  crepato e lo stesso sar di
voi se non state bene attenti.
Si avvent contro Vavak, ma John gli si oppose dicendo nel suo incerto
danese: Quello no, quello  mio.
L'intervento mand su tutte le furie il piantatore che rivolse la sua ira
sull'inglese, e lo avrebbe frustato se John, pi pronto di lui, non avesse afferrato
la sferza vicino al manico. Per un istante i due uomini restarono
immobilizzati ciascuno dalla forza dell'altro. Poi, lentamente, Pembroke
costrinse il danese ad abbassare la frusta, e Rostgaard, ruggendo e imprecando,
corse a flagellare indiscriminatamente gli altri schiavi, cercando in
particolare Cudjoe, senza per riuscire a trovarlo.
Durante il resto del mese di ottobre e le prime due settimane di novembre,
Rostgaard fece di tutto per mettere gli altri piantatori danesi
contro quel dannato inglese di cui non ci si pu fidare se dovesse scoppiare
un'insurrezione, ma non riusc a spaventare ulteriormente i
Lemvig, perch Magnus ed Elzabet erano gi terrorizzati all'idea di quello che
poteva accadere nelle settimane seguenti. Vedevano gli sguardi d'odio negli
occhi dei loro schiavi, sapevano che Cudjoe era scomparso e s'aspettavano
che Vavak si unisse a lui al pi presto.
Ottobre pass e Vavak era ancora al lavoro sui campi di Lunaberg,
senza tuttavia reagire ai tentativi di Pembroke di accattivarselo. John
per era certo che i suoi approcci non passavano inosservati perch,
quando dalla sede del governatore a St. Thomas, un'altra isola separata
da un braccio di mare tranquillo, giunsero nuove disposizioni, Vavak si
offr volontario per aiutare Pembroke ad applicarle. Ogni gestore sotto
pena di ammenda e incarcerazione doveva legare con una catena e un lucchetto
a un albero vicino alla spiaggia tutte le scialuppe o canoe appartenenti
alla piantagione per impedire a schiavi fuggiaschi di rubare le imbarcazioni
e raggiungere Portorico o San Domingo.
Pembroke possedeva due barche a remi e due lucchetti, ma non catene
abbastanza lunghe per legare le imbarcazioni agli alberi; quindi, lasciando
Vavak di custodia, si rec dai Lemvig che non avevano barche,
per vedere se potevano prestargli qualche catena. Magnus era uscito, ma
c'era Elzabet con la quale discusse la nuova legge, spiegandole che era
una misura dettata dalla prudenza perch le imbarcazioni costituivano un
invito ai fuggiaschi. Cudjoe, aggiunse, aveva gi tagliato la corda, e mancava
anche uno dei suoi uomini. In quella comparve Magnus, annunciando
che altri due schiavi erano fuggiti; quindi corsero insieme sulla
riva, dove trovarono Vavak a guardia delle imbarcazioni, con accanto le
preziose serrature. Li aiut a tirare le barche a riva e ad assicurarle saldamente
agli alberi.
Alla fine della seconda settimana di novembre, Rostgaard, accompagnato
da due piantatori del suo stesso stampo, fece il giro dell'isola per
accertarsi che le norme relative alle imbarcazioni fossero state applicate e
garant che Cudjoe e i due schiavi fuggiaschi sarebbero stati senz'altro ripresi.
La notte del 23 novembre 1733, Pembroke fu svegliato poco dopo la
mezzanotte da un cavaliere che gridava: Gli schiavi si sono ribellati!
Piantagioni in fiamme, uomini e donne sgozzati!
Il giovane prese tutte le armi da fuoco che aveva messo da parte, oltre
a un lungo coltello, e corse innanzitutto a dare un'occhiata alle capanne
dei suoi schiavi: erano tutte vuote e i coltelli usati per tagliare la canna
erano del pari scomparsi.
In preda a crescente ansia, si precipit alla piantagione dei Lemvig: anche
l i quartieri degli schiavi erano deserti. Si convinse che Magnus ed
Elzabet fossero a loro volta fuggiti quando ud un gemito provenire dalla
casa. Dentro era tutto buio: quando accese una luce trov Elzabet accosciata
dietro a un tavolo, che teneva tra le braccia insanguinate il corpo
del marito con la gola squarciata. La strapp dalla salma e la donna singhiozzando
gli disse: Sono stati i nostri schiavi a farlo. Avrebbero ucciso
anche me; a salvarmi  stato il vostro Vavak.
Laggi, nei bassopiani, si vedevano nella notte gli incendi delle piantagioni
i cui proprietari erano gi morti.
LA GRANDE RIBELLIONE DEGLI SCHIAVI di St. John nell'inverno del
1733-1734 fu una vicenda di crescente terrore. La prima notte i neri massacrarono
tutte le famiglie dei piantatori su cui riuscirono a mettere le
mani. Assalirono quella di Rostgaard, ne furono respinti, e per motivi inspiegati
non tentarono di uccidere Pembroke n di dar fuoco alla sua
piantagione. Risult che Rostgaard aveva avuto ragione nel supporre che
a guidare la ribellione fosse Cudjoe, e che Vavak e altri della parte orientale
dell'isola fossero i suoi luogotenenti. Sar un bel guaio snidarli dalle
foreste, concluse Rostgaard.
Aveva perfettamente ragione, perch gli schiavi, dimostrando un'audacia
e un'intelligenza di cui i loro padroni bianchi mai li avrebbero supposti
capaci, diedero il via a una guerra offensiva e difensiva di notevole abilit.
Nel giro di cinque giorni incendiarono una ventina di piantagioni
circa, vanificando tutti i tentativi dei piantatori di soggiogarli o anche
solo di localizzarli.
Il 29 novembre, sesto giorno degli scontri, da una nave da guerra inglese
che aveva gettato le ancore per rifornirsi d'acqua scese a terra un
imponente reparto di soldati bene addestrati i quali, dopo lunghe perlustrazioni,
si imbatterono in un gruppo di negri guidati da Cudjoe. Segu
una breve scaramuccia e gli inglesi vennero messi in fuga dopo venti minuti
di sparatoria con un nemico che non videro mai.
Rostgaard e i suoi seguaci non si lasciarono tuttavia smontare, sebbene
riuscissero a scovare pochi degli uomini di Cudjoe e di Vavak; in compenso
uccisero per dare una lezione agli altri trentadue negri che non
avevano aderito alla rivolta.
La paura si diffuse anche nelle altre isole perch si temeva una sollevazione
generale; per impedirla fu organizzata una grande spedizione che
mosse da St. Kitts sotto la guida di un ufficiale, un certo Maddox. Questi
fece sbarcare i suoi uomini a St. John al suono di tamburi e pifferi, ma
dopo aver battuto in lungo e in largo l'isola sotto pesanti acquazzoni non
videro neppure uno schiavo vivo. In compenso tre inglesi rimasero uccisi
e otto feriti, poi gli uomini di St. Kitts risalirono sulla loro nave, senza
pi suoni di pifferi e tamburi.
Nelle settimane che seguirono, Pembroke fece poco caso alla lotta contro
gli schiavi. La sua attenzione era tutta presa dal tentativo di confortare
e proteggere la vedova Lemvig che era molto sola; John si recava a
visitarla ogni giorno, portandole del cibo preparato da lui stesso perch
non aveva pi schiavi. Dopo lunghe trattative riusc a persuadere una negra,
rimasta fedele alla sua padrona in una piantagione a ovest, a recarsi
sul colle per abitare con Elzabet in quella grande casa ormai vuota.
Nonostante le sue raccomandazioni Elzabet non volle saperne di rifugiarsi
a St. Thomas, dove la rivolta non si era ancora diffusa.
Ma anche laggi la pace dur poco: il terrore di cui St. John era in
preda non risparmi le altre isole. I francesi della Martinica, che possedevano
l'importante isola di St. Croix a pochi chilometri a sud di St. John,
decisero che la rivolta negra era durata troppo a lungo e il 23 aprile 1734
inviarono un contingente ben armato e addestrato, composto da oltre
duecento creoli locali, quattro ufficiali venuti dalla Francia e settantaquattro
indiani. I francesi batterono in lungo e in largo l'isola, ma occorsero
molti giorni prima che localizzassero gli uomini di Cudjoe che nel
frattempo avevano continuato a incendiare e devastare le piantagioni danesi.
Finalmente il 29 aprile i soldati bloccarono i negri in una gola da cui
non potevano ritirarsi ed ebbe luogo una battaglia vera e propria. I francesi,
che si trovavano in posizione vantaggiosa ed erano meglio guidati,
ebbero il sopravvento e, dopo aver dato la caccia agli schiavi superstiti
per altre due settimane, catturarono Cudjoe, della piantagione Rostgaard,
il capo della rivolta.
Molti ribelli restarono uccisi durante la battaglia, ma undici furono risparmiati
per essere oggetto di speciale attenzione da parte delle autorit
locali. I particolari delle loro prolungate esecuzioni capitali in pubblico
non furono registrati dalle cronache, ma quando Rostgaard chiese
ai soccorritori di prendersi lui stesso cura di Cudjoe, i francesi, grati per la
decisione di cui aveva dato prova nell'aiutarli a rintracciare i ribelli, acconsentirono.
L'esecuzione di Cudjoe ebbe luogo sulla piattaforma gi in precedenza
usata da Rostgaard, con lo stesso sergente a leggere la sentenza, con il
tamburino a sottolineare le centocinquanta frustate, ma con una differenza:
la condanna prescriveva infatti che lo schiavo ribelle fosse smembrato
e bruciato e Rostgaard non intendeva lasciarsi sfuggire l'occasione.
Sulla piattaforma, ingrandita per accogliere i necessari strumenti, erano
stati collocati ruota e leve, con attaccate lunghe, robuste corde. Dopo essere
stato frustato, Cudjoe fu fatto rinvenire, trascinato sulla piattaforma
e disteso sulle assi; le funi gli furono saldamente assicurate alle caviglie, ai
polsi e alle spalle e, a un segnale di Rostgaard, vennero tese lentamente,
sempre pi dolorosamente, finch le articolazioni cominciarono a cedere.
Pembroke assisteva all'esecuzione con gran parte degli altri duecento
bianchi superstiti cui era stato imposto dal governatore di essere presenti
insieme con tutti i loro schiavi che fossero riusciti a radunare; il giovane
rest orripilato dalla prolungata crudelt dell'esecuzione, ma si trattava
solo di un preambolo: quando le corde furono quasi sul punto di spezzarsi,
Rostgaard ordin agli schiavi di dar fuoco al legname e alle fascine
raccolti ai piedi della piattaforma. Poi il piantatore diede di piglio a un
lungo coltello con cui tagli le giunture strappate, stacc braccia e gambe
e le gett nel fal. E adesso portatelo gi! url versando acqua sulla vittima
nel tentativo di rianimare il tronco ancora vivo che infine fu scaraventato
tra le fiamme. Cudjoe, il coraggioso ashanti, aveva subito la lezione
destinata ai ribelli.
PEMBROKE SI ALLONTAN a passo incerto, diretto alla casa di Elzabet
Lemvig che non aveva assistito all'esecuzione; come lei gli venne incontro,
la prese tra le braccia gridando: Elzabet, per amor di Dio, andiamocene
da questo posto orribile, cominciamo una nuova vita sotto il segno
della speranza, non della disperazione.
Penso che abbiate ragione, rispose lei. Per la prima volta, da quel
giorno di sedici mesi prima in cui erano divenuti vicini, John la baci. Le
spieg poi che i francesi si erano mostrati cos pronti a inviare truppe a
domare la ribellione degli schiavi perch da anni desideravano vendere
l'isola di St. Croix ai danesi; la vendita adesso era stata conclusa grazie al
gesto di buona volont dei francesi, e il governo danese desiderava che
lui, John, si trasferisse a St. Croix per crearvi una grande piantagione di
zucchero sul modello inglese.
La risposta di Elzabet fu per molto precisa: Non voglio pi vivere in
una piantagione in cui vengano applicate le nuove norme danesi. No,
John, non verr con te.
Furono parole che John accolse non gi con delusione, bens con gioia:
Oh, Elzabet! replic, non appena mi hanno fatto l'offerta ho detto
loro che intendevo tornare in Giamaica. Ti porter con me a Trevelyan.
Vedrai, ti piacer.
Questa volta fu lei a baciare lui, e mentre il sole calava John disse con
tono grave: Ho ancora una cosa da fare in questa giornata terribile. Ho
capito, da certi segni, che Vavak  ancora nascosto nella foresta. Non
l'hanno preso.
Quella notte mi ha salvato la vita, disse Elzabet.
E anche la mia, penso. Solo cos si spiega perch non mi hanno ucciso.
Si recarono alle barche, John cav di tasca la grande chiave dei lucchetti
e, mentre Elzabet montava la guardia, liber le imbarcazioni perch
schiavi che ancora si nascondessero nei boschi potessero servirsene
nel tentativo di coprire la lunga distanza che separava l'isola da Portorico
e da San Domingo.
Mentre tornavano verso casa, udirono un fruscio tra gli alberi. Dall'ombra
emersero Vavak e una donna e fu un momento terribile perch lo
schiavo era armato. Passarono loro accanto sullo stretto sentiero, senza
che nessuno parlasse, ma i due sapevano benissimo perch Pembroke
avesse sciolto le imbarcazioni.
Nascosti tra gli alberi, John ed Elzabet videro Vavak e la sua donna
scegliere le imbarcazioni migliori e accingersi al lungo e pericoloso viaggio
verso la terra che avrebbe avuto nome Haiti dove i loro discendenti
avrebbero continuato la lotta per la libert.
QUANDO JOHN PEMBROKE torn alla piantagione Trevelyan con una moglie
danese, le reazioni furono diverse. Sir Hugh, contento che tutti i suoi
figli fossero felicemente sposati, accolse cordialmente Elzabet e assegn
alla coppia un appartamento di tre stanze al secondo piano di Golden
Hall. I fratelli di John, Roger e Greville, furono ben lieti di sapere che
era definitivamente sfuggito alle grinfie di Hester Croome, ma quando
costei seppe del matrimonio si precipit a Trevelyan, corse da Elzabet, la
strinse tra le braccia e le disse: Benvenuti in Giamaica! Quindi scoppi
in singhiozzi.
La famiglia decise che John ed Elzabet rimanessero a Trevelyan, almeno
per i primi anni di matrimonio, dando una mano a Greville e imparando
a conoscere l'intera Giamaica e le altre isole inglesi. Fu un periodo
felice, perch sembrava che la Giamaica e i Caraibi fossero al culmine
delle loro fortune. I governi erano stabili, i prezzi dello zucchero non
erano mai stati cos elevati e sebbene, a quanto pareva, ci fosse sempre
una guerra in corso da qualche altra parte, ben di rado interessava le
isole; la felicit di John ed Elzabet fu completa quando lei rest incinta.
I Caraibi tuttavia continuavano a essere alle prese con lo stesso problema:
la gestione degli schiavi. In secoli successivi, studiosi e scrittori si
sarebbero pi volte posti la domanda: perch gli schiavi erano tanto passivi?
Dal momento che erano da sei a otto volte pi numerosi dei bianchi,
perch non si ribellavano? La verit  che si ribellavano di continuo e con
violenza, in tutte le isole, come dimostrano le cronache di quegli anni:
quindici ribellioni in Giamaica, cinque a Barbados, sei alle isole Vergini,
otto a Hispaniola, sedici a Cuba; non ci fu isola in cui non si verific almeno
una grande sollevazione.
Nel 1737, in un remoto angolo della Giamaica ebbe luogo un evento
traumatico che mise i Pembroke direttamente alle prese con il problema
della schiavit. Un pastore anglicano invi due relazioni, una alla capitale,
che era adesso la nuova citt di Kingston, l'altra al re a Londra, per
rendere noto che Thomas Job, membro del suo gregge a Glebe Quarter,
si era reso responsabile della morte di oltre novanta dei suoi schiavi. Job,
questo mostro disumano, si divertiva a legare i suoi schiavi a terra per i
polsi e le caviglie e a frustarli per un'ora fino a farli morire. Per castigare
le sue serve, ne spalancava le bocche con pezzi di legno, versando loro in
gola acqua bollente, uccidendole. Aggiungeva l'ecclesiastico che, non essendo
riuscito uno schiavo da lui mandato nei boschi a catturare i fuggiaschi,
Job lo aveva trucidato cacciandogli in gola un ferro incandescente.
Inoltre, aveva fatto morire alcuni bambini tenendoli con la testa sott'acqua
e altri gettandoli in caldaie piene d'acqua in ebollizione.
Il governatore convoc Greville Pembroke, noto per essere un piantatore
intelligente e umano, e lo incaric di recarsi a Glebe Quarter per indagare
sulle accuse e, se si fossero rivelate vere, avviare un procedimento
legale contro Job. Greville fece notare al governatore che il dovere lo
tratteneva alla piantagione e che suo fratello minore John aveva maggiore
esperienza di lui in fatto di schiavi. Il governatore accett la proposta e,
dieci minuti dopo essere arrivato a Glebe Quarter, John fece rinchiudere
Thomas Job nel carcere improvvisato del villaggio.
In base agli ordini scritti del governatore, ordin che si riunisse una
giuria e rimase a bocca aperta quando gli uomini, tutti bianchi, tutti parte
attiva degli interessi zuccherieri, dichiararono Job non colpevole perch
 difficile controllare i negri senza ricorrere a misure draconiane e, a nostro
giudizio, Thomas non  andato minimamente al di l delle costumanze
di quest'isola.
Il giorno dopo, certo di essere stato non soltanto assolto ma anche autorizzato
a riprendere le vecchie abitudini, Job sorprese uno schiavo intento
a un'attivit da lui disapprovata e come al solito lo batt a morte.
Un giovane scozzese che lavorava al servizio di Job and a riferire la
cosa al pastore, il quale chiam Pembroke per metterlo al corrente dei
particolari; John seppe cos che lo schiavo morto aveva un nome corrente
nelle isole, Cudjoe. Subito gli torn alla mente l'orrenda giornata in cui
era stato costretto ad assistere all'esecuzione di un altro Cudjoe da parte
di Rostgaard e decise quindi quel che doveva fare.
Il processo, diverso perch relativo a un caso del tutto nuovo, sarebbe
andato in tutt'altro modo, perch adesso John avrebbe avuto a disposizione
un uomo bianco che avrebbe testimoniato della brutalit di Job. La
giuria posta di fronte a tale deposizione dovette emettere un verdetto di
colpevolezza.
Quello stesso pomeriggio John Pembroke fece erigere una forca e
prima che il sole tramontasse il demoniaco Thomas Job pendeva dalla
corda.
Quella notte, la piccola imbarcazione di Pembroke scivol fuori dal
porto di Glebe Quarter recando a bordo come passeggero il giovane scozzese,
per il quale sarebbe stato fatale restare tra i piantatori, ora indignati
del fatto che uno dei loro fosse stato impiccato solo per aver punito i propri
negri.
Ma quando Pembroke e lo scozzese giunsero a Kingston per riferire sugli
eventi di Glebe Quarter, trovarono che un uomo a cavallo li aveva preceduti,
latore di un resoconto terribilmente deformato di quanto era accaduto.
Tra i membri degli interessi zuccherieri l'indignazione era al colmo e
Pentheny Croome stava organizzando una squadra per infliggere una lezione
allo scozzese. John lo ferm facendogli anche notare che godeva di
un'importante posizione al parlamento. Desiderava forse, comportandosi
come Thomas Job, rovinare la propria reputazione, mettendo a repentaglio
gli stessi interessi zuccherieri? Pentheny rest poi ancora pi scosso
quando John aggiunse: Una copia del mio rapporto  gi stata inviata al
re.
Al piantatore non rest che inghiottire l'amaro boccone, anzi volle che
il giovane scozzese si occupasse della sua piantagione mentre lui era a
Londra. Una settimana dopo, Hester Croome torn a Trevelyan raccontando
tutta felice alle mogli dei fratelli Pembroke: Un giovane meraviglioso
ha cominciato a lavorare per mio padre. Mi dispiace solo che venerd
dobbiamo partire per Londra.
PER LA PRIMA VOLTA, NEL 1738, John Pembroke attrasse su di s l'attenzione
di Londra. C'erano stati guai con un gruppo di maroon all'estremit
orientale della Giamaica e, anzich inviare contro di loro reparti armati,
il governatore mand Pembroke e una scorta di sedici uomini del
reggimento di Gibilterra in quel momento di stanza nell'isola. Noi speriamo,
disse il governatore a John, che torni a regnare quella lunga
pace che vostro padre riusc a instaurare con i maroon nel suo distretto.
Stesse garanzie da parte nostra, stesse promesse da parte loro.
Quando Pembroke raggiunse la zona, gli ex schiavi si mostrarono riluttanti
a trattare ma, alternando abilmente pazienza e pressioni, John riusc
a fare miracoli e finalmente ci si accord per una tregua. Nel 1739, Pembroke
fu inviato nella Giamaica occidentale con lo stesso incarico e ancora
una volta ottenne quello che nessuno era riuscito a realizzare prima,
un armistizio duraturo. L'isola era ormai in pace e Londra si congratul
con John Pembroke.
NE DERIV UN SINGOLARE INCARICO: quando una squadra da guerra di
dimensioni enormi, un centinaio di navi in tutto, gett le ancore davanti
a Port Royal al comando dell'ammiraglio Edward Vernon, tutti si resero
conto che gli inglesi avevano finalmente deciso di sloggiare gli spagnoli
dai Caraibi.
Gli spagnoli avevano perduto gi molti dei loro possedimenti: la Giamaica
era adesso in mani inglesi, la futura Haiti era sotto dominio francese
e gli iberici non erano riusciti a ristabilire il loro potere in nessuna
delle isole. All'estremit meridionale della catena che esse formavano,
Trinidad continuava a essere nominalmente spagnola, ma era abitata in
prevalenza da francesi e ben presto sarebbe passata in mani britanniche.
Tuttavia il ricco Messico e l'ancora pi ricco Per continuavano a essere
spagnoli, come del resto il Main. Se voleva proteggere quelle regioni di
importanza vitale, la Spagna doveva conservare il possesso del porto
chiave di Cartagena, ed era questa la ragione per cui gli inglesi avevano
deciso di impadronirsene, mettendo cos a repentaglio il resto delle terre
spagnole nel nuovo mondo. Come gi tante volte in precedenza, il destino
delle nazioni europee si sarebbe deciso nei Caraibi.
Quando l'ammiraglio Vernon scese a terra per controllare gli ultimi preparativi,
proclam: Questa volta cancelleremo quella citt dalle carte geografiche.
Era un pittoresco lupo di mare, un cinquantasettenne vestito
come sempre con una vecchia palandrana di una ruvida stoffa verde di
seta, mohair e lana; per questo motivo gli era stato affibbiato il soprannome
di vecchio grog, e quando, nel tentativo di imporre la sobriet ai
suoi marinai, aveva ordinato che la loro tradizionale razione di rum venisse
diluita aggiungendo a una pinta di liquore due galloni d'acqua, il suo
nome era passato nei dizionari, ma in un'accezione stravolta: il termine inglese
grog in origine significava infatti annacquato anzich rum.
Nel 1739, Vernon si era guadagnato enorme popolarit asserendo che
Portobello non era imprendibile: Datemi sei buone navi e vi garantisco
che me ne impossesso. Il governo gliele aveva concesse e lui aveva ottenuto
una cos sonante vittoria, senza perdere n una nave n un uomo,
che in tutta l'Inghilterra erano stati accesi fal di gioia e medaglie erano
state coniate appositamente in suo onore. Marinai che avevano partecipato
alla grande vittoria andavano per sussurrando: Gli spagnoli non
hanno neppure tentato di difendere Portobello. Poche truppe, un forte
completamente vuoto.
Ci non toglie che Vernon fosse diventato l'eroe del momento e che
subito avesse proposto di prendere anche Cartagena.
Siccome avrebbe avuto bisogno di ufficiali per dettare i termini di pace
quando il nemico si fosse arreso, chiese al governatore della Giamaica di
indicargli possibili candidati e le recenti imprese compiute da John Pembroke
indussero il governatore a farne il nome. Cos John part verso sud
il 26 gennaio 1742 e ben presto si trov di fronte a quella formidabile
raccolta di isole, promontori fortificati, stretti coronati da fortezze e un
porto interno irto di cannoni, vale a dire Cartagena. Si diceva che re Filippo
II, quando aveva saputo che per erigere quelle fortificazioni era
stata spesa una somma equivalente a cinquanta milioni di dollari attuali,
si fosse recato sulla terrazza dell'Escorial e, volgendo lo sguardo in direzione
di Cartagena, avesse commentato: Con tutto quel denaro che si 
speso, dovrei riuscire a vedere le fortificazioni anche da qui.
L'assedio e la battaglia, uno degli eventi cruciali dell'emisfero occidentale,
furono uno scontro inuguale. L'ammiraglio Vernon aveva messo assieme
centosettanta navi, ventottomila uomini, parecchi dei quali forzosamente
reclutati in dieci diverse colonie americane, e innumerevoli cannoni.
Gli spagnoli disponevano solo di poche, piccole navi, ben presto
inutilizzate, e di forse tremila uomini; ma avevano anche dalla loro parte
un uomo soprannominato due terzi di un ammiraglio.
Don Blas de Lezo, uno dei grandi soldati della storia, aveva trascorso
anni e anni combattendo contro la marina britannica, sempre perdendo
qualcosa di pi di una battaglia. A Gibilterra, nel 1704, aveva perduto
la gamba per una cannonata inglese, a Tolosa, l'occhio sinistro per merito
di un tiratore scelto britannico, e in uno scontro al largo della Spagna
ci aveva rimesso il braccio destro. Adesso, di fronte alla prospettiva
di un'altra battaglia contro il vecchio nemico, si diede a correre da un
forte all'altro, ispezionando le difese e passando notti insonni cercando
di indovinare quale sarebbe stata la prossima mossa dell'ammiraglio
Vernon che godeva di una cos schiacciante superiorit. A Gibilterra,
anni prima, quando erano entrambi giovani, l'ammiraglio Vernon e lui
si erano trovati di fronte, e quella volta l'inglese aveva vinto. Ma oggi 
un altro giorno, ridacchiava tra s don Blas de Lezo, questo  un altro
campo di battaglia e questa volta ho un potente alleato, il generale Febbre
Gialla.
Prima ancora che lo scontro avesse inizio, il morbo colp, uccidendo il
valente generale britannico che avrebbe dovuto guidare le forze di terra
scese dalle navi di Vernon, e al posto del defunto l'ammiraglio ricevette
uno dei pi inetti comandanti della storia, il brigadiere generale Thomas
Wentworth, un leccapiedi assolutamente incapace al quale era stata assegnata
una funzione che non voleva e che non era in grado di esercitare.
Le conseguenze furono cos riferite da John Pembroke:
Ero ufficiale di collegamento a bordo dell'ammiraglia e ogni mattina era
la stessa storia. Il generale Wentworth ha cominciato l'attacco al forte?
mi chiedeva l'ammiraglio. Alla mia risposta negativa si rivolgeva agli altri:
Perch non l'ha fatto? La risposta suonava: Nessuno lo sa.
Il tempo passava. Cominci a piovere. La febbre gialla colp i nostri uomini
con terribile vigore e Wentworth continuava a starsene con le mani
in mano. Alla fine la nostra grande flotta, pi potente della
Grande Armada inviata dalla Spagna ad attaccare l'Inghilterra, dovette ritirarsi senza
aver concluso niente. E perch abbiamo fatto fiasco? Perch in ogni
istante quel dannato ammiraglio spagnolo con una gamba sola  riuscito a
prevedere le nostre mosse.
Se marina ed esercito inglese uniti riuscirono a combinare solo un disastro,
John Pembroke fece qualcosa di meglio, perch l'ammiraglio Vernon
rifer a Londra che, avendo chiesto volontari per un compito pericolosissimo,
quello di guidare la piccola nave Galicia sotto il forte spagnolo
per saggiare la portata e la precisione dei nostri cannoni, John Pembroke,
guida civile, si era subito offerto.
E quando la nave si  trovata in difficolt, sotto il fuoco delle batterie e
della fucileria nemica, si  gettato in acqua tra i proiettili, per liberare il
battello che si era incagliato. Il suo  stato un atto di altissimo eroismo.
Neppure questo serv a niente perch, mentre il generale Wentworth
continuava a non risolversi ad attaccare, il suo inesorabile nemico, il generale
Febbre Gialla, aiutato dall'ammiraglio Colera, colp le sue truppe
ammassate e il numero di vittime fu spaventoso. Molte unit perdettero il
cinquanta per cento dei loro effettivi e tra le reclute delle colonie americane
si ebbero perdite addirittura del settanta per cento.
Venne il triste giorno nel quale l'ammiraglio Vernon, sempre incapace
di smuovere Wentworth la cui inattivit era adesso giustificata, dovette
emanare l'ordine seguente: Tutte le truppe si reimbarchino e tutte le
navi tornino in Giamaica. Gli sforzi inglesi di sloggiare gli spagnoli dai
Caraibi erano stati frustrati da un generoso ammiraglio che era solo due
terzi di uomo.
DURANTE IL TRISTE RITORNO a Port Royal, John Pembroke si aggir tra
ufficiali e uomini, raccogliendo quelle informazioni di prima mano che
avrebbe in seguito riportato nel suo opuscolo Vero resoconto del comportamento
dell'ammiraglio Wentworth a Cartagena, molto ammirato e i cui
passi pi citati erano i seguenti:
Stando a un conteggio esatto, sono morti diciottomila uomini e, a quanto
ci ha riferito un soldato spagnolo da noi fatto prigioniero, il nemico ne ha
persi al massimo duecento. L'ammiraglio Una gamba grazie alla sua eccellente
guida e al fuoco delle sue armi ha ucciso novemila dei nostri uomini;
altrettanti ne sono stati spacciati dal generale Febbre Gialla. L'ultima
volta che ho visto il porto di Cartagena, l'acqua era resa grigia dai cadaveri
putrefatti dei nostri uomini che morivano con tanta rapidit da impedirci
di seppellirli. Quattro su cinque dei poveri, deboli contadini delle
nostre colonie nordamericane sono deceduti.
Ma la perdita maggiore da noi subita  stata che, se avessimo vinto,
avremmo imposto il dominio inglese su tutti i Caraibi e sarebbe cos venuto
in essere un mondo unito, con tutte le occasioni di crescita che un'unit
del genere pu assicurare. Un'unica legge, un'unica lingua, un'unica
religione. Ma ormai quella possibilit  sfumata e non si ripresenter pi.
Il premio, che tocc a John Pembroke per l'eroismo di cui aveva dato
prova a Cartagena, gli giunse inaspettatamente sotto forma di una lettera
inviatagli da suo padre da Londra, in cui si congratulava con lui e lo invitava
a raggiungerlo al pi presto con Elzabet, dimenticando ogni obbligo
nei confronti di Trevelyan; aveva in serbo tre sorprese per lui.
Cos i due Pembroke lasciarono Trevelyan nella tarda estate del 1743,
portando con s i loro due figli. John non poteva certo supporre che non
avrebbe rivisto la Giamaica fino all'ultimo turbolento decennio del Settecento.
La prima delle tre sorprese promessegli da Sir Hugh fu l'annuncio
che gli aveva comprato un seggio in parlamento. Quindi, all'et di trentaquattro
anni, privo di ogni esperienza politica, John Pembroke si trov a
essere membro del parlamento; solo dopo tre anni da che vi si era insediato,
si rec in campagna, a ovest di Londra, per conoscere la sua circoscrizione
elettorale e trov tre casolari che facevano parte delle rovine di
quello che era stato un tempo un importante centro commerciale. Incontr
i due vecchi, unici votanti superstiti del suo intero distretto, che
avrebbero continuato a dargli il loro voto, quello che gli avrebbe permesso
di venire eletto all'unanimit anno dopo anno. Spero di continuare
a essere un rappresentante degno del nostro distretto, disse John.
I due vecchi risposero: Ma certo.
Adesso la famiglia Pembroke aveva il controllo di tre seggi parlamentari
e John, che era una sorta di eroe militare, godeva di notevole capacit
di persuasione. Le sue responsabilit, come gli furono esposte dal padre,
erano elementari: Non cedere niente ai francesi. Ricordati che sono i nostri
eterni nemici. Tieni in riga quegli imbecilli delle colonie americane e
alza il prezzo dello zucchero.
I Pembroke non erano per la famiglia giamaicana pi potente in parlamento:
prima di loro venivano i Dawkins, con tre loro membri in parlamento,
e i Beckford, proprietari di una piantagione che si trovava non
lontana da quella di Trevelyan, rappresentati da tre fratelli. Sicch, tre famiglie
rurali della Giamaica controllavano complessivamente nove seggi
parlamentari, mentre altri otto piantatori giamaicani
disponevano ciascuno di un seggio; il potere degli interessi
zuccherieri era dunque veramente
eccezionale. Un critico proclam: Quei maledetti isolani in questa
sessione disporranno di ventiquattro seggi propri oltre ad altri ventisei
occupati da uomini legati a loro.
Il termine peggiorativo di isolani non era per del tutto giustificato,
dal momento che, dei settanta rappresentanti delle isole che avrebbero
occupato seggi parlamentari nel corso degli anni, oltre met non avevano
mai messo piede n mai lo avrebbero messo nei Caraibi. Erano costoro i
ben noti latifondisti assenti i cui antenati avevano compiuto l'avventuroso
viaggio in Giamaica, vi avevano creato le basi delle loro fortune ed erano
rimpatriati; costoro avevano ormai casa in Inghilterra, ma non dimenticavano
che la loro ricchezza proveniva tuttora dalla Giamaica e votavano di
conseguenza.
La seconda sorpresa di Sir Hugh a John e a Elzabet consistette nel presentare
loro quella che defin la vostra nuova casa, un bell'edificio di
nobili proporzioni in Cavendish Square, vicinissimo alla residenza di Roger.
Meno lieta forse la terza sorpresa: da una stanza interna in cui era in
attesa, comparve una donna che grid con voce gioiosa: John! Elzabet!
Io sono la vostra nuova mamma!
Si trattava di Hester Croome Pembroke, una donna grande e grossa,
rossa di capelli che, stringendo il figliastro tra le braccia possenti,
esclam: John, ragazzo mio! Sono finalmente una Pembroke! Quindi,
avvicinandosi a Sir Hugh e guardando con occhio benevolo John
ed Elzabet, aggiunse: Buon Dio, che bel quartetto formiamo!
I DUE DECENNI SUCCESSIVI segnarono l'apice del potere delle Indie occidentali
a Londra; anni in cui Sir Hugh sembr godersela pi che mai, e i
giovani Pembroke furono ben felici che avesse ripreso moglie. Il passo di
Sir Hugh si era fatto pi spedito, il suo sorriso pi aperto, e la travolgente
vitalit della nuova moglie era per lui fonte di tranquillo divertimento.
Come John ebbe a dire a Elzabet: La cosa migliore che ha fatto in questi
anni  di sposare quell'uragano della Giamaica.
I banchetti offerti da Hester un po' alla volta si fecero sempre pi sontuosi
e i membri del parlamento di tutti i partiti ormai preferivano i suoi
ricevimenti a ogni altro; era anche apprezzata la buona grazia con cui sapeva
accettare sia le vittorie sia le sconfitte, come quella toccata a un
gruppo di parlamentari che tentarono invano di indurre il ministero del
commercio ad aumentare il prezzo dello zucchero; tutto ci contribu a
rafforzare gli interessi zuccherieri nei turbolenti anni che fecero seguito al
1756, quando tutte le nazioni d'Europa parvero in guerra tra loro, con la
Prussia, la Germania, l'Austria, la Russia, la Francia, la Spagna, il Portogallo
e l'Inghilterra coinvolte, in una o nell'altra fase, in varie alleanze, e
il vecchio mondo pericolosamente scosso.
Con la saggezza di cui a volte le potenze sanno dare prova, Francia e
Inghilterra limitavano i loro scontri terrestri nel lontano Nordamerica e
le loro battaglie navali nei Caraibi. Nel 1760, il generale Louis Joseph
Montcalm, che era alla testa dei francesi, e il generale James Wolfe, che
comandava gli inglesi, caddero entrambi lo stesso giorno nella grande
battaglia sui Plains of Abraham nel Qubec, culmine della conquista britannica
del Canada.
Per mare, l'ammiraglio Rodney nel 1762 alter gli equilibri impadronendosi
delle isole francesi della Martinica, di San Vincenzo, Grenada e
All Saints, aggiungendole all'isola di Guadalupa gi in possesso degli inglesi.
Le vittorie di Rodney ebbero tale importanza per la sicurezza dell'impero
che, quando ne giunse notizia a Londra, furono accesi fal e la
gente danz per le strade; ma non lo fecero di certo i fautori degli interessi
zuccherieri i quali si raccolsero in gruppi silenziosi sussurrando:
Che disastro! Come possiamo riparare a questo terribile errore?
Il pericolo era concreto. Se l'Inghilterra conservava, come bottino di
guerra, le grandi isole della Guadalupa e della Martinica, per non parlare
di quelle minori, sarebbe stata disponibile una cos vasta superficie di terreno
da adibire alla produzione di zucchero da poter soddisfare i bisogni
del mercato inglese, danneggiando gravemente isole come la Giamaica e
Barbados. Diavolo, esclam Pentheny Croome con lucida preveggenza,
lo zucchero in Inghilterra rischia di essere a buon mercato quanto lo 
adesso in Francia, e questo ci metterebbe a terra.
Aveva perfettamente ragione e tra la fine del 1762 e l'inizio del 1763
gli zuccherieri mossero tutte le loro pedine per ottenere un preciso scopo:
i negoziatori inglesi alla conferenza di pace di Parigi dovevano essere costretti
ad accettare il Canada in cambio delle isole francesi nei Caraibi; se
i francesi non le volevano, le si dovevano dare alla Spagna o lasciare al
loro destino, ma a nessun costo dovevano restare in possesso dell'Inghilterra.
Com' ovvio, numerose forze si schierarono contro i piantatori giamaicani,
fatti segno di attacchi da parte della stampa; ma la voce pi potente
era quella delle massaie inglesi che continuavano a implorare il governo:
Per favore, dateci le isole francesi in modo che noi si abbia lo zucchero a
un prezzo ragionevole.
In quegli anni, nel dibattito era intervenuto un nuovo fattore: la crescente
popolarit del t, sia in ambito domestico sia nei caff; ma per gustarsi
il loro t, gli inglesi dovevano aggiungervi zucchero in abbondanza
sicch, con l'aumento vertiginoso del consumo di quella bevanda, si accrebbe
in pari misura la richiesta di zucchero a buon mercato e i piantatori
delle Indie occidentali si resero conto di essere gravemente minacciati
dalle isole francesi.
Nel 1760, gli zuccherieri subirono una pesante sconfitta quando un
esperto economista, tale Joseph Massie, pubblic a proprie
spese un opuscolo dal singolare ttolo: Un calcolo del denaro che  stato esorbitantemente
estorto al popolo di Gran Bretagna dai piantatori di canna da zucchero
in un anno, dal gennaio 1759 al gennaio 1760, in cui si dimostra quanto denaro
una famiglia di ogni rango, grado o classe abbia perduto a vantaggio di
quel rapace monopolio che  continuato cos a lungo dopo che l'ho denunciato
nel mio Stato del commercio di zucchero coloniale britannico da me
dato alle stampe l'inverno scorso. Con impeccabile ragionamento ed esponendo
tutti i dati disponibili, Massie comprov che i piantatori delle Indie
occidentali avevano cavato di tasca al pubblico inglese, nel giro di
vent'anni, l'enorme somma di OTTO MILIONI DI STERLINE, ricavandone
grandi profitti.
L'attacco era frontale e implacabile. Gli esponenti degli interessi zuccherieri
venivano denunciati quali nemici dello stato e spietati sfruttatori,
non solo dei loro schiavi negri della Giamaica, ma anche delle massaie
bianche in Gran Bretagna: una grave ingiustizia che poteva essere sanata,
sostenevano i politici che la pensavano come Massie, con il semplice espediente
di non cedere la Martinica e la Guadalupa. Si tratt di attacchi
tanto concreti e persuasivi, che una sera del 1762 i maggiori piantatori si
riunirono a cena nella grande sala da pranzo di Sir Hugh e Lady Hester.
Il grande William Pitt, deciso paladino della conservazione delle isole
francesi, era stato invitato per sentire le argomentazioni della parte avversa;
dopo essere stato intrattenuto in conversazioni di tutt'altro genere
da Hester, proclam con tutta franchezza: Signori, come voi ben sapete
sono sempre stato favorevole alla conservazione delle isole francesi. Pi
commercio per l'Inghilterra, prezzi pi bassi per lo zucchero, vantaggi
strategici per la nostra marina. Invano i piantatori cercarono di dissuaderlo
dall'includere quella clausola relativa alla Martinica e alla Guadalupa
nel trattato di pace che proprio allora Pitt stava negoziando con i
francesi a Parigi.
Quando per fu servito il porto e si accesero i sigari, Pitt si accomod
meglio sulla poltrona, guard uno alla volta i piantatori e confid: Signori,
ho buone notizie per voi e cattive per l'Inghilterra. Aggiunse poi
che era stato tolto dal novero dei negoziatori a Parigi e sostituito dal
conte di Bute di cui precis l'orientamento: Come voi ben sapete,  assai
pi favorevole di quanto possa essere io alla vostra causa. Consigli inoltre
di trovare qualcuno che redigesse un opuscolo capace di controbattere
quello, tanto persuasivo, di Joseph Massie.
Allontanatosi Pitt, i piantatori discussero su chi doveva incaricarsi
della bisogna, palleggiandosi a vicenda la responsabilit, finch Lady Hester
tagli il nodo gordiano: A scriverlo sar mio marito. Sir Hugh rest
senza fiato, pronto a opporre un rifiuto, ma lei aggiunse: Ti aiuter io
nei passi pi difficili.
Sir Hugh ed Hester trascorsero le tre successive settimane elaborando
una magistrale risposta agli opuscoli contro i piantatori,
mettendone in risalto gli errori, gettando il ridicolo sulle
loro pretese di intendersene di
questioni internazionali e portando in campo nuovi, validi elementi di carattere
economico; insieme costituivano un duetto formidabile: un vecchio
uomo politico di oltre settant'anni e un'energica donna sulla cinquantina,
e in brevissimo tempo furono in grado di diffondere il loro saggio
a Londra e nelle maggiori citt della Gran Bretagna. Il titolo suonava:
Un sobrio resoconto intitolato Importanza del commercio dello zucchero per
i permanenti interessi e le questioni finanziarie dell'intero impero britannico,
riguardante soprattutto l'Inghilterra con una breve e succosa argomentazione
circa il perch le isole della Guadalupa e della Martinica non debbano entrare
a fare permanentemente parte dell'impero britannico, rispettosamente
presentato da un uomo qualsiasi, un piantatore della Giamaica che se ne intende.
Londra 1762.
L'opuscolo ebbe enorme successo perch puntava tutto sulla tenacia
britannica, l'eroismo inglese, le speranze per il futuro e il patriottismo in
generale, in pari tempo mascherando efficacemente la venalit degli interessi
zuccherieri e nascondendo il pesante tributo che il britannico medio
pagava per continuare ad assicurare un lussuoso tenore di vita a famiglie
giamaicane come i Beckford, i Dawkins, i Pembroke e i Croome.
Forn inoltre validi argomenti al conte di Bute, che se ne serv per negoziare
il trattato di pace destinato a risolvere i problemi in Europa, in
India, nel Nordamerica e nei Caraibi. Di ritorno a Londra, invi a Sir
Hugh e agli altri piantatori un messaggio cos concepito: Le cose si mettono
bene. Non avrete nessuna Guadalupa attorno al collo.
A non essere affatto contenta di come andavano le cose si
mostr Elzabet, la quale piangendo confess al marito: Vedo
solo tragedie di fronte
a noi, se quello stupendo mare che ci  toccato in sorte non sar unito... E
adesso, abbiamo perso la nostra ultima occasione. Aggiunse che moriva
di nostalgia per le isole, quelle belle isole...
Bett, non appena questo sar finito, torneremo laggi, le assicur
John. Anch'io ho voglia di rivedere Trevelyan.
Ero cos felice laggi... e nel giro di pochi minuti quella fragile
donna era morta. Quando John, in preda a una silenziosa angoscia, chiese
ai medici: Com' stato possibile che questo accadesse? la loro risposta
suon:  vissuta intensamente ed era venuta la sua ora.
DOPO I FUNERALI, ai quali provvide Lady Hester perch John era troppo
addolorato per prendere qualsiasi decisione, lui tent, in segno di rispetto
per le opinioni di Elzabet, di ritirarsi dalle battaglie finali per il trattato
di pace, ma n Sir Hugh n Lady Hester glielo permisero, anzi lo coinvolsero
sempre pi a fondo nei negoziati che precedettero l'importantissimo
voto parlamentare da cui dipendeva l'accettazione o meno dell'opera del
conte di Bute.
Il dibattito continu per tutto il dicembre del 1762 e ancora per tutto
il gennaio e parte del febbraio dell'anno successivo, con gli interessi zuccherieri
fatti oggetto di pesanti attacchi perch la reale situazione era loro
decisamente contraria; ma alla fine, il 29 febbraio 1763, non fu pi possibile
rimandare la votazione, e i grandi piantatori, che in pratica dominavano
il parlamento, accolsero con giubilo i risultati del voto: 319 parlamentari
si dichiararono a favore del trattato e del ritorno delle isole francesi
alla Francia; solo 65 furono i contrari.
Quella sera William Pitt, sempre aspro nei dibattiti ma generoso nella
sconfitta, accompagn a casa Lady Hester Pembroke dalla camera dei comuni
e, seduto in una poltrona di velluto, stette a guardare in silenzio i
piantatori che festeggiavano la vittoria. Approfittando di una interruzione,
lanci loro un'altra occhiata e disse: Signori, devo rammentarvi
che Lady Vittoria, per immensa che sembri questa sera in questa stanza, 
una dama volubile. Temo che vincendo abbiate fatto perdere al nostro
impero le colonie americane. Laggi abitano uomini di grande fermezza e
coraggio, una nuova razza non disposta a tollerare i gravi svantaggi che
avete loro inflitto quest'oggi.
Che cosa vi aspettate che facciano? chiese Croome. Non hanno nessun
potere e noi invece ne abbiamo molto.
Mi aspetto che si ribellino, che si ribellino contro queste ingiustizie.
Si avvicin a Lady Hester, le baci la mano e la preg di accompagnarlo
all'uscio e alla carrozza che lo aspettava.
PITT AVEVA RAGIONE e per Sir Hugh quella si rivel una vittoria di
Pirro. Le energie da lui spese senza risparmio nei due precedenti anni per
difendere lo zucchero lo avevano sfinito, e lo sapeva benissimo; assistette
senza gioia alle celebrazioni, da parte dei grandi piantatori, di quella che
Pitt aveva definito una vittoria da pagare a caro prezzo. Lo deprimeva
inoltre lo stato d'animo del figlio minore, vedovo della moglie, e giorno
dopo giorno si sentiva sempre pi debole.
Una sera, quando si rese conto che le forze gli venivano meno, disse
alla moglie: Gli uomini come me, educati in Inghilterra, molto spesso
sorridevano dei piantatori giamaicani come tuo padre, che conoscevano
solo ci che la terra aveva insegnato loro. Ma ora mi rendo conto che tuo
padre, e anche tu, avete tratto nutrimento da quei campi, da quei panorami.
All'improvviso scoppi in singhiozzi: Giamaica, Giamaica! Non
vedr mai pi Trevelyan. Il giorno dopo era morto e gran parte dei
membri del parlamento, presenti a Londra in quel momento, partecip ai
funerali, perch Sir Hugh, come portavoce degli interessi zuccherieri, si
era guadagnato il rispetto di tutti.
Sette settimane dopo il funerale, in aprile, quando l'Inghilterra rurale
era al massimo del suo splendore, una carrozza giunse alla
casa di campagna a Upper Swathling dove John Pembroke piangeva
la sua duplice perdita.
Una donna scese dal veicolo e, senza bussare, irruppe nella stanza in
cui si trovava John. Era la sua matrigna, Lady Hester Pembroke, e il suo
messaggio fu scioccante: John, stammi ad ascoltare! Non puoi consumare
la tua vita in questo modo. Buon Dio, hai solo cinquantaquattro
anni.
Lui si alz per offrirle una sedia, ma lei la rifiut, preferendo restare in
piedi per proclamare quel che era venuta a dirgli: Ti amo da molti anni,
John. Mi sono sentita spezzare il cuore quando hai portato Elzabet dalle
isole Vergini, ma l'ho tenuto nascosto. Ora non c' pi ragione di nasconderlo.
Sono una Pembroke, lo sono sempre stata e continuer a esserlo.
John era sbalordito. Usc dalla stanza e si mise a spiare da una finestra
nell'attesa che la donna, colpita dalla sua indifferenza, si decidesse ad andarsene;
ma Lady Hester non lo fece e, dopo mezz'ora di riflessione, John
rientr intenzionato a rimproverarla. Tuttavia non gli fu possibile: lei lo
accolse ridendo, da quella donna cordiale che era e che la vita a Londra
aveva reso matura, facendone una formidabile padrona di casa dotata di
grazie che signore meno decise di lei mai avrebbero raggiunto. John, 
inevitabile, gli disse. Sai che io non mi arrendo mai. Ti ho permesso di
andartene una volta e ti ho perduto. Non succeder mai pi. Gli assicur
che il fratello maggiore, l'attuale Sir Roger, si sarebbe convinto del buon
senso della proposta e che i tre figli suoi e di Elzabet, ormai tutti sposati e
residenti a Londra, avrebbero senz'altro approvato. Inoltre, John, concluse,
non avranno da temere che io ti abbia sposato per il tuo denaro,
che comunque destinerai a loro nel tuo testamento.
Quel giorno Lady Hester non riusc a spuntarla ma, siccome aveva
preso alloggio in una locanda vicina, lo assillava di continuo e un po' alla
volta John si convinse che quanto proponeva Hester era davvero inevitabile.
La donna trov anche una risposta efficace quando lui le fece osservare
che la chiesa anglicana vietava che un uomo sposasse la matrigna:
Non importa. Ci sposeremo in Francia, dove non hanno preclusioni del
genere.
Lo convinse anche a passare la luna di miele a Firenze, dove uno scultore
suo amico le mostr un'enorme statua portata a termine di recente,
intitolata Giustizia che difende il debole-, Hester l'acquist seduta stante.
Suo marito, sgomentato dalle dimensioni dell'opera che raffigurava una
donna seminuda in atteggiamento di protezione nei confronti di sei supplici,
non riusc a impedirglielo perch, come spieg a Sir Roger quando
la statua fu installata a Londra, Il denaro era di Hester.

 Capitolo 8.
Un matrimonio a Nevis.

QUANDO L'INFAME COVO DI PIRATI di Port Royal sulla riva meridionale
della Giamaica sprofond in mare durante il terremoto del 1692, un sottile,
lungo lembo di terra fu preservato dalla catastrofe. Costituiva solo
una piccola porzione della superficie originaria, ma siccome vi sorgeva
una robusta fortezza dalle spesse mura, ideata per resistere ad attacchi dal
mare, il parlamento di Londra aveva decretato che vi fossero installate
nuove postazioni di artiglieria, mettendola in grado di sopportare qualsiasi
attacco francese.
A differenza di quanto accadeva ai tempi della regina Elisabetta e di
Francis Drake, quando gli inglesi si mettevano in allarme a ogni gesto
bellicoso della Spagna, ora, a due secoli di distanza, nessuno prendeva
pi sul serio la minaccia iberica; ad attrarre l'attenzione erano invece i
francesi, la cui abile marina costituiva un costante pericolo per l'indipendenza
britannica. Strano a dirsi, le grandi battaglie navali del periodo
non furono combattute in acque europee bens nei Caraibi, dove
le flotte delle due nazioni spesso si scontrarono, alternando vittorie e
sconfitte. In una grande battaglia al largo della Dominica, gli inglesi riportarono
una grande vittoria ma negli anni di cui si parler in questo
capitolo i francesi si rivelarono capacissimi e ben intenzionati a rispondere
colpo su colpo.
Fu in quel clima di paura che i resti di Port Royal, risparmiati dalle acque
dopo il terribile terremoto, divennero di importanza cruciale per la
flotta britannica, dal momento che la nazione che avesse controllato Fort
Charles avrebbe avuto modo di dominare l'enorme golfo della Giamaica
e il cuore dei Caraibi. Per renderlo sicuro, il governo britannico nel
1777, turbolento anno in cui gli inglesi tentarono ancora di imporre il
giogo alle colonie americane, lo affid al comando di un giovane ufficiale
di straordinarie capacit, non ancora ventenne.
Costui si chiamava Horatio Nelson, ed era una figura che non dava
certo nell'occhio; piccolo e magro, i capelli di un biondo chiarissimo, la
voce acuta e la parlata contadina, a volte incomprensibile, delle regioni
pi orientali dell'Inghilterra. In effetti, quando si present per assumere
il comando, parve pi che altro un sacerdote appena ordinato che si fosse
recato da un ricco parente per ottenere di farsi affidare una delle chiese
delle terre di famiglia; sarebbe stato del resto logico poich suo padre, i
suoi nonni e numerosi prozii erano stati pastori anglicani.
La forza al suo comando era fragile quanto lui: disponeva al massimo
di settemila uomini combattenti, mentre era ben noto che il comandante
francese dei Caraibi batteva i mari alla testa di almeno venticinquemila
duri veterani a bordo di una flotta di navi armate di pesanti cannoni. La
sua prima sera al porto, dopo aver cenato in fretta, Nelson percorse
quindi i bastioni della fortezza, impartendo ordini a se stesso: devi piazzare
altri cannoni in questo punto, devi compiere esercitazioni per vedere
con quanta rapidit gli uomini raggiungono i loro posti quando suona
l'allarme, devi spazzare via le macerie sulla spiaggia antistante per evitare
che spie francesi vi si nascondano.
Mentre era intento al suo giro d'ispezione, si avvide che un giovanissimo
cadetto, un tredicenne dai capelli rossi venuto con lui dall'Inghilterra,
lo seguiva passo passo. Gli domand che cosa volesse e il ragazzo
supplic: Vi prego, signore, permettete anche a me di vedere il nuovo
porto, cos sapr qual  il mio posto quando arrivano i francesi. Nelson
gli chiese chi fosse e il ragazzo gli diede una risposta
interessante: Alistair Wrentham. Mio nonno  il conte di Gore e mio padre era ufficiale
in India, ma  morto in battaglia.
L'informazione parve preziosa a Nelson perch, se il ragazzo aveva un
grado di parentela tale da ereditare la contea, poteva rivelarsi utilissimo
per un uomo ambizioso; rest deluso quando il cadetto aggiunse: Mio
padre era il quartogenito e anch'io lo sono, per cui non ho speranze di
ereditare il titolo. Pure, memore del fatto che durante il viaggio il ragazzo
aveva dato prova di intelligenza e valore, Nelson decise di tenerselo
vicino.
Ben presto i soldati e i marinai di stanza a Port Royal si resero conto di
che tempra fosse il loro giovane comandante che a una straordinaria energia
aggiungeva un'insaziabile brama di celebrit e un'invidiabile devozione
al valore militare e alla rettitudine.
La notte, soprattutto quando la luna tropicale inondava il vecchio forte
di argentea luce e di misteriose ombre, il giovane comandante amava raccogliersi
attorno un gruppo scelto di ufficiali e giovani cadetti, nonch
qualche semplice marinaio che mostrasse particolare interesse, fornendo
loro informazioni di carattere militare, relative soprattutto alla manovra
delle navi in tempo di guerra. Badava soprattutto a mettere in risalto
l'importanza della loro opera nei Caraibi. Quel bel mare,
diceva, era sempre stato vicino al cuore dell'Europa, perch
ci che accadeva in quella
arena condizionava gli eventi nel vecchio mondo. Gli scontri navali nei
Caraibi erano decisivi anche per l'andamento delle opere terrestri in Europa.
L si produceva lo zucchero, una delle sostanze pi preziose che ci
fossero sulla terra, e l'Europa s'arricchiva con lo zucchero, la melassa e il
rum importati dalle isole. La Giamaica, l'isola che il forte di Port Royal
proteggeva, forniva il denaro che manteneva in vita l'Inghilterra; le navi
di cui essi formavano gli equipaggi erano costruite con denaro della Giamaica.
Non dovevano dimenticare, aggiungeva, che pochi anni prima, nel
1782, il destino dell'Inghilterra era stato deciso al largo dell'isola di All
Saints, quando l'ammiraglio Rodney aveva affrontato l'intera flotta da
battaglia francese comandata da De Grasse. Come sempre in vista di
scontri del genere, le due flotte si erano schierate in linea di fila, aprendo
il fuoco con i cannoni delle fiancate. Ma Rodney aveva fatto deviare le
sue navi di novanta gradi, a partire dalla met della linea, piombando audacemente
al centro della formazione francese, sfondandola e gettando lo
scompiglio tra i nemici. In tal modo, aveva inaugurato un nuovo metodo
di guerra marittima.
Supponiamo, disse una sera Nelson, che nove di voi siano le navi
francesi e noi altri le navi inglesi. Ora, mettiamoci in linea di fila come ai
vecchi tempi. Sfiliamo gli uni accanto agli altri con i cannoni tuonanti,
ma ecco che a questo punto noi infrangiamo le regole e
colpiamo, avventandoci proprio al centro della linea francese. Immaginatevi la confusione
che ne deriva, e rendetevi conto di come noi inglesi possiamo fare a pezzi
le navi francesi colte di sorpresa. Un'altra vittoria per l'Inghilterra.
Durante uno di quei colloqui notturni, salt fuori un episodio assai rivelatore
nella carriera di Nelson del quale lui personalmente non aveva
mai fatto parola, non gi per modestia, virt che non possedeva, ma piuttosto
perch quando il cadetto Wrentham raccont spontaneamente la
faccenda in termini entusiastici, Nelson acquis ancor maggiori dimensioni
eroiche.
L'anno scorso, rifer il giovane Wrentham, siamo partiti da Port
Royal per punire i corsari delle colonie americane ribelli, che cercavano
di trafficare con le nostre isole. Il capitano Nelson li chiamava arroganti
maiali. Avemmo molti scontri con loro e ne affondammo due navi. L'ultima
volta, per, non dovemmo mandare a picco il loro legno, perch
sotto i colpi della nostra artiglieria preferirono arrendersi e ammainarono
la loro insolente bandiera. A questo punto, sorse per un problema. Il
mare era agitato e un marinaio accanto a me chiese: Possiamo mandare
una scialuppa alla loro nave con a bordo uomini che ne prendano possesso?
Certo com'ero che fosse possibile, saltai subito sulla scialuppa, aspettandomi
che il primo tenente facesse altrettanto, ma lui, resosi conto
della violenza delle onde, si impaur e si rifiut di unirsi a me e agli altri.
A questo punto il tenente Nelson (non era ancora capitano) si fece avanti,
ferm il comandante che voleva salire lui a bordo della scialuppa dicendo:
Tocca a me. E se io non ci riesco, allora sar il vostro turno. Balz sulla
scialuppa, e ce ne andammo via tra le ondate che ci sbattevano come un turacciolo.
Finalmente raggiungemmo la nave americana, Nelson sal a
bordo; io gli stavo alle calcagna e lo udii gridare: Sono il tenente Horatio
Nelson, ufficiale di sua maest, re Giorgio III, e comandante di questo vascello.
Potete credermi che, quando il carico della nave catturata fu venduto
alla Giamaica, tutti avemmo il nostro bel profitto.
In attesa che i francesi si facessero vivi, Nelson poteva per il momento
occuparsi di altre faccende. Da ventenne qual era, si sentiva ovviamente
attratto dalle donne, e avrebbe voluto trovarne una adatta che potesse diventare
sua moglie. Diceva che un ufficiale  solo un uomo a met se non
ha moglie e figli, e consigliava dunque ai suoi ascoltatori di sposarsi, scegliendo
per la donna con grande cautela, perch doveva essere un valido
sostegno per l'ufficiale, non certo un peso. Poi, aggiungeva sia pure con
una certa riluttanza, la donna deve essere ricca, appartenere a una famiglia
importante, capace di aiutare l'ufficiale a ottenere promozioni. Meglio
ancora, infine, se odiava i francesi, come dobbiamo fare noi quando
li affrontiamo in battaglia.
Se un ascoltatore gli chiedeva se si aspettava di combattere contro i
francesi per tutto il resto della sua vita, la sua risposta suonava: Potrebbero
esserci altri nemici? Affrettandosi tuttavia ad aggiungere: Di nemici
ne abbiamo molti, ma gli altri non sono valenti per mare come i
francesi. Loro sono i nostri immortali avversari. Pronunciando queste
parole, guardava quel mare su cui il suo grande predecessore Drake aveva
detto esattamente le stesse cose degli spagnoli e in cui i suoi successori
avrebbero affermato la loro indefettibile ostilit per i tedeschi. Stesso
mare, stesse navi di quercia, ferro e acciaio, stessi uomini del Devon, del
Sussex e di Norfolk, stesso nemico sotto nomi diversi, stesse isole da difendere,
stessi giovani che durante le lunghe veglie notturne si chiedevano
chi sarebbe stata la loro sposa.
Delle quattro qualit che la moglie doveva avere agli occhi di Nelson,
era la terza a presentare le maggiori difficolt: la sposa doveva essere
ricca. Sesto degli undici figli di un pastore squattrinato di Norfolk, Nelson
aveva orrore della povert ed era ossessionato dal denaro, circostanza
che faceva di lui uno sfacciato cacciatore di dote, disposto a sposare quasi
qualsiasi donna che gli portasse denaro sufficiente e che avesse parenti capaci
di aiutarlo validamente nella carriera navale; evitava perci di rivelare
ai suoi giovani colleghi il vero motivo che lo aveva indotto a non
contrarre matrimonio con le varie fanciulle affascinanti che aveva corteggiato.
La brama del denaro gli si imponeva solo quando pensava a problemi
matrimoniali. Quando invece era libero da quelle preoccupazioni,
e si vedeva in veste di soldato, invariabilmente dimenticava i vantaggi
personali, come ebbe a constatare l'ammiraglio Digby quando a Nelson
era stata destinata la base navale di New York. Gli ho detto: Buona fortuna,
tenente Nelson. Voi siete venuto nel posto adatto a guadagnare un
bel po' di denaro. Lui mi ha lasciato di stucco replicando: S, signore,
ma i Caraibi sono il posto adatto a guadagnarsi onore.
Onore, fama e gloria: ecco quello che Horatio Nelson cercava soprattutto.
Quando finalmente gli fu dato il comando di una nave da ventotto
cannoni, fece di tutto perch gliene fosse assegnata una da sessantaquattro,
e appena riusc a salirvi a bordo cominci a darsi da fare per ottenerne
una da settantaquattro. Non era per uno sciocco, non aveva di
mira soltanto le grandi dimensioni, tant' che quando cen a bordo della
Concepcin, un mostro spagnolo di centododici cannoni, non ne rest affatto
colpito perch si rese immediatamente conto che, se gli iberici erano
in grado di costruire ottime navi, non erano per capaci di produrre uomini
che le manovrassero.
Con il passare degli anni, Nelson divenne pi sicuro di s e a volte si
lasciava sfuggire affermazioni che rivelavano la sua sete di gloria. Pensava
che sarebbe stato orrendo morire prima di aver avuto modo di procurarsela,
e invi lettere su lettere ai suoi superiori, implorando promozioni,
assegnamenti a posti migliori, il comando di questa o quella bella nave.
Siccome in Giamaica non riusciva a trovare un'ereditiera bianca che facesse
al caso suo, era costretto a cercare la compagnia occasionale delle
bellezze prive di mezzi finanziari che abitavano attorno a Port Charles, e
le leggende della Giamaica sostengono che trov consolazione alla sua
solitudine tra le braccia di tre diverse ragazze di colore. Se ne ignorano i
nomi, poich all'epoca non erano considerate degne di essere ricordate,
trattandosi di mezzosangue, come la gente bene del luogo le definiva
sprezzantemente, ma le casette accanto al porto in cui abitavano vennero
mostrate a dito, soprattutto pi tardi, quando il nome di Nelson era ormai
inciso a lettere d'oro nei cuori di tutti gli inglesi.
I QUATTRO ANNI CHE SEGUIRONO non furono i pi deludenti della vita
di Nelson, tra poco vedremo che ne conobbe di peggiori, ma furono
comunque per lui fonte di angoscia. Non sapeva fare altro che il marinaio,
e si trovava confinato l, a riva, senza una nave sua e senza la prospettiva
di ottenerne una. Riceveva mezza paga, solo cento sterline
l'anno (una paga da serva, la definiva) ed era perfettamente consapevole
che non gli sarebbe certo bastata per mantenere una moglie e i figli
che desiderava.
Fu durante questo periodo di ozio che mise a fuoco l'idea che aveva di
se stesso. Io sono un marinaio, scrisse nel suo diario. Sono nato per comandare
una grande nave in battaglia. Non c' nessuno in Inghilterra e
neppure in Francia che abbia altrettanta conoscenza di marineria e tattiche
navali. Debbo trovarmi una nave, altrimenti la mia vita sar sprecata.
A ventiquattro anni, prevedendo che il resto della sua esistenza lo
avrebbe trascorso combattendo contro i francesi, decise di dedicare le ore
libere a impararne la lingua e, con i pochi mezzi a sua disposizione, si
rec in Francia per studiare il francese e gli usi di quel paese, in attesa del
giorno in cui ne avrebbe tratto profitto. Purtroppo per lui, trov che la
casa nella cittadina di provincia dove decise di stabilirsi era abitata da uno
straordinario gentiluomo inglese, un predicatore con una moglie assai
ospitale e molti figli, tra cui due ragazze particolarmente degne di nota
sui vent'anni. Le due sorelle vestivano bene, parlavano il francese senza
accento, suonavano da virtuose il pianoforte e conversavano intelligentemente
di qualsiasi argomento.
Come se non bastasse, erano attraenti e divertenti e soprattutto, cosa
che stava pi di ogni altra a cuore a Nelson, si diceva che avessero sostanziose
doti, per cui ben presto egli rinunci alle lezioni di francese - in seguito
tent quattro volte di padroneggiare quella difficile lingua, senza
mai riuscirci - e si dedic a un assiduo corteggiamento di una delle due
sorelle. Ma quando apprese che la signorina Andrews era priva di dote,
interruppe il corteggiamento e part di punto in bianco dalla Francia.
Il 14 gennaio 1784 cominci a scrivere una serie di straordinarie lettere
a vecchie conoscenze che avrebbero potuto forse aiutarlo; ce n' una
che riassume perfettamente il suo pensiero: Arriva un momento, nella
vita di un uomo, in cui i suoi amici influenti devono procurargli una
buona posizione, tale da fornirgli garanzie per il resto dei suoi giorni, o
assicurargli abbastanza denaro da metterlo in grado di realizzare il proprio
successo in societ e nel mondo. Per me, questo momento cruciale 
arrivato.
Con straordinaria franchezza inform un amico che aveva di recente
trovato in Inghilterra una giovane donna degna in tutto e per tutto di essere
la moglie di un ufficiale, ma che purtroppo non possedeva beni di
fortuna. Dal momento che lui, Nelson, era pur sempre a mezza paga, intascando
non pi di un centinaio di sterline l'anno, era disposto il suo
amico a regalargliene altre cento l'anno? Inoltre, sperava che l'amico facesse
tutto il possibile, bussando a ogni porta, per procurargli il comando
di una nave o perlomeno un ufficio pubblico, dove non mi tocchi lavorare.
Devono essercene molti, di posti del genere, purch si sappia trovarli.
Il suo amico non fu in grado di promettergli un assegno annuale n di
trovargli una sinecura, cos l'uomo destinato a diventare il massimo genio
navale della storia consider la propria carriera finita a venticinque anni e
ai primi del 1784 decise di abbandonare il mare e di tentare di farsi eleggere
al parlamento. Purtroppo, la sua figura sparuta, i capelli ribelli che
teneva raccolti in un lunghissimo, disordinato codino, e la sua vocetta
non facevano certo di lui un personaggio affascinante, e il suo tentativo di
concorrere a pubblici uffici si rivel un fallimento.
In quel momento di crisi, uno dei suoi amici, in risposta alle sue invocazioni
di aiuto, riusc a convincere i Lord dell'Ammiragliato ad assegnare
a Nelson il comando di una piccola fregata da ventiquattro cannoni,
la Boreas, destinata alle Indie occidentali.
Il nuovo incarico, per quanto per lui prezioso, non fu privo di inconvenienti
perch, quando si present ad assumere il comando della Boreas, il
suo primo tenente, l'ex cadetto Alistair Wrentham, lo inform: L'Ammiragliato
ha disposto che portiate con voi una dozzina di giovani cadetti di
buona famiglia, il pi anziano dei quali ha quattordici anni.
E il pi giovane?
Undici, ed  mio nipote, destinato a essere il prossimo conte di Gore.
Nelson tossicchi e Wrentham prosegu: Dovete anche portare a Barbados
una donna alquanto difficile, Lady Hughes, e la sua brutta figlia
Rosy.
Che cosa intendete per brutta?
Una ragazzona grande e grossa che ride scioccamente, ha una brutta
cera e brama disperatamente un marito.
Quando Nelson vide la sgradevole coppia venire lungo il molo seguita
da tre domestici, volle fare ricorso alle sue prerogative di capitano e
sbott: Non intendo prenderle a bordo della mia nave. Dite loro di andarsene!
Il tenente Wrentham sorrise, annu con aria sinceramente comprensiva
e quindi replic: Penso che dovreste sapere, signore, che Lady Hughes 
la moglie di Sir Edward Hughes, ammiraglio comandante la flotta delle
Indie occidentali, e che  stata sua l'idea di affidarvi la moglie e la figlia.
Nelson alz gli occhi al cielo e rispose in tono pacato: Wrentham, fate
salire a bordo Lady Hughes e il suo seguito. Alistair si affrett a obbedire.
Quella stessa sera chiese al suo superiore: Che cosa pensate della figlia,
signore?
Repellente.
Chiedo scusa, signore, ma non vi sembra ovvio che la portino nelle
Indie occidentali per trovarle un marito? Tutti questi giovani ufficiali e
nessuna donna inglese...
Che cosa volete dire, Wrentham?
State in guardia, capitano, se posso permettermi di suggerirvelo. Lady
Hughes vi vorrebbe volentieri come genero, ne sono sicuro.
Fu un viaggio penosissimo per Nelson, perch Lady Hughes era una
vera peste, cacciava il naso dappertutto in nome del marito, mentre Rosy
gli appariva sempre pi brutta: mangiando faceva rumori orrendi e si
sbrodolava... Nelson avrebbe volentieri rinunciato al comando che aveva
tanto a lungo bramato.
Ma non era finita: durante il turno di guardia notturno, Wrentham gli
comunic una notizia incredibile: Signore, sapete che, in base ai regolamenti
navali, siccome Lady Hughes, sua figlia e le loro tre domestiche
sono, sotto il profilo tecnico, vostre ospiti a bordo della Boreas, voi siete
responsabile del loro viaggio?
Che cosa intendete per responsabile?
Voglio dire che, in qualit di anfitrione, dovete pagare il loro viaggio.
Centodieci sterline, se non mi sbaglio.
Buon Dio, Wrentham!  pi di met della mia paga.
Regolamenti navali, signore.
Essendo quelle la moglie e la figlia dell'ammiraglio Hughes, Nelson
era costretto a mostrarsi straordinariamente gentile con loro e Lady
Hughes, colpita dalle sue buone maniere, a un certo punto gli chiese:
Capitano Nelson, ho ragione di ritenere che voi non siate sposato.
Avete perfettamente ragione, signora.
E per caso c' una giovane dama fortunata che vi attende a riva?
Temo, signora, che le giovani dame abbiano poco tempo per uomini
come me.
Sapete, capitano Nelson, che quando Rosy si sposer godr di una
considerevole fortuna che ha ereditato da sua nonna? Una fortuna cospicua...
E aggiunse: L'ammiraglio e io vedremmo molto di buon occhio il
matrimonio di Rosy.  una cos cara ragazza...
Rimasto solo, Nelson si trov di fronte a considerazioni che nessun
uomo con la testa sulle spalle avrebbe potuto trascurare: il fortunato giovane
ufficiale che avesse preso in moglie la figlia dell'ammiraglio Hughes
avrebbe goduto di una grossa eredit, oltre a una cospicua dote da parte
dei genitori, senza considerare l'appoggio dell'ammiraglio che si era rivelato
astuto politicante, capace di assicurare promozioni e comandi di
buone navi.
Nelson in tal caso avrebbe potuto innalzarsi ai vertici della gloria.
Una volta lanciato, si disse, potrei aspirare all'abbazia di Westminster:
sarei sepolto tra i grandi! E la mia memoria vivrebbe in eterno! Giorno
verr in cui l'Inghilterra avr bisogno di me. Non posso mancare al suo
appello.
Poi, per, gli torn in mente l'aspetto negativo della faccenda: sposare
Rosy. Nessun uomo avrebbe pagato un prezzo simile, neppure per l'immortalit;
negli ultimi giorni del viaggio, fece capire in mille modi a Lady
Hughes il tenore della sua decisione.
Con sua grande sorpresa, quella veterana di guerre matrimoniali non
mostr di essersela presa, anzi, l'ultima sera, a tavola, gli disse: Capitano
Nelson, io vi predico un grande futuro nella marina.
Che cosa ve lo fa credere, signora?
Sono stata a osservarvi alle prese con i ragazzi che lavorano sul
ponte.
Sono stato forse troppo severo con loro? Sapete, hanno bisogno di essere
tenuti in riga.
Al contrario, anzi, ho notato che siete gentile e comprensivo.
L'augurio rivoltogli da Lady Hughes era cos generoso, e pronunciato
con tanto sincero calore, che l'ultima cena si concluse in un'atmosfera di
generale benevolenza, con Nelson che si sforzava addirittura di sorridere
alla tonda Rosy, come la chiamavano gli ufficiali inferiori. Nelson si
sent cos sollevato all'idea di sbarazzarsi della responsabilit della brutta
figlia dell'ammiraglio, che quasi dimentic di dover pagare per il viaggio
di lei, della madre e delle tre domestiche.
HORATIO NELSON AVEVA VENTISETTE ANNI quando guid la Boreas
nella rada di Barbados, prendendo temporaneamente alloggio a riva alla
Giralda; ormai il suo carattere era formato, con molti aspetti tutt'altro
che piacevoli. Ambizioso fin quasi alla frenesia, era gelosissimo anche
della minima prerogativa che fosse di sua spettanza, ed era cos fermo
nella difesa dei suoi diritti che nel giro di pochi giorni dal suo arrivo alla
base l'ammiraglio Hughes, ormai vicino alla pensione e speranzoso di
concludere il proprio servizio senza spiacevoli inconvenienti, confid alla
moglie: Penso che quel giovanotto che a te piace tanto potrebbe procurarci
dei guai. Lady Hughes lo difese subito a spada tratta:  severo ma
giusto, dubito che tu abbia avuto ai tuoi ordini un ufficiale migliore.
La predizione dell'ammiraglio si rivel esatta perch il suo giovane capitano
provoc immediatamente una serie di crisi tutte frutto della sua
vanit e del suo ossessivo desiderio di riconoscimenti. La prima crisi,
come era logico aspettarsi, venne promossa dalla sua incrollabile diffidenza
per tutto ci che fosse francese. Recatosi in Guadalupa per una visita
di cortesia a Point--Pitre, si sent cos profondamente offeso per il
fatto che la bandiera inglese non fosse fatta oggetto del debito rispetto,
da sollevare proteste tanto veementi che per poco non provocarono lo
scoppio di una guerra, evitata soltanto perch i francesi fecero marcia indietro
e spararono le debite salve di artiglieria.
Ma Nelson si mostrava implacabile anche con gli inglesi che non facevano
il loro dovere. Quando, nel corso dello stesso viaggio, vide per la
prima volta lo splendido ancoraggio dell'isola di Antigua, noto all'epoca
come l'English Harbour, il porto inglese, e pi tardi come porto Nelson,
non si cur della bellezza del posto n della sicurezza che poteva offrire
a una flotta da guerra, ma solo di un particolare che lo mand su
tutte le furie.
Tenente, grid con la sua voce acuta, che cos' quella cosa che vedo
pendere dal pennone di quella nave laggi?
Penso che sia un'orifiamma, signore, suon la risposta. Nelson, impugnato
il cannocchiale, ne ebbe la conferma: la nave inglese all'ancora
inalberava un'orifiamma, una sorta di lunga bandiera la quale indicava
che la nave era personalmente comandata dall'ufficiale superiore del settore,
che in quel caso poteva essere soltanto Nelson in persona... Quindi
egli diede ordine che l'orifamma fosse immediatamente ammainata, essendo
lui l'ufficiale superiore presente ad Antigua ed esigendo il rispetto
dovuto al suo rango.
A Wrentham spieg: A comandare in queste acque sono io e intendo
far s che tutti lo sappiano.
L'occasione di dare prova della sua decisione la ebbe in un tranquillo
pomeriggio assolato: la Boreas era di pattuglia tra le piccole isole a nord
di Antigua e trov sulla propria rotta una nave da carico che batteva la
bandiera degli Stati Uniti d'America, la nuova nazione appena costituita.
Dal momento che le disposizioni della famigerata legge sulla navigazione
del 1764 vietavano ogni commercio, di qualsiasi entit, tra le isole britanniche
dei Caraibi e Boston, New York e Philadelphia, Nelson si sent in
dovere di trarre in arresto l'intruso, colpevole di aver infranto tale
norma. Ordin pertanto di sparare un colpo d'avvertimento e di far salire
a bordo della Boreas il comandante del mercantile. L'uomo si giustific,
ricordandogli che da tempo immemorabile avevano luogo i traffici tra le
coste americane e le isole inglesi. Voi avete bisogno del nostro legname
e dei nostri cavalli; noi del vostro zucchero e della melassa.
 un traffico che cessa oggi stesso, replic Nelson e ordin ai suoi
uomini di abbandonare il mercantile americano e di gettarne in mare l'intero
carico. Ma Wrentham torn ben presto comunicandogli che a bordo
c'erano soltanto sedici bei cavalli, e Nelson concesse allora di sbarcarli a
riva, considerandoli beni confiscati. Dovette tuttavia constatare che ad
Antigua nessuno li aveva ordinati n sapeva che farsene e mont su tutte
le furie quando il giovane ufficiale che aveva ammainato l'orifiamma gli
sugger in un sussurro: Potremmo portarli alle isole francesi, dove non
c' abbastanza vento e sono costretti a importare i cavalli per azionare le
macchine dei mulini da zucchero. A Guadalupa, quei sedici animali varrebbero
una fortuna.
Drizzandosi in tutta la sua statura, che non era eccessiva, il capitano
grid: Io, Horatio Nelson, trafficare con i francesi a loro beneficio?
Mai! Ordin poi che i cavalli confiscati fossero gratuitamente distribuiti
agli agricoltori di Antigua.
Tuttavia quell'atto di generosit non fece di lui un eroe agli occhi degli
antiguani, e neppure dei piantatori inglesi delle vicine isole di St. Kitts e
Nevis, perch i ricchi commercianti della zona, gli inglesi come i francesi, si
erano abituati al segreto arrivo di navi dagli Stati Uniti e non intendevano
rinunciare ai profitti ricavati da quelle transazioni; furono quindi tutt'altro
che contenti quando il nuovo comandante della flotta nelle loro acque afferm
pubblicamente che intendeva mettere fine a quella situazione di illegalit
e che avrebbe fatto arrestare i mercanti che vi avessero preso parte.
Nelson si trov cos alle prese con gente che inizialmente cerc di fargli
capire che, se continuava a interferire in quel proficuo commercio, le
isole ne avrebbero ricavato un grave danno; poi con veri e propri ribelli i
quali proclamarono apertamente che avrebbero continuato i traffici, piacesse
o meno al comandante. A convincerlo a una maggior prudenza fu
Wrentham, e Nelson allora, lasciando perdere per il momento gli inglesi
di Antigua, rivolse le sue attenzioni agli insolenti americani in alto mare.
Nelle settimane successive cattur una nave yankee dopo l'altra, confiscando
e buttando a mare una fortuna in merci e mettendo in pericolo i
traffici isolani. Alle proteste dei capitani americani si aggiunsero le lamentele
degli isolani inglesi, ma Nelson rimase sordo alle une e alle altre.
Odiava gli americani, fossero o meno marinai, per ragioni che espose
con vigore a Wrentham: Buon Dio, facevano o no parte dell'impero inglese?
E pu toccare sorte migliore, a una terra, di quella di essere onorata
parte del nostro sistema? Guardate quelle disgraziate isole francesi, e
paragonate la loro situazione all'ordine e alla sicurezza che regnano a
Barbados e ad Antigua. Quei dannati americani, poco pi che selvaggi,
dovrebbero strisciare sulle ginocchia e implorarci di riprenderli con noi
per riportarli a una vita decente e alla civilt. Credetemi, Alistair, prima o
poi lo faranno, vedrete! Semplicemente, non riusciva a capire perch le
colonie si fossero battute per quella che chiamavano libert mentre
avrebbero potuto tranquillamente rimanere a far parte del sistema inglese.
Furibondo per la loro ingratitudine, si sfogava affondandone o catturandone
le impertinenti navi, incurante degli effetti negativi che questo
aveva sui produttori di zucchero isolani, sordo alle argomentazioni tanto
efficacemente espostegli dal loro portavoce, un certo signor Herbert di
Nevis: Non ci sono abbastanza navi mercantili britanniche da soddisfare
i nostri bisogni e non ne arrivano con sufficiente frequenza per approvvigionarci.
Senza gli americani, moriremo di fame.
Al pari di moltissimi ufficiali della marina militare, soprattutto quelli
che per tradizione provenivano da famiglie altolocate, Nelson nutriva
grande rispetto per le casate eredi di antiche e consolidate fortune, mentre
disprezzava i commercianti che, a prezzo di dure fatiche, erano intenti
ad accumularle. I colleghi di Nelson ben presto si resero conto che evitava
accuratamente le parole Britannia o Gran Bretagna e che, se
qualcuno le pronunciava in sua presenza, replicava: Questa  una flotta
inglese, comandata da ufficiali inglesi cresciuti nelle grandi tradizioni dei
marinai inglesi, e i pirati americani che invadono le nostre acque badino
alle loro navi e alle loro teste.
IN UNA STORICA GIORNATA del gennaio 1785, il capitano Nelson guid
la Boreas alla bella, piccola isola di Nevis, per discutervi questioni relative
al commercio dello zucchero con quello stesso signor Herbert che, ad
Antigua, gli aveva tenuto una lezione sulla necessit di permettere ai corsari
americani di continuare i loro illeciti commerci nei Caraibi. Sempre
affascinato dal denaro, ma restio ad avere a che fare con semplici mercanti,
prima dell'incontro con Herbert disse a Wrentham: Dobbiamo ricordarci
che costui  un piantatore di canna da zucchero con adeguati
possedimenti e non un semplice produttore di legumi. And in brodo di
giuggiole quando Wrentham gli rifer il risultato di certe sue caute indagini:
Signore, quel tale Herbert  l'uomo pi ricco di Nevis, di St. Kitts e
di Antigua. Ha una figlia di nome Martha, che per non erediter nulla
delle sue fortune perch intende sposarsi contro la volont del padre;
questi lascer i suoi beni a una bellissima nipote, una certa signora Fanny
Nisbet.
Ma evidentemente costei  gi sposata.
E vedova. Ha cinque anni meno di voi, proprio quello che ci vuole.
Ha un figlioletto di cinque anni molto carino.
Quell'informazione fece sognare Nelson a occhi aperti: una bella vedova,
ricchissima, con un figlioletto, insomma l'ideale per un ufficiale di
marina; era quindi nello stato d'animo pi adatto a innamorarsi della vedova
Nisbet prima ancora di conoscerla. Quando finalmente la vide entrare
nella stanza in cui conversava con suo zio a Nevis, Nelson perse la
testa perch la donna era di una delicata bellezza, era affascinante, aveva
una conversazione spiritosa ed era musicalmente assai dotata. A queste
virt si aggiungeva il perfetto comportamento del figlioletto, Josiah, che
all'et di cinque anni gi voleva andar per mare. Ma la principale attrattiva
era costituita dalla circostanza che, come gli disse Wrentham,  impossibile
stabilire quanto denaro abbia il vecchio Herbert, ma deve essere
moltissimo perch possiede tre piantagioni di canna da zucchero e i suoi
fattori assicurano che ogni anno spedisce a Londra almeno seicentomila
barili di zucchero. Ho calcolato che i suoi schiavi valgono non meno di
sessantamila sterline.
Frustrato tante volte in precedenza, e pi che mai bramoso di denaro,
Nelson era ormai convinto che non poteva lasciarsi sfuggire quella straordinaria
occasione e, siccome anche Fanny Nisbet sembrava pensarla allo
stesso modo, ben presto i rapporti tra loro si fecero assai stretti. C'era
per una piccola nuvola che oscurava quel paesaggio di sogno: il signor
Herbert gli fece notare che sua nipote si era impegnata a fungergli da governante
e che lui non poteva affrancarla da quei doveri per altri diciotto
mesi. Sicch, gli innamorati dovettero dedicare tutto il 1785 e gran parte
dell'anno successivo al corteggiamento anzich al matrimonio, ma siccome
il tutto aveva luogo nella deliziosa isoletta di Nevis, i lunghi mesi
acquistarono un sapore di favola e Nelson ne era soddisfatto.
Sussisteva pur sempre il pericolo che la figlia di Herbert tornasse nelle
grazie del padre e mettesse cos in pericolo le fortune della
signora Nisbet, ma Wrentham fece altre caute indagini e
rassicur il suo superiore:
Martha  testardamente decisa a sposarsi contro la volont del padre e
indovinate un po' chi  l'innamorato?
Non mi riguarda.
S, invece.  un certo Hamilton, ed  parente di quell'altro Hamilton
di Nevis, il famigerato Alexander, che ha avuto un cos deprecabile ruolo
nella rivoluzione americana contro di noi e che adesso fa bella mostra di
s come uno dei capi della nuova nazione. Aggiunse poi che padre e figlia
neppure si parlavano e che la fortuna del signor Herbert  nelle
mani di Fanny.
L'11 marzo del 1787, nel corso di una fastosa cerimonia nella dimora
del signor Herbert a Nevis, Nelson, assicuratosi per testimone nientemeno
che il figlio di Giorgio III, il principe Guglielmo, che in seguito sarebbe
salito al trono con il nome di Guglielmo IV, avanz sotto un arco
ornamentale verso Fanny Nisbet che lo attendeva con il figlioletto. Fu un
evento di gran gala quel matrimonio del giovane, promettente ufficiale di
marina, con un'ereditiera la cui enorme fortuna avrebbe dato un decisivo
impulso alla carriera del marito. Ma il futuro re, noto agli amici con il nomignolo
di Billy lo Stupido, assunse un atteggiamento cauto e, in una
lettera a un amico, afferm: Ho accompagnato la sposa all'altare. 
bella, ha moltissimo denaro e Nelson ne  innamorato. Ma lui avrebbe bisogno
pi di un'infermiera che di una moglie. E aggiunse con tono profetico:
Mi auguro che non abbia mai a pentirsi del passo che ha compiuto.
A esprimere il proprio entusiasmo fu invece Wrentham, il quale confid
ai colleghi: La marea che si alza solleva tutte le navi presenti nel
porto. Se Nelson sale in alto, noi saliamo con lui.
POI OGNI COSA SEMBR PRECIPITARE. Nelson scopr, e fu un colpo che
per poco non lo fece crollare, che sua moglie non aveva cinque anni
meno di lui, ma anzi era di cinque mesi pi anziana. Venne quindi a sapere
che il signor Herbert, proprietario di quell'enorme fortuna saccarifera,
non era affatto disposto a intestare alla nipote una somma che le assicurasse
una rendita di duemila sterline l'anno, ma intendeva solo assegnarle
un'annualit di cento sterline che, unite alle duecento di cui poteva
disporre Nelson, garantivano agli sposi non pi di trecento sterline
l'anno fino al decesso del signor Herbert, quando l'intera fortuna sarebbe
presumibilmente e finalmente toccata alla signora Nelson.
A questo punto, ecco un'altra sconvolgente notizia portata dal tenente
Wrentham: Martha Hamilton, la figlia di Herbert, si  appena sposata e
si  riconciliata con il padre: sar lei a ereditare l'intera fortuna. Quando
Nelson, in uno stato di tremante agitazione, interrog in merito il signor
Herbert, si sent rispondere che il sangue non  acqua e, come se non
bastasse, il vecchio ammon Nelson a badare ai fatti suoi, perch i mercanti
dei Caraibi erano sul punto di fargli causa visto che interferiva nei
loro commerci con Boston e New York.
Inoltre, i nemici di Nelson gli tesero un'abile trappola. Sapendolo onestissimo
e ligio ai regolamenti scritti, gli fecero surrettiziamente credere
che due ufficiali della marina inglese di stanza a terra nei Caraibi rubavano
fondi governativi e, sebbene Wrentham lo consigliasse di evitare
azioni precipitose, Nelson mont su tutte le furie, accus pubblicamente i
due di furto, restando poi fulminato quando quelli reagirono denunciandolo
a loro volta e chiedendo come risarcimento la spaventosa somma di
quarantamila sterline.
Nelson, che aveva amato il mar dei Caraibi per la sua opulenza, le sue
meravigliose isole e i suoi sicuri approdi, gridava ad alta voce come
Giobbe: Perch mai sono venuto a navigare in questi mari maledetti?
In preda alla disperazione, dimenticava che era stato in quelle acque che
aveva avuto la rivelazione delle proprie effettive capacit: coraggio, decisione,
inventiva, attitudine al comando, quegli attributi cio che sono essenziali
ai capi militari e che tanto spesso restano allo stato di semplice potenzialit.
Era stato nei Caraibi che aveva forgiato il suo carattere, quasi
terrificante nella determinazione, ignobile nella prontezza a chiedere e inchinarsi
alle autorit pur di ottenere il comando di una nave. Nelson era
un prodotto dei Caraibi, come aveva potuto lui stesso prevedere quando,
agli inizi della sua carriera di ufficiale, aveva rifiutato la prestigiosa assegnazione
alla flotta di New York per assumere il comando nei Caraibi, perch
era quello il luogo in cui guadagnarsi onore.
Nei suoi momenti neri, avrebbe volentieri rinunciato ai Caraibi, ma
quando se ne allontanava si rivelava uno degli uomini pi decisi del suo
tempo. Le grandi battaglie navali non di rado si vincono a terra, dove i
futuri comandanti forgiano le proprie capacit in vista del giorno della
prova.
VENNERO GLI ANNI TREMENDI che avrebbero distrutto un uomo meno
solido di Nelson. Moltissimi non si resero conto di quanto terribili fossero,
perch non furono accompagnati da uragani, da esplosioni notturne,
da morti improvvise, da arresti, smembramenti, manifestazioni di
imbecillit. Furono anni che apportarono curiose tempeste che non
avrebbero agitato la superficie di un laghetto di campagna ma che lacerarono
un cuore umano, devastandolo a tal punto che il guscio esterno sarebbe
andato in pezzi se l'uomo nel cui petto batteva non avesse fatto appello
a tutto il proprio coraggio e alla propria volont e non avesse gridato:
No! Non pu andare cos! Non permetter che questo succeda!
Quando Nelson torn in Inghilterra, entrando nel Tamigi con la
Boreas, ricevette l'ordine che aveva temuto: La vostra nave sar disarmata e
l'equipaggio liquidato. Il termine liquidato aveva una sinistra connotazione
perch significava che i semplici marinai che avevano servito cos a
lungo e fedelmente sarebbero stati messi a terra con poche sterline, in
certi casi non pi di quattro o cinque, e senza la prospettiva di un futuro
ingaggio o di denaro per pagare le cure mediche qualora avessero perduto
un braccio o una gamba. Ai cadetti non toccava nessun compenso e
persino gli ufficiali dovevano lasciare la nave senza una paga sufficiente
ad affrontare con un certo decoro gli anni vuoti che avevano di fronte.
Naturalmente, se la Francia avesse alzato la cresta, e preoccupanti voci
continuavano a venire da quell'infelice paese, c'era da aspettarsi che la
Boreas tornasse a navigare con a bordo una ciurma di inglesi simili a
quelli che erano stati messi a terra. Per il momento, comunque, Horatio
Nelson lasci il suo primo incarico di ufficiale superiore restando a mezza
paga e con l'assicurazione di venire richiamato in servizio attivo se e
quando se ne presentasse il bisogno.
Che cosa avrebbe potuto fare all'et di ventinove anni, con una moglie
da poco sposata, un figlioletto, privo di beni di fortuna e senza una casa
in cui sistemarsi? Fece ricorso alla soluzione adottata da altri ufficiali in
tempo di pace: torn a casa del padre a Norfolk. L si dedic all'orto,
piantando legumi in primavera, coltivando fiori d'estate e svolgendo altre
attivit simili.
I vicini di Nelson, vedendolo intento in tali faccende, incontrandolo
alle fiere dove si giudicavano i legumi e si paragonavano forme di pane,
lo accettarono come uno di loro. Accadde allora una cosa abbastanza curiosa:
tutti cominciarono a chiamarlo familiarmente con il suo nome da
ragazzo, Horace. Passarono settimane senza che Nelson udisse mai pronunciare
il suo vero nome e ben presto cominci a pensare a se stesso
quale l'agricoltore Horace.
Tuttavia Nelson non perse mai l'altro risvolto della sua natura, perch
molto spesso, dopo aver partecipato a qualche festa rurale, tornava alla
parrocchia paterna e trascorreva lunghe ore notturne alla scrivania a vergare
lettere di supplica agli amici ricchi, implorandoli di trovargli un incarico
nella marina da guerra.
Le sue invocazioni, e ogni anno ce ne furono decine, rimasero inascoltate:
non gli fu assegnata nessuna nave. Continu a campare a spese del
padre, privando la sua fedele ma noiosa moglie di abiti nuovi e di altri
piccoli piaceri che pure le sarebbero toccati di diritto. I Nelson vivevano
in povert, perch duecento sterline l'anno non permettevano loro di
procurarsi altro che le cose essenziali.
In un pomeriggio del 1792, dopo aver invano bussato a molte porte, si
imbatt in un vecchio amico, un ufficiale dell'Ammiragliato. Si trattava
del suo ex primo tenente Alistair Wrentham che sfoggiava l'uniforme di
capitano della marina da guerra e che gli rifer, ovviamente compiaciuto,
di aver appena ottenuto il comando di una nave da
sessantaquattro cannoni destinata al pattugliamento delle
coste francesi. Dall'amico venne a
sapere che se lui, Nelson, si trovava in quella penosa situazione, ci era
dovuto ad accuse mosse contro di lui in seno all'Ammiragliato. A metterlo
in cattiva luce era stato l'ammiraglio Hughes della flotta dei Caraibi,
il quale andava dicendo a tutti che Nelson era un uomo testardo e difficile.
Nelson, concluse Wrentham, non ti sar mai assegnato il comando
di una nave a meno che i rivoluzionari in Francia non provochino guai.
Alistair, replic Nelson, inutile dire che io invidio te e il comando
che ti  stato affidato. Vorrei tanto che fosse mio... Che potessi tornare
alla guida di una nave. Ma renditi conto, amico caro, che, per quanto ti
invidi, non per questo ce l'ho con te. Tu hai la tua carriera da perseguire,
e l'hai cominciata molto bene. Fece una breve pausa e poi aggiunse: Se
la Francia dovesse colpire e mi richiamassero in servizio attivo, affidandomi
magari il comando dell'intera flotta da battaglia, vorrei avere te
come secondo.
SE NELSON SI ERA MOSTRATO tanto generoso a Londra, se non se l'era
presa con Wrentham perch aveva avuto la fortuna di comandare una
nave di sessantaquattro cannoni, durante il suo solitario ritorno a Norfolk
non pot soffocare la rabbia che gli bolliva dentro: Ragazzi! Affidano il
comando di navi a ragazzi, e noi, uomini di trent'anni, restiamo ad arrugginire
nell'ozio. A casa lo aspettava ancora una cattiva notizia: due uomini
avevano portato un mandato di comparizione per il processo intentatogli
ad Antigua. La pratica era stata passata per competenza a Londra,
e i due denuncianti chiedevano il risarcimento di quarantamila sterline.
Quei due uomini hanno detto che, se non paghi, marcirai in prigione
per il resto dei tuoi anni, gli disse la moglie.
Per qualche istante, Nelson pens addirittura di recarsi a San Pietroburgo,
passando per la Francia, e di offrire i propri servizi a Caterina la
Grande e alla flotta russa. Tramite un messaggero comunic tale sua risoluzione
a Wrentham, che si precipit a Norfolk per dissuaderlo e tentare
di consolarlo, promettendogli di far presente il suo caso all'Ammiragliato.
Mio nonno, il conte di Gore, pu fare qualcosa per te, e aggiunse
che era nell'aria un attacco navale francese contro i legni inglesi.
IL CAPITANO ALISTAIR WRENTHAM, fedele alla promessa fatta a Nelson,
riusc a salvare la carriera dell'amico. Il governo intervenne, prendendo
le sue difese nei confronti delle infami e infondate accuse mossegli contro;
l'Ammiragliato prest orecchio alle argomentazioni di Wrentham e
persino la Francia venne in suo aiuto. A Parigi, infatti, i fanatici della rivoluzione
continuavano a compiere mosse cos minacciose da far sembrare
imminente lo scoppio della guerra. Verso la fine di gennaio del
1793, giunsero a Londra spie portando la prova inconfutabile che l'intera
flotta francese si sta radunando in previsione di un probabile attacco
contro le nostre forze. L'Ammiragliato si comport esattamente come
Nelson aveva previsto: gli furono inviati immediatamente messaggeri a
cavallo a informarlo che doveva assumere al pi presto il comando di una
grossa nave.
In anni successivi si sarebbe diffusa la voce che l'ammiraglio Horatio
Nelson aveva ideato le sue rivoluzionarie tattiche e forgiato il proprio carattere
grazie all'esperienza compiuta in mare soprattutto nei Caraibi, ma
non era vero: in realt, aveva perfezionato le sue idee e temprato il proprio
carattere in quei tristi anni in cui era stato lasciato a terra, nella casa
paterna a Norfolk. L, umiliato, impoverito e ignorato, aveva elaborato
quei principi e quegli stratagemmi destinati a fare di lui forse il miglior
ufficiale che mai abbia comandato una flotta da guerra. Consapevole del
miracolo che era avvenuto in lui, diede l'addio a Norfolk e a quella vita
che era stata simile a quella di un carcerato, gridando: Non pi Horace!
Horatio per sempre!
Il 7 febbraio 1793 Nelson, una volta ancora capitano in servizio attivo
nella marina di sua maest britannica, sal a bordo della bella nave Agamemnon,
un vascello da sessantaquattro cannoni, e prese immediatamente
le misure atte a trasformare la ciurma in un equipaggio preparato
alla lotta.
Qualche giorno dopo, attraversava la Manica alla volta del Mediterraneo,
dove il destino lo attendeva per concedergli la vittoria in mare, lo
scandalo in amore con l'affascinante Lady Hamilton a Napoli e l'immortalit a Trafalgar.
...
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FINE Parte 2.